“Operazione 21” della Polizia di Stato: sgominata una banda di criminali per i colpi alla BNL ubicati all’interno degli ospedali di Nicosia e Leonforte

Era dedita alla commissione di furti ai danni di apparati bancomat della provincia di Enna

Nella mattinata odierna, i poliziotti della Questura di Enna, segnatamente della Squadra Mobile di Enna – diretta dal Vice Questore Aggiunto dott. Gabriele PRESTI – in collaborazione con la Squadra Mobile di Catania ed il Commissariato di P.S. di Nicosia – hanno proceduto all’arresto – in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, richiesta dal Sostituto Procuratore della Repubblica c/o il Tribunale di Enna, dottor Francesco Augusto RIO, ed emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Enna dr. Vittorio Giuseppe LA PLACA – di diversi soggetti, facenti parte di un sodalizio criminale, dedito alla commissione di furti di apparati bancomat nella provincia di Enna.

Il provvedimento restrittivo è stato eseguito a carico di: 

  1. BONELLI Mario, nato a Nicosia (EN) , classe ’91, ivi domiciliato;
  2. MAGRI’ Angelo, nato a Catania, classe ’72, ivi residente;
  3. VERGA Pietro, nato a Catania classe ’75, ed ivi residente;
  4. VERGA Angelo, nato a Catania, classe ’91, ivi residente;
  5. VERGA Vincenzo, nato a Catania, classe ’74, ivi residente:
  6. NICOTRA Michael, nato a Catania, classe ’93, ivi residente;
  7. PRIVITERA Salvatore Sam, nato a Catania, classe ’97, ivi residente;
  8. CARUSO Giuseppe, nato a Catania, classe ’91, ivi residente;
  9. COSENTINO Salvatore, nato a Catania, classe ’93, ivi residente;

 Tutti agli arresti domiciliari.

 Sottoposti alle indagini in ordine

  1. a) BONELLI Mario (quale basista), MAGRI’ Angelo (quale mandante), VERGA Pietro, VERGA Vincenzo (quali materiali esecutori)
  1. In ordine ai delitti di cui agli artt. 56, 61 n. 5 e 7, 81, 110, 624 e 625 comma 1 n. 2 e 7 c.p. per avere tentato di sottrarre, nottetempo, in concorso tra loro ed unitamente ad altri soggetti allo stato non identificati, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, l’apparato bancomat della Banca Nazionale del Lavoro collocato all’interno dei locali dell’Ospedale “Basilotta” di Nicosia, scardinandolo dalla sede e abbandonandolo poco dopo dinanzi all’ingresso di detto nosocomio per cause non dipendenti dalla loro volontà, cagionando un danno patrimoniale di rilevante entità, in Nicosia (EN), in data 30.09.2015

VERGA Pietro, VERGA Vincenzo, VERGA Angelo, NICOTRA Michael, PRIVITERA Salvatore Sam,  CARUSO Giuseppe, COSENTINO Salvatore  (quali materiali esecutori)

  1. In ordine ai delitti di cui agli artt. 61 n. 5 e 7, 81, 110, 624 e 625 co 1 n. 2 e 7 c.p. per avere sottratto, nottetempo, in concorso tra loro ed unitamente ad altri soggetti non identificati, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, scardinandolo dalla sede naturale, l’apparato bancomat della Banca Nazionale del Lavoro – contenente al suo interno la somma di €.17.830,00 – collocato all’interno dei locali dell’Ospedale “Branciforti Capra” di Leonforte, cagionando un danno patrimoniale di rilevante entità, in Leonforte (EN) in data 07.10.2015

LE INDAGINI

L’attività investigativa eseguita, diretta dalla Procura della Repubblica di Enna, nella persona del Sostituto Procuratore dott. Francesco Augusto Rio, ha avuto origine nel corso dei servizi tecnici svolti nell’ambito di altro procedimento penale relativo al delitto di estorsione perpetrato in danno di una ditta edile che stava eseguendo dei lavori pubblici in Nicosia, per cui è stato arrestato in flagranza di reato lo scorso ottobre BONELLI Mario.

Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di un gruppo criminale, che vanta proprio nel BONELLI Mario il referente in questa provincia, costituito da soggetti tutti provenienti da Catania, che ha operato nei comuni di Leonforte e Nicosia, ove ha perpetrato furti di apparati bancomat, ubicati all’interno dei locali degli Ospedali dei due centri.

