Villa Zito a Palermo ospita la mostra “Guttuso. La forza delle cose”

Villa Zito a Palermo ospita la mostra “Guttuso. La forza delle cose”

Renato Guttuso Un angolo dello studio di via Pompeo Magno 1941-42, Olio su tela cm 79×64,5, Udine, Casa Cavazzini Museo d’Arte Moderna e Contemporanea © Renato Guttuso by SIAE 2016

Renato Guttuso Angurie, 1986 Olio su tela, cm 90×100 Busto Arsizio, collezione privata © Renato Guttuso by SIAE 2016

In occasione dei venticinque anni dalla nascita della Fondazione Sicilia, la stessa Fondazione con Sicily Art & Culture e in collaborazione con gli Archivi Guttuso e il Comune di Pavia – Assessorato alla Cultura e Turismo, promuove un’ importante mostra dal titolo “Guttuso. La forza delle cose”. Dal 22 dicembre 2016 al 26 marzo 2017 nelle sale di Villa Zito, sita in viale Libertà a Palermo, sono esposte 47 nature morte, genere che Renato Guttuso ha praticato nell’intero arco della sua attività e che costituiscono, dalla fine degli anni Trenta, una componente essenziale della sua produzione. La mostra è curata da Fabio Carapezza Guttuso e Susanna Zatti, direttrice dei Musei Civici di Pavia.
Il progetto espositivo è nato da una preziosa collaborazione tra i Musei Civici di Pavia con gli Archivi Guttuso da cui la realizzazione della prima tappa della mostra, da settembre a dicembre 2016, ospitata presso le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia. La mostra si avvale inoltre del patrocinio della Regione Sicilia, dell’Assemblea Regionale Siciliana e dell’Assessorato alla cultura della Città di Palermo.
Le opere esposte provengono da prestigiose sedi espositive tra le quali il MART Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, la Fondazione Magnani Rocca, i Civici Musei di Udine, il Museo Guttuso, la Fondazione Pellin e alcune importanti collezioni private e offrono al pubblico una prospettiva inedita e di grande fascino sul percorso artistico del maestro siciliano, studiando la forza delle cose rappresentata nelle opere.  La mostra presenta opere degli anni Trenta e degli anni Quaranta, che documentano l’impegno dell’artista a testimoniare la drammatica condizione esistenziale, imposta dalla dittatura e dalla tragedia della guerra. Nel dopoguerra, con Finestra (1947) o Bottiglia e barattolo (1948), il crescente interesse verso la sintesi post-cubista picassiana rivela il profondo impegno dell’artista nel recupero della cultura artistica europea per arrivare, negli anni Sessanta, a una nuova fase che rivela una dimensione più meditativa, derivante anche dalla elaborazione, nei suoi scritti, dei temi del realismo e dell’informale, visibile ne Il Cestello (1959), La Ciotola (1960) e Natura morta con fornello elettrico (1961).L’esposizione si conclude con una selezione di dipinti della fine degli anni Settanta-inizio anni Ottanta, periodo in cui la continua ricerca del reale di Guttuso si accentua per dare vita a celebri dipinti come Cimitero di macchine (1978), Teschio e cravatte, Bucranio, mandibola e pescecane (1984) che diventano metafore e allegorie del reale.

Rita Bevilacqua

Previous Barrese - Maletto si gioca il 18 gennaio. E la Figc a comunicarlo ma in ritardo
Next Pergusa. Riaperta la strada di servizio dell’autodromo