Barrafranca. Restituito alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il finanziamento dei lavori di consolidamento della chiesa San Benedetto.

Barrafranca. Restituito alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il finanziamento dei lavori di consolidamento della chiesa San Benedetto.

BRUCIATO UN FINANZIAMENTO DI OLTRE UN MILIONE DI EURO (€ 1.032.658,01).

STORIA DEL FALLIMENTO DI UN FINANZIAMENTO PUBBLICO.

(Si riporta la narrazione e si indicano i dati forniti da tecnici informati sull’argomento)

Dal protocollo d’intesa tra la Prefettura di Enna, la Diocesi di Piazza Armerina ed il Comune di Barrafranca del 13-02-2008al Decreto di Revoca del finanziamento da parte del Presidente del Consiglio del 12-01-2021 e alla conseguente emissione del mandato di pagamento del 7-5-2021 per l’importo di € 882.894,02 relativo alla Restituzione parziale del finanziamento concesso: 13 anni di agonia e tribolazioni.

SEQUENZA CRONOLOGICA

1. PROTOCOLLO D’INTESA TRA LA PREFETTURA DI ENNA, LA DIOCESI DI PIAZZA ARMERINA ED IL COMUNE DI BARRAFRANCA.

13-02-2008 – tra il Prefetto di Enna, Dott.ssa Carmela Floreno, la Diocesi di Piazza Armerina in persona di Sua Eccellenza il Vescovo Monsignor Michele Pennisi e il Comune di Barrafranca in persona del Sindaco protempore Geom. Angelo Ferrigno, viene stipulato un protocollo d’intesa del quale si riporta un breve estratto:

  • il Comune di Barrafranca si impegna alla progettazione per la ristrutturazione ed il restauro della Chiesa di San Benedetto, richiedendo i finanziamenti necessari tramite l’utilizzazione della quota dell’otto per mille dell’IRPEF devoluta alla diretta gestione statale;
  • ultimati i lavori, la Chiesa sarà riaperta al culto e riaffidata alla Diocesi di Piazza Armerina nella persona del Rettore legale rappresentante dell’ente ecclesiastico della Chiesa San Benedetto di Barrafranca, con l’impegno della manutenzione ordinaria;
  • la Diocesi di Piazza Armerina, e per essa il Rettore della Chiesa San Benedetto, si impegna, considerato il suo valore storico – artistico, a rendere la Chiesa fruibile a turisti e visitatori e ad accogliere le manifestazioni culturali di iniziativa del Comune di Barrafranca, compatibili con la sacralità del luogo.

2. CONVENZIONE TRA IL COMUNE DI BARRAFRANCA ED IL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – PROVVEDITORATO INTERREGIONALE PER LE OPERE PUBBLICHE SICILIA/CALABRIA.

4-12-2009 – tra il Comune di Barrafranca, nella persona del Sindaco Angelo Ferrigno, ed il Provveditorato Interregionale per le OO.PP. Sicilia – Calabria, nella persona del Provveditore Dott. Ing. Ceraulo Lorenzo, è stipulata una Convenzione con la quale sono affidate al Provveditorato le funzioni di stazione appaltante e tutte le attività tecniche e amministrative volte alla realizzazione e collaudo dell’opera nella sua interezza.

3. ITER APPROVAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO (dal 11-03-2010 al 09-02-2016: sei anni)

11-03-2010 – redazione delprogetto esecutivo da parte dei tecnici del Provveditorato.

24-10-2011 – trasmissione del progetto, redatto in data 11-03-2010, dal Provveditorato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

20-06-2013 – il Comune, nella persona del Sindaco protempore Avv. Salvatore Lupo, comunica alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (PdCM) che è disponibile a cofinanziare tutte le somme a disposizione dell’Amministrazione (non riconosciute ammissibili) per un importo pari a € 71.616,72.

03-12-2013 – laPdCM comunica al Comune che con decreto del 28-10-2013 è stato autorizzato l’accredito concernete il contributo assegnato con DPCM 10-12-2010 di ripartizione della quota dell’otto per mille dell’IRPEF a diretta gestione statale (annualità 2010) e che in data 26-11-2013 è stato emesso l’ordinativo di pagamento a favore del Comune di Barrafranca per un importo di € 1.032.658,01 (all’art. 2 del decreto si precisa che il contributo può essere revocato…anche qualora le opere non vengano eseguite e concluse nei termini indicati nel cronoprogramma previsto in progetto).

