Barrafranca. L’Ex Vice Sindaco Giovanni Patti si appella al Prefetto in difesa di alcune importanti opere che rischiano il De-Finanziamento e la mancata consegna.

Barrafranca. L’Ex Vice Sindaco Giovanni Patti si appella al Prefetto in difesa di alcune importanti opere che rischiano il De-Finanziamento e la mancata consegna.

Ho sentito il dovere di scrivere al Prefetto dopo le inascoltate lettere aperte, comunicati stampa inviati alla Commissione Straordinaria ai Rup e al capo Settore lavori pubblici per difendere i finanziamenti ( Pendici di Via Catania e Collettore per la regimentazione delle acque chianu a rina) completare e consegnare i lavori (Stadio Comunale), recuperare i fondi ( Chiesa San Benedetto e Via Po’). Questa lettera che ho redatto con il supporto di un tecnico nella persona dell’ing. Papalia che pubblicamente ringrazio e i relativi allegati li ho voluto inviare anche a Radioluce per darne massima diffusione e far conoscere alla cittadinanza lo stato dell’arte di finanziamenti per più di Dieci Milioni di Euro di cui il Comune è già beneficiario.


Barrafranca lì 25/07/2022

Alla Prefettura

Ufficio Territoriale del Governo di Enna

protocollo.prefen@pec.interno.it

c.a. di S.E. il Prefetto

Dott.ssa Matilde Pirrera

Oggetto:          Opere pubbliche Comune di Barrafranca. SEGNALAZIONE RISCHIO DI DE-FINANZIAMENTO.

Gentilissima Dottoressa,

in qualità di cittadino che nel recente passato ha ricoperto la carica di Assessore Comunale con delega ai lavori pubblici, sport turismo e spettacolo, con la presente vuole portare a conoscenza di Sua Eccellenza alcune gravi criticità su alcuni importanti finanziamenti di cui il Comune di Barrafranca è beneficiario grazie all’impegno profuso dall’Amministrazione di cui ho fatto parte.

In particolare desidero sottoporre alla Sua cortese attenzione lo stato dell’arte di alcuni progetti di opere pubbliche: 1) ristrutturazione interna ed esterna dello Stadio Comunale, 2) consolidamento delle pendici di Via Catania, 3) finanziamento dei servizi d’ingegneria per un intervento di mitigazione del rischio idraulico del centro urbano a sud-ovest di Barrafranca, 4) progetto dei lavori di sistemazione della Via Po e del Largo Canale, 5) mancati adempimenti di messa in sicurezza della Chiesa San Benedetto a seguito della restituzione del finanziamento revocato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per i lavori di consolidamento della chiesa.

Mi rivolgo a Lei affinché – nell’ambito delle Sue competenze – possa sollecitare e assicurare l’attuazione dell’iter delle procedure di avvio dei lavori previsti in questi progetti perché, come potrà costatare in seguito, la realizzazione di questi progetti mira a mettere in sicurezza il territorio, a tutelare beni, insediamenti urbani, ambiente da danni e pericoli che possono derivare da calamità naturali (dal rischio idrogeologico, dal dissesto idraulico, dal degrado ambientale, ecc.) e a salvaguardare la pubblica incolumità.

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1) LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE INTERNA ED ESTERNA DELLO STADIO COMUNALE DI BARRAFRANCA (completamento, recupero e piena polifunzionalità dell’esistente, messa a norma degli impianti e apertura degli stessi a usi scolastici e turistici).

RUP (Responsabile Unico del Procedimento): Dott. Eugenio Diliberto

Dati generali

Il progetto è stato ammesso al finanziamento con D.D.G. N. 719 del 27/04/2019 del Dipartimento Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo per un importo complessivo di € 1.499.391,70.

Il contratto d’appalto è stato stipulato in data 03/12/2020.

I lavori sono stati consegnati il 04/12/2020 alla presenza dell’Assessore Regionale al turismo Manlio Messina e dei rappresentanti provinciali del CONI e della FIGC, hanno avuto il concreto inizio il 09/12/2020 e gli stessi si sono conclusi in data 09/05/2022.

Durante il corso dei lavori sono state approvate due perizie di variante, la prima con Determinazione del capo del IV Settore (e RUP) n. 55 del 22/02/2021 e la seconda con Determinazione n. 64 del 14/04/2022.

