Siciliani e Sicilianità- Antica usanza siciliana delle “burle” nel giorno dei SANTI INNOCENTI

Siciliani e Sicilianità- Antica usanza siciliana delle “burle” nel giorno dei SANTI INNOCENTI

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Tra le tante tradizioni siciliani, una veramente curiosa è quella delle “burle” nel giorno dei SANTI INNOCENTI.

Il 28 dicembre la Chiesa romana celebra il martirio dei bambini fatti uccidere da Erode.
In Sicilia questa ricorrenza più che essere un ricordo triste era una festa vera e propria, caratterizzata dalle”burle”: difatti si parla di “burle degli Innocenti”.

In molti paesi siciliani durante tutta la giornata degli Innocenti, il 28 dicembre, si facevano diverse burle. Era in voga soprattutto nelle alte e medie sfere sociali: i nobili erano usi a ordire scherzi nei confronti dei domestici. Usi simili si riscontrano in molti paesi della Spagna. Qui i nobili avevano la consuetudine di ordire scherzi a scapito dei domestici. L’usanza si affacciò in Sicilia durante la dominazione spagnola ed è facile credere che dapprincipio dovette far breccia fra la società bene; e non a caso il Pitrè dice che l’uso si limitava «alle alte e medie sfere sociali». Ebbe vita breve e scomparve con l’Unità d’Italia. Sicuramente si tratta di un precursore del moderno Pesce d’Aprile. Senza dubbio un ruolo importante nell’origine di questa usanza l’ha giocato il duplice significato di «inocente» – innocente e sempliciotto – anche se inserita nel contesto più ampio delle feste del ciclo carnavalesco in cui viene sovvertito l’ordine sociale costituito: talvolta è conosciuta anche come Festa dei folli.

L’usanza di burlare nella giornata del 28 dicembre è sicuramente una continuazione del culto che i Romani avevano per le feste di Saturno, i Saturnalia, che ricorrevano dal 17 di dicembre al 23 dicembre, in occasioni delle quali si mandavano regali, si davano banchetti, si facevano scherzi, si mettevano in libertà gli schiavi e si eleggeva un «re» cui bisognava obbedire.

Rita Bevilacqua

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