09-10-2014 – determinazione N. 28/761 dell’arch. Costa (capo settore lavori pubblici), con la quale è impegnata la somma di € 31.000, imputata al cap.3235 “edilizia popolare”, quale cofinanziamento per l’anno corrente 2014, specificando di assumere l’intero impegno finanziario di € 71.616,72 al Capitolo 3235 Edilizia Popolare. (quasi dopo un anno dal decreto di finanziamento il Comune, finalmente, delibera di impegnare una parziale somma per il cofinanziamento).

24-03-2015 – prima richiesta di proroga del termine per l’inizio dei lavori da parte del Provveditorato alla PdCM. E’ concessa la proroga di un anno (nella nota del 21-05-2015 la PdCM rammenta che entro il 21-05-2016 i lavori devono essere consegnati, invece, come si vedrà più avanti, la consegna parziale è avvenuta il 15-12-2016 e quella definitiva il 07-09-2017).

Nota: la legislatura del Sindaco Angelo Ferrigno finisce a maggio del 2012 e quella del Sindaco Salvatore Lupo inizia a Giugno 2012. Il Sindaco Lupo è sfiduciato il 22-11-2015. Con decreto del Presidente della Regione Siciliana 578/SERV del 16-12-2015 è nominato Commissario Straordinario il Dott. Pio Guida che è poi sostituito dal Commissario Parrinello il 01-03-2016.

09/02/2016 – con deliberazione N. 20 del Commissario Straordinario Pio Guida con i poteri della G.C., è approvato il progetto esecutivo (dopo ben 7 anni dalla stipula della convenzione tra il Comune e il Provveditorato e dopo 8 anni dal protocollo d’intesa con la Prefettura, Diocesi e Comune).

4. ITER SINTETICO CHE VA DAL CONTRATTO D’APPALTO ALLA SOSPENSIONE TOTALE DEI LAVORI (dal 6-10-2016 al 6-2-2018)

24-04-2016 – seconda richiesta di proroga del termine per l’inizio dei lavori da parte del Provveditorato alla PdCM. La richiesta è accolta con nota del 24-06-2016 (anche questa volta la PdCM dispone che i lavori devono iniziare entro il 31-12-2016 e invece la consegna definitiva è avvenuta il 7-9-2017, quasi dopo un anno).

06-10-2016 – stipula del contratto d’appalto tra Il Provveditorato e l’ATI “DED Group s.r.l.” e “Mondello Costruzioni s.r.l.”.

15-12-2016 – consegna parziale dei lavori (in attesa dell’Autorizzazione del Genio Civile e della nomina del CSE (Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione).

07-09-2017 – consegna definitiva dei lavori.

28-09-2017 – sopralluogo in cantiere tra i rappresentanti del Comune, i funzionari della Soprintendenza, della Prefettura, della Diocesi e l’impresa dove si costata la presenza di un dipinto su tela delle dimensioni di 436×286 cm dietro l’altare maggiore della chiesa. Il Comune affida l’incarico di predisporre un progetto di pronto intervento per la rimozione, movimentazione e trasporto del dipinto ad un restauratore locale, Sig. Valentino Faraci.

19-10-2017 – l’impresa chiede lo spostamento del dipinto perché costituisce un ostacolo alla regolare e consecutiva esecuzione delle lavorazioni.

30-10-2017 – sospensione parziale dei lavori che consente solo le operazioni di cuci e scuci delle murature in attesa della rimozione del dipinto collocato nella parete dietro l’altare.

22/11/2017 – 06-12-2017 – la Soprintendenza non autorizza il consolidamento delle murature con malte a base di cemento, come previsto in progetto, e dispone di utilizzare malte a base di calce. La direzione dei lavori e l’impresa individuano due tipi di malte a base di calce che potrebbero offrire una resistenza meccanica il più possibile compatibile con quella di progetto e fanno eseguire delle iniezioni su due porzioni di pareti distinte in modo da potere confrontare i risultati delle due diverse malte utilizzate. A maturazione avvenuta la direzione dei lavori fa eseguire alla Società “4 Emme Service S.p.a.” di Palermo (la stessa che aveva eseguito le indagini e prospezioni sulle murature in fase progettuale) le prove con martinetti piatti sulle murature iniettate per la determinazione dello stato di sollecitazione. I risultati delle prove sono poi stati trasmessi dalla 4 Emme Service al Provveditorato. Come si vedrà più avanti, né all’impresa, né al Comune sono mai state comunicate le decisioni prese dalla direzione dei lavori e dalla Soprintendenza dopo l’acquisizione di taluni risultati e, dopo circa due mesi, il direttore dei lavori, sospenderà totalmente i lavori.