Alcuni interventi di progetto relativi al campo di calcio

Il campo di calcio è destinato a ospitare i campionati F.I.G.C. – LND sino alla serie D e S.G.S. ed dovrebbe essere stato realizzato nel rispetto del Regolamento LND “Standard” emesso dalla F.I.G.C. – Lega Nazionale Dilettanti e applicato dalla LND Servizi s.r.l.

Il campo di calcio, così come previsto in progetto, è stato realizzato con un sottofondo del tipo a drenaggio orizzontale, un manto superficiale in erba artificiale di ultima generazione e un impianto d’irrigazione.

Procedura amministrativa per il collaudo del sottofondo

Come previsto in progetto, il sottofondo del terreno di gioco esistente è stato mantenuto e per avere una sicurezza sugli assestamenti e la portanza dello stesso, la superficie del campo è stata compattata e consolidata con terreno stabilizzato e con l’apporto di legante chimico. La procedura amministrativa per il collaudo del sottofondo (sembra) sia stata già compiuta, in altre parole il sottofondo è stato collaudato dalla LND.

Procedura amministrativa per l’omologazione del campo ultimato

Il manto finale del campo di calcio è stato realizzato in erba sintetica di tipo monofilo composta di fibre bicolore verdi in polietilene lubrificato antiabrasivo, con speciale protezione ai raggi U.V, al gelo e resistente all’usura.

L’impianto d’irrigazione è costituito da sei irrigatori a scomparsa posizionati al di fuori del campo e con gittate adeguate alla totale copertura del campo.

Di seguito si riporta un estratto di quanto previsto dal Regolamento LND Standard.

H. Dopo il collaudo del sottofondo e dopo l’ultimazione della posa del manto e la successiva riconsegna del campo finito dell’appaltatore alla proprietà, dovrà essere richiesta l’omologazione del campo alla LND.

I. La LND, esperiti gli opportuni accertamenti, concorderà con l’Ente proprietario la data di effettuazione delle prove di “Omologazione” del campo per verificarne la conformità ai parametri previsti dal Regolamento. La data delle prove di Omologazione, che in ogni caso saranno eseguite non prima di 50/60 (cinquanta/sessanta) giorni dalla data di riconsegna del campo finito dall’appaltatore all’Ente e comunque entro 90/120 giorni dalla stessa data e/o dalla data di ricezione della richiesta di omologazione se posteriore, sarà concordata tenuto conto degli impegni già assunti dalla LND.

J Nei 50/60 (cinquanta/sessanta) giorni di attesa per poter eseguire le prove di Omologazione, il campo da giuoco dovrà essere utilizzato in modo intenso (a tutto campo) in modo che l’intasamento possa assestarsi e quindi essere pronto per le prove di Omologazione. Per permettere l’utilizzo del campo per eventuali partite di campionato, nel lasso di tempo previsto al punto I che precede, la LND Servizi rilascia automaticamente alla ricezione dell’istanza di omologazione del campo ultimato una “Autorizzazione all’utilizzo temporaneo del campo” la cui validità cessa automaticamente al rilascio dell’Attestato di Omologazione.

Segnalazioni

Non so se le fasi descritte ai punti H e I siano state compiute, ma di sicuro la fase descritta al punto J non è stata eseguita: il campo da gioco non è mai stato utilizzato, nonostante l’Associazione sportiva “A.S.D. Barrese” si sia spontaneamente e ripetutamente offerta. Addirittura con lettera Prot. Gen. N. 7730 del 14-04-2022, l’Associazione faceva formale richiesta di utilizzo del campo per favorire l’assestamento dell’intasamento. A tale richiesta l’Associazione non ha avuto mai nessuna risposta.

E nel frattempo hanno incominciato a affiorare delle erbacce nella superficie del manto erboso artificiale (vedasi allegato 1 – documentazione fotografica).

C’è, quindi, il rischio serio e concreto che l’intasamento non sia assestato e che manchino i requisiti prestazionali previsti dal Regolamento LND Standard. Pertanto, il campo non potrà, sicuramente, essere considerato idoneo al gioco e ottenere “l’Attestato di Omologazione” da parte della LND.

Inoltre, giacché i lavori sono stati conclusi in data 09/05/2022 – con circa un anno di ritardo (il termine di ultimazione dei lavori previsto da contratto era il 03/08/2021 – considerato che regna un silenzio assordante sui lavori sia da parte della Commissione Straordinaria, sia da parte del RUP, ci si chiede:

  • Quando sarà omologato il campo di calcio?
  • Quando sarà resa agibile l’intera struttura dello stadio?
  • Quando potrà essere finalmente fruito lo stadio dai cittadini (dopo circa due anni di chiusura)?

