Aveva un kalashnikov e per il giudice deve restare in cella

Aveva un kalashnikov e per il giudice deve restare in cella




.,. Fa scena muta di fronte al Gip e viene convalidato, alla luce degli elementi raccolti dagli investigato ri, l’arresto di Luigi Di Dio, il cm- qùantanovenne catturato dai cara- binieri per detenzione illegale d’ar- mi. Nellà sua casa di Piazza Armerina i militari hanno rinvenuto un ve- ro e proprio arsenale: fra le armi se- questrate, c’era pure un kalashnikov, un fucile mitragliatore d’assalto di fabbricazione russa. La con- valida dell’arresto, compiuto dagli uomini del nucleo operativo e radio- mobile dellacompagnia di Caltanissetta, è stata decisa dal Gip di Enna, alterrnine dell’udienzache si è svolta nella saletta per gli interrogatori ,. del carcere dì via Palermo. Di Dio, che è difeso dall’avvocato Franco Puzzo, ha scelto di non parlare, avvalendosi della facoltà di non rispondere. E così il giudice ha convalidato e disposto, all’esito del- l’udienza, la permanenza in carcere a Enna. L’arresto, si ricorda, è stato compiuto al termine di indagini di poliziagiudiziaria dei militari nisseni definite “complesse e articolate”; e su cui, però, per il momento viene mantenuto il riserbo. Secondo quanto riferito dai militari, quel kalashnikov era “efficiente e funzionante”, con tanto di caricatore e cartucce da guerra. Inoltre poi c’erano tre pistole, tutte funzioiianti e equi- paggiate di caricatori, oltre a ben 700 cartucce inesplose di vario cali- bro. Quando è scattato ilblitz, l’arrestato aveva nella sua immediata di- sponibilitàunapistola, con matricola abrasa e caricatore pieno già inserito. Le armi sarebbero tutte prove- nienza estera e gli inquirenti stanno proseguendo le indagini per accertare come Di Dio ne sia entrato in possesso. (*JTR*)




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