Minorenne ruba il denaro al nonno e compra cellulari, ma racconta un’altra versione

Minorenne ruba il denaro al nonno e compra cellulari, ma racconta un’altra versione

Sottrae il denaro dalla cassaforte del nonno per spenderlo in telefoni cellulari di ultima generazione ed altro e, vistosi scoperto, inventa la storia di aver dovuto consegnare il denaro sottratto a dei ragazzi sconosciuti dietro minaccia, denunciando il tutto alla polizia; i poliziotti, effettuate le dovute indagini, fanno emergere le contraddizioni nel racconto del giovane, che infine, vistosi scoperto, confessa di avere inventato la storia di essere vittima di sconosciuti estortori: minorenne denunciato dalla polizia per simulazione di reato.
Nei giorni scorsi, gli uomini della Squadra Mobile di Enna – diretti dal Vice Questore Aggiunto dott. Gabriele Presti – denunciavano in stato di libertà un giovane minorenne, classe 1998, per il delitto di simulazione di reato, ex art. 367 c.p., ovvero per aver falsamente denunciato alla polizia di essere sottoposto ad estorsione da parte di soggetti sconosciuti, che gli avrebbero estorto oltre un migliaio di euro che il giovane sarebbe stato costretto a rubare al nonno, versione dei fatti poi smentita poi dalle successive indagini degli investigatori.

I FATTI
In particolare, lo scorso mese di ottobre, personale della 2^ sezione – Reati contro la Persona, in danno di Minori e Reati Sessuali – della Squadra Mobile Erea, riceveva la denuncia da parte di un giovane, ancora minorenne, il quale riferiva agli agenti che da diversi mesi era vittima di estorsione messa in atto nei suoi confronti da parte di alcuni soggetti a lui sconosciuti, i quali più volte gli avevano intimato di consegnargli del denaro, prospettandogli, in caso di suo rifiuto, ritorsioni anche in danno di familiari conviventi. Proseguendo nella narrazione, il giovane riferiva che, ricevuta la richiesta estorsiva, per timore di subire le ritorsioni prospettatigli racimolava le somme di denaro prelevandoli dalla cassaforte del nonno e successivamente – cosa che faceva insospettire ancor più gli agenti – allorquando l’avo si sarebbe accorto dell’ammanco, iniziava a procurarsi il contante con delle vincite provenienti da scommesse. Il giovane precisava infine che egli, a più riprese, aveva consegnato agli aguzzini quasi 2000 euro, e che loro, gli avrebbero richiesto ancora di consegnargli un’ulteriore somma consistente di denaro, determinandolo, nell’impossibilità di adempiere alla nuova richiesta, a denunciare i fatti alla polizia.Il racconto prospettato dal ragazzo però non convinceva i poliziotti, che decidevano comunque di approfondire gli accertamenti, anche per tentare di identificare i presunti aguzzini, assumendo, fra l’altro, informazioni presso parenti ed amici della giovane vittima.
All’esito delle complessive indagini emergevano diverse contraddizioni fra il racconto del giovane e quanto appurato dai poliziotti, anche in ordine ai luoghi ove gli aguzzini del giovane volevano fosse loro consegnato il denaro.
Messo di fronte alle sue responsabilità, il giovane confessava ai poliziotti di aver inventato di sana pianta la storia raccontata in precedenza, narrando la realtà degli accadimenti. Il ragazzo, in proposito, raccontava infatti che, dopo aver ripetutamente sottratto del denaro dalla cassaforte del nonno, ed aver con esso acquistato, fra l’altro, diversi costosi smart phone, vistosi scoperto dal congiunto, si sarebbe risolto ad inventare la storia del suo taglieggiamento ad opera di soggetti ignoti, per giustificare il suo comportamento nei confronti del familiare.
A seguito delle indagini svolte, pertanto, gli investigatori erei deferivano il giovane, in stato di libertà, presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta.

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