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2) PATTO PER IL SUD – EN_26486 BARRAFRANCA – “CONSOLIDAMENTO DELLE PENDICI DI VIA CATANIA”.

RUP (Responsabile Unico del Procedimento): Arch. Francesco Costa

Dati generali

L’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, nella relazione di aggiornamento del P.A.I ha constatato, per l’area, un fenomeno di dissesto che è stato opportunamente considerato come scivolamento rapido in detrito e terra, con PERICOLOSITÀ ELEVATA P3 E RISCHIO MOLTO ELEVATO R4.

L’intervento di consolidamento del versante è stato finanziato con Delibera di Giunta Regionale N. 541 del 19/11/2020 ed è ricompreso nel “Patto per il SUD – Regione Sicilia”Area Tematica 2 “Ambiente” – Obiettivo Strategico “Dissesto Idrogeologico (Rischio Frane)” per un importo di € 2.345.000,00.

La Delibera CIPE del 28-02-2018 prevedeva il limite temporale dell’articolazione finanziaria delle programmazioni del FSC 2014-2020 all’anno 2025 e il termine per l’assunzione delle Obbligazioni Giuridicamente Vincolanti (OGV) era stabilito al 31-12-2021.

Intervento progettuale

Il progetto riguarda un “INTERVENTO DI MESSA IN SICUREZZA PER LA RESILIENZA DEI TERRITORI PIÙ ESPOSTI AL RISCHIO IDROGEOLOGICO”.

Quindi, questo non è un progetto qualunque, ma riguarda la salvaguardia dell’incolumità delle famiglie che abitano in quell’area, riguarda la loro “pelle”. La Legge demanda ai Comuni l’adozione dei provvedimenti necessari ai fini della tutela e salvaguardia della pubblica e privata incolumità (art. 54 del D.lgs. 267/2000 e art. 15 della L. 225/1992. E il Comune non può rimanere indifferente e passivo.

Segnalazioni

A oggi i lavori di consolidamento del versante non sono iniziati e, cosa più grave, non sono state ancora avviate le procedure per la gara d’appalto.

Il progetto esecutivo è stato redatto nel 2010 e il primo aggiornamento prezzi è stato effettuato dal progettista nel 2017.

Il progetto è stato finanziato a novembre del 2020 e nel gennaio 2021 il RUP effettua un secondo aggiornamento prezzi che viene approvato con Deliberazione di G.C. N. 36 del 29/03/2021.

Forse se il RUP avesse aggiornato il progetto al prezziario regionale in tempi normali (normalmente per fare l’aggiornamento dei prezzi di un progetto del genere, i tecnici ci impiegano una settimana; ad es. il progettista, quando nel 2017 gli è stato chiesto di fare l’aggiornamento, ci ha messo tre giorni), questo problema non si sarebbe presentato.

Comunque, non si capisce perché – pur avendo un progetto esecutivo aggiornato al prezziario regionale vigente e al codice degli appalti vigente (quindi cantierabile) – non sono state ancora avviate le procedure per la gara d’appalto. E’ un mistero.

Intanto, con il recente Decreto 17/Gab. del 29/06/2022, è stato pubblicato il nuovo prezziario regionale per i lavori pubblici (che resterà in vigore fino al 31/12/2022) e pertanto il progetto dovrà, chiaramente, essere di nuovo aggiornato (per la terza volta).

Quest’ultimo prezziario è stato redatto ai sensi del comma 2 dell’art. 26 del D.L. n.50 del 17/05/2022 per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, nonché dei carburanti e dei prodotti energetici. Da questo s’intuisce, chiaramente, che l’importo dei lavori, dopo l’aggiornamento, aumenterà notevolmente (forse del 50%) e quindi – non essendo possibile ridurre le lavorazioni previste in progetto – sarà necessario ricorrere a ulteriori finanziamenti se non si vuole correre il grave rischio di de-finanziamento del progetto (perché le somme già erogate non saranno più sufficienti a finanziare l’intervento).

Inoltre, poiché il codice dei contratti (comma 16, art. 23 del D.lgs. 50/2016) dispone che i prezzari regionali siano aggiornati annualmente, e considerato che il Parlamento con laLegge 21 Giugno 2022, n. 78 ha dato delega al Governo in materia di contratti, se non si velocizza l’iter dell’appalto, chissà ancora quanti aggiornamenti dovrà subire questo benedetto (maledetto) progetto (aggiornamenti ai nuovi prezziari regionali, aggiornamenti a eventuali futuri codici degli appalti ed aggiornamenti a eventuali nuove norme tecniche per le costruzioni).