19-01-2018 – l’impresa comunica al Provveditorato, al Comune, alla Soprintendenza che se non gli sono forniti utili chiarimenti circa le modalità esecutive di alcune lavorazioni, non potrà dare inizio all’esecuzione di buona parte dei lavori previsti in progetto e altri ordinati dalla Soprintendenza durante i sopralluoghi, (quali iniezioni sulle murature, cordolo sommitale di cls, rinforzo strutturale di archi in mattoni, consolidamento strutturale della volta a crociera, demolizione di setti murari sovrastanti gli archi portanti., ecc.).

06-02-2018 sospensione totale dei lavori. A seguito del tavolo tecnico convocato dal Sindaco il 23/01/2018 – al quale erano presenti il Direttore dei lavori, il Sindaco, il CSE, e l’Impresa – il Direttore dei lavori sospende totalmente i lavori redigendo apposito verbale di sospensione (dalla consegna definitiva alla sospensione totale dei lavori sono passati 4 mesi, che rappresentano il tempo effettivo di esecuzione dei lavori).

5. ANDAMENTO DEI LAVORI E REVOCA DEL FINANZIAMENTO.

19-04-2018 – il Provveditore invia una nota al Comune con la quale chiede la copertura finanziaria per lo spostamento del dipinto entro il termine di 10 giorni, trascorso il quale, non potendo utilmente proseguire i lavori, avrebbe valutato l’avvio di una risoluzione contrattuale causata da fatti non dipendenti dall’ufficio del Provveditorato. Inoltre rappresenta che “…tenuto conto che i lavori sono già sospesi dal 06–02-2018, … da tale sospensione possono scaturire danni erariali per richieste dell’impresa esecutrice”.

30-04-2018 – il Comune, in riscontro alla nota del 19-4-2018, invia al Provveditorato, alla Prefettura, alla Soprintendenza, al CSE, all’Impresa una nota con la quale dichiara di impegnarsi a finanziare l’intervento di rimozione del dipinto, chiarendo che le effettive cause che impediscono la ripresa dei lavori non dipendono esclusivamente dalla rimozione del dipinto ma da motivi tecnici che sono stati dettagliatamente rappresentati nel sopralluogo del 16-10-2017 e nella lettera dell’impresa del 19-01-2018.

24-07-2018 – è nominato RUP l’ing. Vincenzo D’Angelo in sostituzione dell’ing. Carlo Amato. non più disponibile a seguito di fatti di natura giuridica che l’hanno coinvolto personalmente e che con c’entrano nulla con il cantiere della chiesa San Benedetto.

16-11-2018 – atto di recesso dell’impresa. L’impresa – richiamando l’art. 159 comma 4 del DPR 207/2010 e poiché i tempi di sospensione dei lavori hanno superato abbondantemente quelli previsti dal citato articolo – recede dal contratto d’appalto chiedendo la liquidazione dei lavori eseguiti e la presa in consegna del cantiere o, in alternativa, la ripresa immediata dei lavori.

12/12/2018 – il Provveditore scrive all’impresa che non appena il dipinto sarà spostato, consentirà la ripresa dei lavori (ripresa mai avvenuta).

13-12-2018 l’impresa comunica al Provveditorato, al Comune, alla Soprintendenza che la rimozione del dipinto e l’approvazione del nuovo quadro economico non consentiranno il superamento delle cause che hanno portato alla sospensione dei lavori, giacché la stazione appaltante non ha ancora assunto alcuna determinazione e direttiva tecnica riguardo all’esecuzione delle lavorazioni dettagliatamente rappresentate nella nota del 19-01-2018 e che per tali ragioni conferma il recesso del contratto ai sensi dell’art. 159 del DPR /2010.

