DA AIDONE (EN) A CATTOLICA ERACLEA (AG), GARA DI SOLIDARIETA’ PER SALVARE UN GHEPPIO FERITO

DA AIDONE (EN) A CATTOLICA ERACLEA (AG), GARA DI SOLIDARIETA’ PER SALVARE UN GHEPPIO FERITO

Rinvenuto con una frattura all’ala e incapace di volare, cittadini e volontari WWF mobilitati con una “staffetta” di 140 km

Una brutta ferita al fianco e all’ala sinistra. Così, lo scorso sabato, il signor Lorenzo Nigito di Aidone (Enna) ha trovato in campagna una femmina di Falco Gheppio (Falco tinnunculus), prontamente soccorsa. Ha provato a contattare la Forestale, ma nessuno voleva prendersi carico dell’animale… Dopo un giro di telefonate, fortunatamente il Gheppio finisce nelle mani di Morena Aranzulla, volontaria di Aidone sempre in prima fila nella difesa degli animali. Morena, quindi, contatta il WWF Sicilia Centrale e, insieme al padre Sergio, si precipita a Caltanissetta consegnando il falco ferito alle Guardie venatorie del WWF. Da qui il Gheppio viene trasportato al Centro Recupero Fauna selvatica di Cattolica Eraclea (Agrigento), dove le Guardie WWF lo affidano alle esperte mani di Diego Valenti, vice presidente dell’Associazione “Caretta Caretta” che gestisce la struttura. Una vera e propria “gara di solidarietà” lunga 140 chilometri per salvare il piccolo rapace, in gravi condizioni per una frattura esposta e lacerazione dei tessuti.

Il Gheppio è un falco tipico degli ambienti mediterranei, specie particolarmente protetta dalla legge n. 157 del 1992 sulla tutela della fauna; i rapaci sono animali utilissimi all’agricoltura ed all’equilibrio ecologico in quanto si cibano di rettili, topi, ratti, ed altre prede.

Il WWF Sicilia Centrale – nel ringraziare tutti coloro che, a vario titolo, si sono prodigati per salvare il Gheppio –  desidera ricordare che tutta la fauna selvatica appartiene allo Stato e tutti i rapaci – sia diurni che notturni – sono considerate specie particolarmente protette, anche dal punto di vista sanzionatorio: la loro uccisione diretta o avvelenamento o detenzione in cattività, costituisce reato punito con pesanti sanzioni penali previste dalla Legge n. 157/1992.

Chiunque fosse a conoscenza di casi di uccisione, cattura o detenzione di queste specie protette o, comunque, volesse segnalare altri casi di bracconaggio e di reati in danno dell’ambiente e degli animali – dichiara Ennio Bonfanti, Presidente dell’Associazione di protezione ambientale – può contattare il WWF Sicilia Centrale tramite la pagina di Facebook all’indirizzo “facebook.com/wwf.caltanissetta”. Ogni segnalazione sarà presa in carico con la dovuta discrezione e riservatezza”.

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