Le voglio pure ricordare che numerose sono state in passato, e anche di recente, le lettere scritte dai cittadini ai Sindaci, al Prefetto, all’ufficio del Genio Civile, ecc. per segnalare l’elevato rischio cui sono esposte le loro abitazioni, il pericolo a cui sono soggetti tutti i giorni e lo stato di paura e spavento a cui sono sottoposti quotidianamente (specialmente quando piove).

Per non appesantire la Sua lettura, non allego queste lettere ma gliele cito semplicemente:

  • segnalazione attraverso lettera raccomandata del 23 settembre 1994 indirizzata al Prefetto, al Sindaco, al Genio Civile;
  • segnalazioni prot. gen. del Comune N. 5453 del 24-04-2013 e prot. gen. N. 9424 dell’11-09-2017 indirizzate al Sindaco, al Comandante della Polizia Municipale ai Capi settori “Gestione del Territorio” e “Lavori Pubblici” e per conoscenza al Prefetto;
  • segnalazione prot. gen. del Comune N. 10304 del 23-05-2022 indirizzata alla Commissione Straordinaria, al RUP, al Capo del IV settore “Gestione del Territorio” e “Lavori Pubblici” (dott. Eugenio Diliberto), sottoscritta da più di 50 cittadini che chiedono di incontrare la Commissione Straordinaria. Segnalazione che è stata pubblicata sul sito di Radio Luce e sulla relativa piattaforma facebook (per l’articolo si rimanda al link a fine pagina).

Inoltre, a onor di cronaca, La informo che altri Comuni – che hanno beneficiato dei finanziamenti con la stessa Delibera di Giunta Regionale (ad es. il Comune di Petralia Sottana, Caltavuturo, Licodia Eubea, Cerami, Lascari, ecc.) – hanno già iniziato i lavori da un bel pezzo. INVECE IL COMUNE DI BARRAFRANCA È ZAVORRATO, HA IL FRENO A MANO TUTTO TIRATO.

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3) INTERVENTO IDENTIFICATO PATTO PER IL SUD EN_17638 BARRAFRANCA DI “MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO MEDIANTE LA REALIZZAZIONE DI COLLETTORI E SISTEMI DI CAPTAZIONE PER LA REGIMAZIONE DELLE ACQUE PIOVANE”. IMPORTO FINANZIATO € 4.500.000,00.

RUP (Responsabile Unico del Procedimento): Arch. Francesco Costa

Dati generali

Con Decreto a contrarre n. 411 dello 01/04/2019 il Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana ha deliberato di affidare i servizi d’ingegneria (indagini geologiche, geotecniche, studi e attività di campo, studio geologico, progettazione definitiva, progettazione esecutiva, coordinamento sicurezza in fase di progettazione, direzione lavori, misura e contabilità, coordinamento sicurezza in fase di esecuzione), attraverso un “bando di gara europea mediante procedura aperta” per un corrispettivo a base di gara di € 350.763,56.

Con Decreto di Aggiudicazione efficace n. 1527 del 08/09/2020 del Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana è stato aggiudicato l’appalto per l’affidamento dei servizi d’ingegneria, all’operatore economico Costituendo R.T.P.: C & C Engineering S.r.l. (mandatario) con sede legale in Terme Vigliatore (ME) più altri mandanti.

Il punto 4 del bando, “durata dell’appalto e penali”, prevedeva che le prestazioni dovevano essere eseguite entro i seguenti termini:

Fase 0: piano di indagini, esecuzione indagini e relazione geologica: 70 giorni

Fase 1: progetto definitivo ed esecutivo comprensivo del piano di sicurezza e coordinamento: 100 giorni.

Previsioni di progetto

Il progetto consiste nella sistemazione idrogeologica e nella mitigazione del rischio idraulico volto alla realizzazione di collettori e sistemi di captazione per la regimentazione delle acque piovane al fine di eliminare il pericolo di alluvione dovuto alla mancata intercettazione e corretto convogliamento e smaltimento delle acque piovane.

L’intervento, nelle linee generali, prevede la realizzazione di una vasca di calma collocata in prossimità dell’incrocio delle Vie, Marchese Barresi, Ferreri Grazia e Via Creta caratterizzata da un sistema di griglie, poste alla testa della stessa, per la captazione delle acque provenienti da monte. Dalla vasca, si diparte uno scatolare di sezione 2,00×2,00 ml che prosegue verso valle percorrendo rispettivamente un tratto di Via Creta, Via Bengasi, Via Po, un tratto della Via Coffari, Via Carcerati sino all’innesto con il collettore esistente a valle del Largo Canale.