11-03-2019 – terza richiesta di proroga del termine per la fine dei lavori. La richiesta è accolta con nota del 18-04-2019. Nella nota la PdCM fissa il termine di fine lavori al 31-07-2019 e rileva che non risulta definita l’entità dei lavori effettivamente realizzati rispetto a quanto previsto nella relazione tecnica dell’intervento finanziato.

05-11-2019 quarta richiesta di ulteriore proroga del termine per l’ultimazione dei lavori della durata massima concedibile al fine di non de-finanziare il progetto da parte del Provveditore Gianluca Ievolella alla PdCM. In detta nota è fatta anche una richiesta di ulteriore finanziamento suppletivo di € 1.200.000,00 per ulteriori lavori di restauro della chiesa e del complesso monumentale non previsti nel progetto originario. La PdCM non accoglie la richiesta giacché sono state già concesse tre proroghe per un periodo complessivo di tre anni, pari al periodo massimo concedibile ai sensi dell’articolo 8-bis, comma 2, del D.P.R. n. 76 del 1998. E rammenta che i lavori avrebbero dovuto concretamente essere avviati entro diciotto mesi dalla data dell’ordinativo di pagamento del 26 novembre 2013, e pertanto entro il 25 maggio 2015, ai sensi dell’articolo 8-bis, comma 1, lettera a) del decreto n. 76 del 1998 e, gli stessi, secondo il cronoprogramma allegato al progetto esecutivo rimodulato, si sarebbero dovuti concludere in 14 mesi.

15-01-2020 – quinta richiesta di proroga per l’ultimazione dei lavori da parte del Provveditore Ing. Gianluca Ievolella alla PdCM <<sufficiente a garantire il consolidamento e messa in sicurezza della chiesa e che in assenza di tale proroga il cantiere verrebbe abbandonato con grave detrimento nelle opere edili della chiesa che, nello stato attuale dei lavori, potrebbe definitivamente collassare>> In tale nota sono definiti i lavori di messa in sicurezza della chiesa.

20-02-2020 – diniego della quinta proroga. La PdCM – al fine di avviare le procedure revoca del finanziamento e quantificare l’entità della revoca -chiede al Comune di inviargli una relazione corredata dalla documentazione della spesa sostenuta e dalla quale risulti la parte di intervento realizzata.

05-03-2020 – comunicazione della spesa sostenuta da parte del Provveditore alla PdCM. Il Provveditorato comunica che la spesa sostenuta ammonta a € 73.868,39 oltre l’IVA per un importo complessivo di € 81.255,23 e riguarda l’emissione del 1° SAL a tutto il 21-03-2019. Inoltre rappresenta l’imprescindibile necessità di mettere in sicurezza le strutture della chiesa, date le precarie condizioni in cui versa, evidenziando che il mancato completamento dei lavori potrebbe determinare il collasso di alcuni degli elementi strutturali dell’immobile e/o dell’intero complesso edilizio, pregiudicando le condizioni locali di sicurezza che potrebbero coinvolgere, con effetto domino, le strutture circostanti quali oratorio, biblioteca comunale, piazza antistante e ancor più la viabilità di tutta la zona centrale della cittadina con grave ed evidente danno per la collettività”.

25/03/2020 – il Comune trasmette alla PdCM una tabella riepilogativa delle spese concernenti l’intervento atta a quantificare l‘entità della revoca, per un totale di € 149.763,99.

01-12-2020 – decreto del Provveditore di recesso del contratto d’appalto.

03-12-2020 – il Provveditoratotrasmette al Sindaco il verbale di accertamento tecnico contabile redatto il 09-09-2020 e del decreto di recesso del contratto d’appalto con l’impresa. Con l’accertamento tecnico contabile, il Provveditorato ridefinisce tutte le somme che erano state accertate con proprio verbale del 02/03/2020 incrementando le spese di € 10.383,23 per un importo complessivo di € 160.147,22.

18-01-2021 – la PdCM trasmette al Comune, al Provveditorato, alla Soprintendenza e alla Prefettura, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12-01-2021 di revoca parziale del finanziamento. Il finanziamento di € 1.032.658,01 a favore del Comune di Barrafranca è revocato nella misura di € 882.894,02 che il Comune dovrà restituire entro i termini previsti dal comma 4 dell’art. 8 bis del DPR 76/1998 (ovvero entro 20 giorni dalla ricezione della comunicazione della revoca al versamento). La restante somma di € 149.763,99, corrispondente all’entità delle spese sostenute che erano state comunicate alla PdCM, sono lasciate nelle casse comunali.

