L’inps rigetta da domanda di pensione della moglie dell’operaio della Bonatti ucciso in Libia

L’inps rigetta da domanda di pensione della moglie dell’operaio della Bonatti ucciso in Libia

La vedova Rosalba Castro, tramite l’avvocato Grimaldi, aveva presentato la domanda per ottenere la pensione garantita per legge alle vittime del terrorismo

 

CARLENTINI. L’Inps ha rigettato la domanda per accedere alla pensione a Rosalba Castro, vedova di Salvatore Failla, il carlentinese ucciso il 2 marzo scorso a Sabrata, in Libia, insieme a Fausto Paino. I due tecnici della Bonatti, la società di Parma che lavora in Libia erano stati rapiti assieme ad altri due italiani Filippo Calcagno, originario di Piazza Armerina, e Gino Pollicardo il 19 luglio del 2015 mentre rientravano dalla Tunisia nella zona di Mellitah, a 60 chilometri da Tripoli, nei pressi del compound della Mellitah Oil Gas company, il principale socio dell’Eni.”Freedom for Gino, Salvo, Filippo e Fausto”, era stato il messaggio apparso nel compound di Wafa, il centro della Libia dov’era presente  l’azienda parmigiana. La vedova Rosalba Castro, tramite l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, aveva presentato la domanda per ottenere la pensione garantita per legge alle vittime del terrorismo. A nove mesi dall’uccisione di Salvatore Failla l’Inps ha rigettato la domanda per l’assenza del decreto con il quale si certifica che è vittima di terrorismo. “La vedova Failla  – ha detto l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi – aveva presentato la richiesta all’Inps per accedere alla pensione, allegando una serie di documenti compreso l’autocertificazione, che l’Ente ha rigettato. Non è possibile che dopo nove mesi venga rigettata la domanda”. Il documento che certifica che la vedova Rosalba Castro è vittima di terrorismo,  compreso tutti i benefici previsti dalla legge, approvata dal Governo italiano, è condizionato al decreto ministeriale di concessione della pensione per le vittime di terrorismo. I funzionari dell’Inps hanno espletato l’iter burocratico acquisendo tutta la documentazione relativa al rilascio della pensione alle vittime del terrorismo, tra cui mancava il decreto che veniva sostituto da un’autocertificazione. Il direttore dell’Inps di Lentini, Salvatore Garofalo, che non ha  rilasciato dichiarazioni,  precisa, nella lettera di risposta al diniego della richiesta,che è possibile fare ricorso entro 90 giorni..  “Un autocertificazione non basta – fanno sapere dalla direzione dell’Inps – noi abbiamo completato  per legge il procedimento, inviando alla signora una comunicazione con la quale abbiamo sottolineato che  serve il decreto che attesti la condizione di familiare superstite di vittima del terrorismo. Non appena  sarà concesso noi inoltriamo tutto alla sede centrale per il rilascio della pensione”. Quindi sebbene tutti siano d’accordo che la vittima ci sia, la situazione rimane comunque bloccata: il certificato infatti è subordinato al decreto ministeriale di concessione della pensione e siccome tale procedimento è ancora in corso di svolgimento, non si può rilasciare alla vedova il documento mancante. “Un incredibile rimpallo di burocrazia – aggiunge l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi –  che non permetterà alla vedova Failla di ottenere in tempi brevi la pensione”. La vicenda della vedova Failla finirà sul tavolo del direttore regionale dell’Inps Maria Sciarrino e del direttore generale Massimo Cioffi.                                                                                 SALVATORE DI SALVO

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