La manifestazione “Tra mito e storia… Morgantina rivive”- Le foto dell’evento

Sabato 01 e domenica 02 agosto 2015 il sito archeologico di Morgantina, per un paio d’ore, è ritornato indietro nel tempo. Questo è stato possibile grazie alla manifestazione “Tra mito e storia… Morgantina rivive”, organizzata dall’Archeoclub “Aidone – Morgantina, in collaborazione con il Museo Archeologico, il Comune di Aidone e la partecipazione di centinaia di figuranti-volontari, e svoltasi nell’ agorà, dove gli spettatori hanno assistito a brevi drammatizzazioni ispirate al patrimonio culturale greco. Quest’anno tema conduttore sono state le Stagioni (Hṓrai).

Appena entrati, gli spettatori sono stati proiettati indietro nel tempo e, nella prima scena, accolti dalle Ore figlie di Temi e di Zeus. Protettrici dell’ordine morale degli uomini, esse in principio erano tre: Tallo, l’ordine legale; Auso, la giustizia e Carpo, la pace. Il loro compito era di custodire le barriere celesti e permettere il regolare corso delle stagioni, presiedere alla vegetazione e sorvegliare le porte della dimora di Zeus sull’Olimpo. Esse erano le tre stagioni. Un tempo vi erano solo tre stagioni: primavera, estate e autunno fuse insieme e l’inverno. Nella seconda scena, gli spettatori sono accolti dalle sorelle delle Ore le tre Moîrai: Cloto, Lachesi e Atropo, che introducono alla prima stagione: l’autunno. Esse raccontano il mito di Dionisio e del giovane satiro Ampelo, amante di Dioniso, morto a causa di un toro inferocito, per svelare l’origine della vita e del vino. Nella scena successiva, si è introdotti nella seconda stagione: l’Inverno, la stagione in cui “…il seme giace per terra e sogna di diventare una pianta.  Tutta la natura dorme e attende il risveglio.” La pioggia è la caratteristica dell’inverno, il cielo pieno di nuvole “…non promette niente di buono. Nell’Olimpo i piccoli Dei giocano con zampilli d’acqua. Essi verseranno a coloro che attraverseranno il sentiero della stagione invernale gocce di pioggia…”. Anche questa stagione passa e si arriva alla terza stagione: la Primavera, la bella stagione, “…possa Demetra condurvi, madre nostra, sorella di Zeus, artefice del ciclo delle stagioni della vita e delle cose sacre. Costante nutrice della gioventù e della terra verde. Oh Madre terra, dacci il dono della sapienza.” La temperatura si alza e il cielo si tinge d’azzurro. Attraversando il tempo si assiste al mito di Narciso, giovinetto innamorato della sua immagine, da cui origina il fiore simbolo della primavera. Infine si arriva alla quarta stagione: l’Estate, confine tra il mondo degli uomini e quello degli dei. “Ogni azione umana è un attraversamento e per questo necessita del Dio dei transiti e dell’inizio… Il FUOCO SACRO entra nella costellazione della luna. Ecco la luce più lunga dell’anno.” In riferimento agli inizi e al dio del transito è stato rappresentato il mito del dio Giano e del suo amore per la ninfa Crane. La danza di giovani bambine ha allietato gli spettatori, mentre vari momenti di vita quotidiana hanno animato le botteghe del Macellum (mercato con 12 botteghe) brulicanti di mercanti, venditori di stoffe e di artigiani. Al tramontar del sole, nello spazio dell’Ekklesasterion (la struttura si data al 480/470 a.C. e veniva utilizzata per le assemblee in cui si votavano le leggi ed eleggevano i magistrati; poteva contenere tra i 1100 e 1700 cittadini), si e svolto un dibattito tra i “buleuti” del Consiglio di Morgantina circa l’opportunità del matrimonio tra ceti diversi. Dopo un’accesa discussione, l’amore ha trionfato… e “i due giovani sposi hanno potuto stipulare la promessa di matrimonio“. Infine la manifestazione si è conclusa nel teatro ellenistico, con un momento corale che ha coinvolto tutti i figuranti.

Rita Bevilacqua

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