01/03/2021 – Il Provveditorato trasmette al Comune la documentazione tecnica e contabile relativa allo stato finale dei lavori al 09/09/2020, così articolato:

  • Lavori eseguiti                                                                                                  € 131.179,60
  • Per l’applicazione dell’art. 134 del D.lgs. 163/2006

(un decimo del valore delle opere non eseguite)                                                    €   55.923,74

  • Per acquisto opere provvisionali della sicurezza

a salvaguardia del bene e dell’incolumità pubblica                                                €   27.500,00

per un totale comprensivo dell’IVA di                                                                       € 214.603,34

22/03/2021 -il capo settore lavori pubblici, arch. Costa, chiede alla PdCM, in virtù dello stato finale dei lavori trasmessogli dal Provveditorato, di rimodulare la revoca parziale del finanziamento assegnando al Comune la somma di € 214.603,34, con un incremento di € 64.839,34 rispetto la somma di € 149.763,99 già concessa con il DPCM di revoca parziale del 12-01-2021. Tale maggiore somma non è stata ancora impegnata da parte di nessuno.

26/04/2021 – la PdCM – in riscontro alla nota del 22-03-2021 – scrive alla Commissione Straordinaria del Comune, recentemente insediatosi, e all’arch. Costa, una nota nella quale si ricorda che “il versamento della somma revocata (€ 882.894,02) sarebbe dovuto intervenire nel tempo perentorio di 20 giorni dalla notifica del provvedimento di revoca così come previsto dall’art. 8 bis comma 4 del DPR 76 del 1998. Ad oggi il Comune non ha ancora adempiuto ad effettuare il versamento per cui corre l’obbligo di informarvi che, decorsi inutilmente 10 giorni dal ricevimento della presente, trasmetteremo gli atti all’Avvocatura generale per il decreto ingiuntivo e il pignoramento presso terzi. Inoltre informa che la pratica di finanziamento potrà essere nuovamente valutata dalla Commissione Tecnica, solo a seguito dell’adempimento da parte del Comune del versamento della somma revocata”.

11-5-2021. Riscontro alla nota della PdCM del 26-4-2021. La Commissione Straordinaria comunica alla PdCM che in data 7-5-2021 è stato emesso il mandato di pagamento per l’importo di € 882.894,02 relativo alla restituzione parziale del finanziamento concesso.

6. MOTIVI TECNICI CHE HANNO PORTATO ALLA SOSPENSIONE DEI LAVORI E ALLA MANCATA RIPRESA.

Leggendo la narrativa prodotta dal Provveditorato e le note prodotte dall’Impresa, i motivi che hanno portato alla sospensione dei lavori, alla loro mancata ripresa e alla conseguente revoca del finanziamento, sembra siano due: il primo (banale e messo in risalto dal Provveditorato) riguarda lo spostamento di un dipinto posto nella zona absidale della navata e collocato dietro l’altare maggiore della chiesa, e il secondo (concreto e di natura meramente tecnico/progettuale) riguarda l’esecuzione di alcune lavorazioni sulle strutture portanti, manifestato dettagliatamente dall’impresa.

1) Lavori di spostamento del dipinto

Leggendo la narrativa contenuta nelle numerose e reiterate note del Provveditorato (ad es. nota prot. 24855 del 30-10-2017, nota prot. 10412 del 19-4-2018) sembrerebbe che i lavori siano stati sospesi, prima parzialmente e poi totalmente, a causa del forte ritardo con il quale il Comune ha provveduto a trovare le risorse economiche necessarie per rimuovere il dipinto.

In data 7-11-2018 il RUP, Vincenzo D’Angelo, avvia le procedure di affidamento dei lavori di rimozione del dipinto dapprima al restauratore Faraci Valentino di Barrafranca e, dopo una serie di vicissitudini, alla Società Cooperativa “Properart” di Enna.

L’incarico alla Properart è affidato il 22-05-2019, i lavori sono consegnati il 10-06-2019, e sono ultimati il 28-06-2019 per un corrispettivo di € 2.196,00 (IVA compresa). (quindi dalla sospensione parziale dei lavori del 30-10-2017, all’ultimazione dei lavori per lo spostamento del dipinto del 28-06-2019, sono passati circa due anni).