Dalla disamina dei contatti telefonici intrattenuti dal BONELLI nonché dal monitoraggio dell’autovettura Mercedes in uso allo stesso, è emerso che questi manteneva un periodico rapporto con parte degli odierni indagati al fine di prestare il proprio supporto logistico allorché il gruppo capeggiato da Angelo MAGRI’ e Pietro VERGA si recava in questa provincia per compiere i delitti in danno degli istituti di credito.

Nello specifico, dall’ascolto dei dialoghi intercettati e dall’analisi dei tabulati telefonici relativi alle utenze sottoposte a monitoraggio, si è dapprima accertata la responsabilità penale di Mario BONELLI, quale basista, e successivamente quella di Angelo MAGRI’ quale mandante e di Pietro VERGA quale materiale esecutore, in concorso ad altri soggetti successivamente identificati, in relazione al tentativo di furto dell’apparato bancomat della BNL dell’Ospedale “Basilotta” di Nicosia, avvenuto la notte del 30 settembre 2015. In quell’occasione, il gruppo non riuscì a portare via l’apparato bancomat a causa dell’esplosione del congegno di sicurezza che comportava una copiosa fuoriuscita di inchiostro che rendeva inutilizzabili le banconote.

In secondo luogo, dall’ulteriore sviluppo investigativo si è appurato che il medesimo gruppo criminale, di volta in volta costituito da diverse batterie di soggetti  si è, altresì, reso responsabile del furto aggravato dell’apparato bancomat della Banca Nazionale del Lavoro (contenente all’interno la somma di €.17.830,00) installato presso i locali dell’Ospedale “Branciforti – Capra” di Leonforte, evento delittuoso avvenuto la notte del 7 ottobre 2015.

La figura del BONELLI, quale basista di fiducia del gruppo, si delineava in maniera netta già in occasione del primo episodio delittuoso allorché il giovane, durante gli spostamenti effettuati nel corso della notte del 30 settembre 2015 – data in cui, come accennato, veniva perpetrato il tentato furto presso l’Ospedale “Basilotta” di Nicosia – si muoveva a bordo della propria autovettura da Nicosia (EN) a  Leonforte (proprio in prossimità dell’Ospedale Branciforti-Capra) al fine di condurre in quel luogo i propri complici che, poco prima, avevano invano tentato di impossessarsi del bancomat a Nicosia.

Ad eccezione del basista BONELLI, tutti i soggetti facenti parte del gruppo criminale sono provenienti da Catania e segnatamente dal quartiere Librino. Molti di loro, fra l’altro, abitano in quella zona al civico nr. 21 di Viale Moncada. Detto indirizzo, da cui trae origine il nome dell’operazione, fra l’altro, costituiva il luogo di ritrovo e di appuntamento fra i soggetti, anche per avviare le loro attività delittuose.

Nel corso della captazione dei dialoghi telefonici fra gli indagati è emerso come gli stessi per comunicare tra loro, al fine di organizzare i “raid” notturni, utilizzassero un linguaggio criptico, caratterizzato sovente da metafore calcistiche; venivano, infatti, concordati in modo convenzionale degli incontri di “calcetto” con schieramento delle relative squadre in campo. In queste fantomatiche “partite” i soggetti indicavano quale squadra avversaria quella “formata” dalle forze di polizia. Infatti, se nel corso dei sopralluoghi constatavano la presenza di polizia, rimandavano il colpo adducendo che per quella serata “l’altra squadra era più forte”. Inoltre, quando non riuscivano a concretizzare i colpi per la defezione di alcuni complici, anche alcuni familiari, a conoscenza degli “affari”, commentavano il comportamento “pusillanime” del correo “che aveva paura di giocare”.

Altre metafore utilizzate dagli indagati nel corso delle varie fasi della perpetrazione di furti, per indicare la presenza di forze di polizia sul territorio, richiamavano contesti metereologici, sicché, di volta in volta, veniva detto: “sta piovendo forte”, oppure, “c’è caldo”.

Le positive risultanze raccolte dagli investigatori venivano dunque rassegnate al pubblico ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, dott. Francesco Augusto Rio, titolare delle indagini, il quale chiedeva l’emissione della misura cautelare a carico degli indagati.

Misure quest’ultime disposte dal G.I.P. presso il Tribunale di Enna, dott. La Placa, ed eseguite nella mattinata odierna dai poliziotti della Squadra Mobile di Enna insieme alla Squadra Mobile di Catania ed al Commissariato di P.S. di Nicosia.

Al termine delle operazioni, gli indagati venivano sottoposti al regime degli arresti domiciliari.

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