Segnalazioni

A oggi, dopo due anni dall’affidamento dell’incarico dei servizi d’ingegneria, non si sa se il progetto esecutivo è stato approvato, non si sa se sono state attivate le procedure per la gara d’appalto, NON SI SA NULLA, TUTTO FERMO, SILENZIO TOTALE.

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4) LAVORI DI SISTEMAZIONE DELLA VIA PO E DEL LARGO CANALE

RUP (Responsabile Unico del Procedimento): Arch. Francesco Costa

A seguito delle eccezionali piogge dell’Ottobre del 2019, il manto stradale (e anche parti del sottofondo) della Via Po, è stato completamente divelto e tale situazione ha, di fatto, reso impraticabile la circolazione veicolare e pedonale provocando disagi e grave pericolo per l’incolumità pubblica delle persone che abitano in quel quartiere. Il tratto di strada compreso tra l’incrocio della Via Po con Via Giardino Mallina e Via Caltavuturo è stato chiuso ed è tuttora chiuso.

Con la O.C.D.P. n. 619/2019 del 05-12-2019 – recante Primi interventi urgenti di Protezione Civile conseguenza degli eccezionali eventi metereologici che, a partire dal mese di settembre 2019, hanno interessato il territorio delle Provincie di Agrigento, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani” – è stato inserito, a seguito dell’evento atmosferico del 10-10-2019, l’intervento nel Comune di Barrafranca denominato “Lavori di sistemazione della Via Po e del Largo Canale per un importo stimato di € 52.000,00.

Con disposizione n. 1060 del 19 /11/2020 il Dirigente Generale del D.R.P.C. Sicilia, in qualità di Commissario Delegato, DISPONEVA:

  • Art. 1 di nominare il Sindaco del Comune di Barrafranca “Soggetto Attuatore” per l’espletamento delle attività connesse all’attuazione dell’intervento a seguito degli eventi atmosferici del 10-10-2019 denominato “Lavori di sistemazione della Via Po e del Largo Canale” per un importo stimato di € 52.000,00;
  • Art. 2 il Soggetto Attuatore dovrà eseguire celermente tutte le attività di cui alla presente disposizione, trasmettendo l’attestazione del nesso di causalità con gli eventi in rassegna, la documentazione tecnico-amministrativa e contabile e rendicontare le spese sostenute.

Segnalazioni

A oggi – nonostante il finanziamento dei lavori da parte del Dipartimento Regionale della Protezione Civile Siciliana, che classificava l’intervento come “primo intervento urgente di protezione civile”, nonostante le segnalazioni dei cittadini del quartiere – non è stato eseguito nessun tipo d’intervento (di manutenzione ordinaria e/o straordinaria) atto a ripristinare la sede stradale e a fronteggiare i rischi per la sicurezza e l’incolumità pubblica.

Pertanto la disposizione di cui l’art. 2 non è stata rispettata e l’intervento che doveva essere urgente non è stato eseguito. Anzi il Comune non è nemmeno riuscito ad appaltare i lavori e il finanziamento è stato perso.

I cittadini che abitano in via Po, da circa tre anni, sono stati completamente abbandonati a causa della perdurante inerzia del Comune e dei Dirigenti degli uffici tecnici e, tutt’oggi, continuano a trovarsi in uno stato di degrado e di estremo disaggio con pericolo sia per la viabilità pedonale e veicolare sia per alcuni edifici che prospettano lungo la via (vedasi allegato 1 – documentazione fotografica).

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5) CENNI SUI MANCATI ADEMPIMENTI DI MESSA IN SICUREZZA DELLA CHIESA SAN BENEDETTO A SEGUITO DELLA RESTITUZIONE DEL FINANZIAMENTO REVOCATO DALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PER I LAVORI DI CONSOLIDAMENTO DELLA CHIESA.

Di seguito si riporta un breve estratto di un articolo apparso circa due mesi fa su Radio Luce e sulla relativa piattaforma facebook (per leggere l’intero articolo si rimanda ai link a fine pagina).