Leggendo questi dati, non ci crederebbe nessuno che la causa della sospensione dei lavori sia stata il ritardo con il quale il dipinto è stato rimosso dalla chiesa, giacché per la rimozione e il trasporto del dipinto dalla chiesa alla biblioteca comunale (accanto alla chiesa e dove sono stati eseguiti gli interventi sul dipinto), come si legge nel cronoprogramma dei lavori della Società Cooperativa, c’è voluto meno di un giorno. Per cui sembra inaccettabile credere che la sospensione dei lavori sia stata dettata da un intervento di così minima rilevanza, eseguito in tempi rapidissimi fuori dalla chiesa e dal costo irrisorio.

2) Probabili motivi che hanno portato alla sospensione totale e definitiva dei lavori e che non hanno consentito la ripresa degli stessi.

Leggendo i verbali di sopralluogo e di sospensione dei lavori e le note dell’impresa che ha ripetutamente sollecitato e diffidato il Comune e il Provveditorato per essere messa in condizioni di poter procedere con le lavorazioni affidategli, emerge che le cause che hanno portato all’interruzione dei lavori sono di natura tecnica come è chiaramente descritto nella nota dell’impresa del 19/01/2018 con la quale sono stati chiesti chiarimenti circa le modalità esecutive di alcune lavorazioni e nelle successive note del 13-12-2018, del 16-10-2019, e del 24-02-2020.

7. MOTIVI GIURIDICI CHE HANNO PORTATO ALLA REVOCA DEL FINANZIAMENTO DA PARTE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI.

– Rif.to nota della PdCM del 20-02-2020 trasmessa al Sindaco: In merito al finanziamento si rappresenta che l’articolo 8-bis, comma 1, lett. c), del D.P.R. n.76 del 1998 disciplina puntualmente i casi di revoca del finanziamento stabilendo, in particolare, che: la revoca del contributo è disposta con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri inderogabilmente nei casi di “mancata esecuzione o mancata conclusione dell’intervento regolarmente iniziato, entro il termine indicato nella relazione tecnica” del progetto, eventualmente comprensivo delle proroghe accordate ai sensi della suddetta normativa. Il comma 2 dell’articolo 8-bis citato, infatti, ha stabilito che il temine di conclusione dell’intervento può essere prorogato a seguito di richiesta del beneficiario presentata almeno trenta giorni prima della scadenza del termine. Tale proroga, fissata in termini brevi e ragionevoli in relazione alla natura dell’intervento, può essere concessa per non più di tre volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a tre anni, in caso di ritardo non imputabile al beneficiario e debitamente comprovato, sentita la Commissione tecnica di monitoraggio, di cui all’articolo 8, comma 5 del decreto.La medesima disposizione al comma 3 prevede, infine, che: “in considerazione della parte di intervento realizzata, la revoca, sentita la Commissione di cui all’’articolo 8 comma 5, può essere anche parziale e comunque non inferiore al trenta per cento del finanziamento concesso”. Considerato quanto rappresentato questo ufficio deve procedere alla revoca del finanziamento concesso al Comune.

– Rif.to DPCM del 12/01/2021 di revoca parziale del finanziamento, “…la revoca del finanziamento consegue all’applicazione del regolamento (DPR 76/1998) e non deriva dalla mancata soluzione di una problematica giuridica amministrativa che comunque espone la Pubblica Amministrazione a danni di natura erariale da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e che i termini per l’utilizzo del finanziamento da parte del beneficiario, stabiliti dal predetto regolamento, erano ben noti al comune di Barrafranca e al Provveditorato”.

8. DOMANDE CHE SORGONO SPONTANEE

Alla luce di quanto sopra rappresentato, è normale e lecito chiedersi:

  1. se la PdCM avesse concesso ulteriori proroghe, il Provveditorato avrebbe ripreso i lavori? Considerato ad es. quanto già manifestato con propria nota prot.11870 del 10-05-2018 inviata al Comune <<…difficoltà a proseguire il rapporto convenzionale in essere con questa Amministrazione, in quanto attualmente l’unità operativa di Enna si trova sguarnita di personale e …il direttore dei lavori ha rappresentato la difficoltà di operare e garantire una conseguente maggiore presenza in cantiere, in assenza di tecnici che operano in loco… lo scrivente è arrivato alla determinazione di incaricare un professionista esterno all’Amministrazione quale direttore dei lavori…le somme necessarie alle prestazione potranno essere ricavate dall’accantonamento, non più necessario, per le spese di missione e di acquisto attrezzature informatiche pari a € 20.000 messi a disposizione di questa Amministrazione>>.
  2. perché, a seguito di talune difficoltà manifestate dal Provveditorato non si è proceduto all’affidamento dell’incarico di Direttore dei lavori a un professionista esterno all’Amministrazione? Considerato che – anche se nessuno lo ha mai scritto o detto con chiarezza e senza giri di parola – è stata proprio la mancanza della presenza fisica in cantiere del direttore dei lavori la vera causa di sospensione dei lavori.
  3. se i lavori fossero stati ripresi, il Comune avrebbe avuto la capacità finanziaria di impegnare le ulteriori somme previste per il cofinanziamento? Considerato che dopo la Deliberazione della GM N. 75 del 27-09-2014, con la quale è stata impegnata la parziale somma di € 31.000, non è stato emesso un ulteriore provvedimento di impegno di spesa per la rimanente somma di € 40.616,72.
  4. le somme individuate dal Comune al capitolo 3235 – residui della CDP (Cassa Depositi e Prestiti) – sono sempre state disponibili fin dal momento che l’amministrazione del Sindaco Salvatore Lupo prese l’impegno di cofinanziare l’opera, sono ancora disponibili o erano disponibili “per finta”, o sono state utilizzate per altri fini? Che fine hanno fatto questi residui della CDP?
  5. può essere che tali somme non erano più disponibili e che questo sia stato il vero motivo del comportamento “insipiente” assunto dal Sindaco e dai Capi settori LL.PP. e anche Finanziario del Comune che non hanno fatto nulla per riscontrare le difficoltà manifestate dal Provveditorato circa l’affidamento dell’incarico di direttore dei lavori a professionista esterno e che non hanno  fatto nulla per fare rispettare la convenzione al Provveditorato e che non hanno fatto nulla per onorare gli impegni assunti con la Diocesi, la Prefettura e quindi con i Cittadini?
  6. Considerato l’epilogo fallimentare del finanziamento dei lavori di consolidamento statico della chiesa e del restauro della tela, è lecito pensare che l’Ente sia stato esposto a danni erariali, così come anche paventato dal Provveditorato nella nota del 19-04-2018?

9. CONCLUSIONI

– Rif.to nota del Provveditore del 05-03-2020, << …a causa delle precarie condizioni in cui versa la chiesa di San Benedetto, la revoca del finanziamento e il contestuale mancato completamento dei lavori potrebbe determinare il collasso di alcuni elementi strutturali dell’immobile e/o addirittura dell’intero complesso edilizio, pregiudicando le condizioni locali di sicurezza, che potrebbero coinvolgere con effetto domino le strutture circostanti quali oratorio, biblioteca comunale, piazza antistante e ancor più la viabilità di tutta la zona centrale della cittadina, con grave ed evidente danno per la collettività >>. Ebbene, a tutt’oggi, il cantiere è abbandonato “con grave detrimento per le opere edili della chiesa che, nello stato attuale dei lavori, potrebbe definitivamente collassare” (vedasi nota Provveditore del 15-1-2020).Non sono stati eseguiti i lavori di messa in sicurezza a salvaguardia del bene e dell’incolumità pubblica così come previsti dal Provveditorato le cui somme necessarie (€ 27.500) sono state previste nello stato finale dei lavori.

– Rif.to relazione tecnica sull’intervento di rimozione del dipinto da parte della “Properart” del 01-07-2019: <<allo stato attuale la tela si trova in una situazione di stabilità temporanea, infatti la velinatura e l’avvolgimento della tela sono operazioni di servizio allo spostamento e non di garanzia alla sopravvivenza del bene. A quanto eseguito – a causa del pessimo stato di conservazione della tela che accoglie la pittura primitiva – deve seguire tempestivamente l’intervento di restauro. Lo stress subìto dalla pittura in questa fase deve essere immediatamente risolto con le operazioni conservative che ne garantiscano la cura definitiva e la restituzione dell’opera alla comunità >>. Ebbene, a tutt’oggi, la tela giace arrotolata attorno a un cilindro in polistirolo dentro un tubo in pvc, abbandonato nei locali della biblioteca comunale.