13-02-2008 – tra il Prefetto di Enna, Dott.ssa Carmela Floreno, la Diocesi di Piazza Armerina in persona di Sua Eccellenza il Vescovo Monsignor Michele Pennisi e il Comune di Barrafranca in persona del Sindaco protempore Geom. Angelo Ferrigno, viene stipulato un protocollo d’intesa del quale si riporta un breve estratto:

  • il Comune di Barrafranca si impegna alla progettazione per la ristrutturazione ed il restauro della Chiesa di San Benedetto, richiedendo i finanziamenti necessari tramite l’utilizzazione della quota dell’otto per mille dell’IRPEF devoluta alla diretta gestione statale;
  • ultimati i lavori, la Chiesa sarà riaperta al culto e riaffidata alla Diocesi di Piazza Armerina nella persona del Rettore legale rappresentante dell’ente ecclesiastico della Chiesa San Benedetto di Barrafranca, con l’impegno della manutenzione ordinaria;
  • la Diocesi di Piazza Armerina, e per essa il Rettore della Chiesa San Benedetto, si impegna, considerato il suo valore storico – artistico, a rendere la Chiesa fruibile a turisti e visitatori e ad accogliere le manifestazioni culturali di iniziativa del Comune di Barrafranca, compatibili con la sacralità del luogo.

4-12-2009 – tra il Comune di Barrafranca, nella persona del Sindaco Angelo Ferrigno, ed il Provveditorato Interregionale per le OO.PP. Sicilia – Calabria, nella persona del Provveditore Dott. Ing. Ceraulo Lorenzo, è stipulata una Convenzione con la quale sono affidate al Provveditorato le funzioni di stazione appaltante e tutte le attività tecniche e amministrative volte alla realizzazione e collaudo dell’opera nella sua interezza.

20-06-2013 – il Comune, nella persona del Sindaco protempore Avv. Salvatore Lupo, comunica alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (PdCM) che è disponibile a cofinanziare tutte le somme a disposizione dell’Amministrazione (non riconosciute ammissibili) per un importo pari a € 71.616,72.

03-12-2013 – laPdCM comunica al Comune che con decreto del 28-10-2013 è stato autorizzato l’accreditoconcernete il contributo assegnato con DPCM 10-12-2010 di ripartizione della quota dell’otto per mille dell’IRPEF a diretta gestione statale (annualità 2010) e che in data 26-11-2013 è stato emesso l’ordinativo di pagamento a favore del Comune di Barrafranca per un importo di € 1.032.658,01 (all’art. 2 del decreto si precisa che il contributo può essere revocato…anche qualora le opere non siano eseguite e concluse nei termini indicati nel cronoprogramma previsto in progetto).

09-10-2014 – determinazione N. 28/761 dell’arch. Costa (ex capo settore lavori pubblici), con la quale è impegnata la somma di € 31.000,00 imputata al cap.3235 “edilizia popolare”, quale cofinanziamento per l’anno corrente 2014, specificando di assumere l’intero impegno finanziario di € 71.616,72 al Capitolo 3235 Edilizia Popolare. A tal proposito si precisa che non è stato mai emesso un ulteriore provvedimento di impegno di spesa per la rimanente somma di € 40.616,72 e ci si chiede: le somme individuate al capitolo 3235 – residui della CDP – sono sempre state disponibili fin dal momento che l’amministrazione del Sindaco Lupo prese l’impegno di cofinanziare l’opera, o erano disponibili “per finta”? Sono ancora disponibili o sono state utilizzate per altri fini?

06-10-2016 – stipula del contratto d’appaltotra Il Provveditorato e l’ATI “DED Group s.r.l.” e “Mondello Costruzioni s.r.l.”.

07-09-2017 -consegna definitiva dei lavori.

06-02-2018 – sospensione totale e definitiva dei lavori.

Dalla consegna definitiva alla sospensione totale dei lavori sono passati 4 mesi, che rappresentano il tempo effettivo di esecuzione dei lavori.

Proroghe richieste dal Provveditorato

Il Provveditorato inoltra alla PdCM cinque richieste di proroga: le prime due (il 24-03-2015 e il 24-04-2016) sul termine per l’inizio dei lavori, la terza (11/03/2019) e la quarta (5/11/2019) sul termine di ultimazione dei lavori e in quest’ultima è fatta anche una richiesta di ulteriore finanziamento suppletivo di € 1.200.000,00 per ulteriori lavori di restauro della chiesa e del complesso monumentale non previsti nel progetto originario. Nella quinta richiesta di revoca (15-01-2020) sul termine di ultimazione dei lavori è specificato: <<sufficiente a garantire il consolidamento e messa in sicurezza della chiesa e che in assenza di tale proroga il cantiere sarebbe abbandonato con grave detrimento nelle opere edili della chiesa che, nello stato attuale dei lavori, potrebbe definitivamente collassare>>. In tale nota sono definiti i lavori di messa in sicurezza della chiesa.