Quindi allo stato dell’arte:

1) IL MANCATO COMPLETAMENTO DEI LAVORI DI CONSOLIDAMENTO DELLA CHIESA POTREBBE DETERMINARE IL COLLASSO DELLA STESSA E DELL’INTERO COMPLESSO EDILIZIO.

2) IL MANCATO E TEMPESTIVO INTERVENTO DI RESTAURO DELLA TELA PUÒ DETERMINARE IRRIMEDIABILMENTE LA PERDITA DELL’OPERA PITTORICA.

DI FRONTE AI MOLTEPLICI IMPEGNI DISATTESI, APPAIONO EVIDENTI I GRAVI INADEMPIMENTI POSTI IN ESSERE DA PARTE DEL COMUNE E DEL PROVVEDITORATO PER IL MANCATO INTERESSE MOSTRATO VERSO L’UTILIZZO DI RISORSE PUBBLICHE E PER NON AVERE PORTATO A TERMINE, ESSENZIALMENTE, TRE CONTRATTI:

  1. Il Protocollo d’intesa tra la Prefettura di Enna, la Diocesi di Piazza Armerina ed il Comune di Barrafranca per non avere reso la Chiesa di San Benedetto, di immenso valore storico e artistico, fruibile a turisti e visitatori e ad accogliere le manifestazioni culturali (che erano gli obiettivi del Protocollo d’intesa).
  2. La Convenzione tra il Comune di Barrafranca ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche Sicilia/Calabria) per non avere completato l’intervento di restauro e consolidamento della Chiesa e per non avere svolto tutte le attività tecniche ed amministrative volte alla realizzazione e collaudo dell’opera nella sua interezza (che erano gli accordi convenuti nella convenzione).
  3. Il Contratto d’appalto tra Il Provveditorato alle OO.PP. Sicilia/Calabria e l’ATI DED Group s.r.l. e Mondello Costruzioni s.r.l. per mancata esecuzione del contratto d’appalto e conseguente recesso.

Di fatto, però, se non succede qualche fatto nuovo, con la revoca del finanziamento qualcuno ha tirato un sospiro di sollievo, infatti:

  • il Provveditorato non dovrà più svolgere le attività tecniche e amministrative volte alla realizzazione e collaudo dell’opera nella sua interezza (contenute nella convenzione) soprattutto l’attività di direzione lavori che, per la loro tipologia, comportano un’assidua presenza fisica in cantiere che alla luce dei fatti non c’è stata;
  • il Comune non dovrà più utilizzare la somma di € 71.616,72 necessaria per il cofinanziamento delle somme a disposizione (somma che peraltro non è mai stata interamente impegnata) e, di conseguenza, non dovrà dare conto della fine che hanno fatto i fondi restituiti dalla CASSA DD.PP. sulle economie del mutuo per la costruzione degli alloggi popolari;
  • i tecnici del settore lavori pubblici del Comune – che in questo lavoro non percepivano nessun incentivo e che per convenzione avevano solo la competenza del pagamento degli stati di avanzamento lavori – continueranno nella loro “inerzia”.

Nulla importa se il Comune di Barrafranca si è privato di opere utili alla Città e ai suoi Cittadini (uomini, donne, anziani, ragazzi, bambini, piccole imprese, artigiani, commercianti, ecc.).

Ma una cosa è certa, con la revoca del finanziamento dei lavori di consolidamento statico (intervento trainante perché alla fine dei lavori si sarebbe potuto ottenere un ulteriore finanziamento di restauro della chiesa), dei beni preziosi, di valore inestimabile, saranno sottratti alla comunità di Barrafranca, al patrimonio artistico della Sicilia e dell’Italia e al Mondo intero e il nostro territorio continua, inesorabilmente, a impoverirsi sia sul versante economico, sia sul versante sociale, sia sul versante culturale. E TUTTO CIÒ È VERAMENTE MOLTO TRISTE!

S’INVITANO, PERTANTO, GLI ORGANI DI COMPETENZA E DI ALTA SORVEGLIANZA ALLA TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO, DI PRENDERE URGENTEMENTE ATTO DELLE OSSERVANZE MANIFESTATE DAL PROVVEDITORE, RELATIVAMENTE LA CHIESA, E DALLA PROPERART RELATIVAMENTE L’OPERA PITTORICA.

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