Motivi giuridici che hanno portato alla revoca del finanziamento da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La PdCM concede le prime tre proroghe ma non la quarta e la quinta, rappresentando che l’articolo 8-bis, comma 1, lett. c), del D.P.R. n.76 del 1998 disciplina puntualmente i casi di revoca del finanziamento stabilendo, in particolare, che: la revoca del contributo è disposta con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri inderogabilmente nei casi di “mancata esecuzione o mancata conclusione dell’intervento regolarmente iniziato, entro il termine indicato nella relazione tecnica” del progetto, eventualmente comprensivo delle proroghe accordate ai sensi della suddetta normativa. Il comma 2 dell’articolo 8-bis citato, infatti, ha stabilito che il temine di conclusione dell’intervento può essere prorogato a seguito di richiesta del beneficiario presentata almeno trenta giorni prima della scadenza del termine. Tale proroga, fissata in termini brevi e ragionevoli in relazione alla natura dell’intervento, può essere concessa per non più di tre volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a tre anni, in caso di ritardo non imputabile al beneficiario e debitamente comprovato, sentita la Commissione tecnica di monitoraggio, di cui all’articolo 8, comma 5 del decreto.La medesima disposizione al comma 3 prevede, infine, che: “in considerazione della parte di intervento realizzata, la revoca, sentita la Commissione di cui all’’articolo 8 comma 5, può essere anche parziale e comunque non inferiore al trenta per cento del finanziamento concesso”. Considerato quanto rappresentato, quest’ufficio deve procedere alla revoca del finanziamento concesso al Comune.

Per conoscere i motivi tecnici che hanno portato alla sospensione dei lavori e alla mancata ripresa degli stessi, si rimanda al link dell’articolo a fine pagina.

18-01-2021 – la Presidenza del Consiglio dei Ministri trasmette al Comune, al Provveditorato, alla Soprintendenza e alla Prefettura, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12-01-2021 di revoca parziale del finanziamento perché i lavori non erano stati completati nei termini previsti. Il finanziamento di € 1.032.658,01 a favore del Comune di Barrafranca è revocato nella misura di € 882.894,02.

7-5-2021 – la Commissione Straordinaria comunica alla PdCM che è stato emesso il mandato di pagamento per l’importo di € 882.894,02 relativo alla restituzione parziale del finanziamento concesso.

Ebbene, come rappresentato dal Provveditore interregionale per le opere pubbliche Sicilia/Calabria << …a causa delle precarie condizioni in cui versa la chiesa di San Benedetto, la revoca del finanziamento e il contestuale mancato completamento dei lavori potrebbe determinare il collasso di alcuni elementi strutturali dell’immobile e/o addirittura dell’intero complesso edilizio, pregiudicando le condizioni locali di sicurezza, che potrebbero coinvolgere con effetto domino le strutture circostanti quali oratorio, biblioteca comunale, piazza antistante e ancor più la viabilità di tutta la zona centrale della cittadina, con grave ed evidente danno per la collettività >>.

Inoltre come rappresentato dall’Impresa che si è occupata della rimozione del dipinto che era posto dietro l’altare della chiesa << allo stato attuale la tela si trova in una situazione di stabilità temporanea, infatti, la velinatura e l’avvolgimento della tela sono operazioni di servizio allo spostamento e non di garanzia alla sopravvivenza del bene. A quanto eseguito – a causa del pessimo stato di conservazione della tela che accoglie la pittura primitiva – deve seguire tempestivamente l’intervento di restauro. Lo stress subìto dalla pittura in questa fase deve essere immediatamente risolto con le operazioni conservative che ne garantiscano la cura definitiva e la restituzione dell’opera alla comunità >>.

Segnalazioni

A tutt’oggi, il cantiere è abbandonato e non sono stati eseguiti i lavori di messa in sicurezza a tutela del bene e dell’incolumità pubblica così come previsti dal Provveditorato, le cui somme necessarie sono state inserite nello stato finale dei lavori e quindi ci sono.

A tutt’oggi il dipinto giace arrotolato attorno a un cilindro in polistirolo dentro un tubo in pvc, abbandonato nei locali della biblioteca comunale.

Non s’intravede nessuna iniziativa da parte della Commissione Straordinaria e dell’Ufficio tecnico per richiedere un nuovo finanziamento del progetto di consolidamento statico della chiesa che è da considerarsi come intervento trainante perché alla fine dei lavori di consolidamento si può ottenere un ulteriore finanziamento di restauro della chiesa.

Così come non s’intravede nessuna iniziativa atta ad avviare i lavori di restauro del dipinto (di valore inestimabile) per evitare un probabile e irreversibile deperimento dell’opera pittorica.

E come è ben efficacemente e sentitamente scritto nell’articolo, una cosa è certa: dei beni preziosi, di valore inestimabile, saranno sottratti alla comunità di Barrafranca, al patrimonio artistico della Sicilia e dell’Italia e al Mondo intero e il nostro territorio continua, inesorabilmente, a impoverirsi sia sul versante economico, sia sul versante sociale, sia sul versante culturale. E TUTTO CIÒ È VERAMENTE MOLTO TRISTE!

CONCLUSIONI

La mia rabbia, oggi, è quella che con una mia lettera aperta di un anno fa (vedasi allegato 2), avevo informato la Commissione Straordinaria di questi finanziamenti e mi ero fatto pure contento di avere ricevuto una pronta risposta (vedasi allegato 2), con la quale mi si ringraziava dell’attenzione riservata alle problematiche della gestione della “res pubblica” e mi si “precisava che gli interventi e le relative attività progettuali segnalati erano già a conoscenza della C.S. e che grazie al supporto fornito da un tecnico di sua fiducia, stava monitorando il relativo iter procedurale”.

MA A OGGI, TUTTO È FERMO E SILENZIOSO, NESSUN CANTIERE E’ APERTO A BARRAFRANCA. Per questi motivi mi chiedo: cosa impedisce di portare avanti questi progetti già finanziati? Cosa c’è di ostativo? Mi sta sorgendo un dubbio:

  • l’ufficio tecnico è qualificato e adeguato a gestire progetti di opere pubbliche? Dovrebbe esserlo considerato che l’Ente, nel suo assetto burocratico e tecnico, è dotato di plurime unità di personale aventi la necessaria e adeguata professionalità (sei geometri di cui uno è anche ingegnere, un architetto e un geologo che è pure ingegnere, più due esperti incaricati dalla Commissione Straordinaria (C.S.), di cui uno geometra e uno architetto, più tre sovraordinati esperti in opere pubbliche, più una pletora di personale amministrativo).
  • la Commissione Straordinaria ha interesse a utilizzare risorse pubbliche, giacché i finanziamenti tornano indietro? Com’è successo ad es. per il progetto di sistemazione della Via Po/Largo Canale, o anche per il finanziamento del progetto di “consolidamento della Chiesa San Benedetto” restituito alla PdCM per l’incapacità di eseguire i lavori (di cui la C.S. ne ha preso semplicemente atto restituendo parte del finanziamento, perché si è insediata dopo la revoca, però non è riuscita e non riesce a fare eseguire i lavori di messa in sicurezza della chiesa e del restauro del dipinto).

A queste e altre domande i cittadini vogliono avere delle risposte certe, è un loro sacrosanto diritto.

Eccellenza, spero vivamente che accolga con urgenza e in maniera fattiva le mie segnalazioni e che possa spronane gli organi di competenza ad attivarsi celermente affinché questi finanziamenti non si perdano, per negligenza di qualcuno, e affinché le opere, che sono pubbliche, (e quindi saranno fruite dai cittadini) siano realizzate nel più breve tempo possibile.

D’altronde tutti gli operatori economici del settore, all’unanimità, affermano che in una lunga fase recessiva come quella che il nostro paese attraversa, la ripartenza degli investimenti pubblici rappresenta un fattore imprescindibile per avviare la ripresa economica.

Elenco allegati

  • Allegato 1: Documentazione fotografica
  • Allegato 2: Lettera aperta del sottoscritto Prot. Gen. n. 13306 del 20/07/2021 e lettera di riscontro della Commissione Straordinaria Prot. Gab. n. 932 del 22/07/2021

Elenco dei link sugli articoli di Radio Luce

Progetto di Via Catania

Progetto della Chiesa San Benedetto

Certo che questa mia lettera non passerà inosservata, Le porgo cordiali saluti.

P.S.

Purtroppo non sono riuscito a contenere il numero delle pagine perché ho preferito darLe un quadro completo e esauriente dello stato dell’arte.

F.to

    Giovanni Patti

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