Aspettando l’apertura della chiesa di San Francesco

Barrafranca (EN). Ormai è dal 19 settembre 2013 che l’antica chiesa di San Francesco, costruita nel 1694 durante il marchesato di Carlo Maria Carafa accanto al Convento di vaste proporzioni, costruito fra il 1624 e il 1697, è in fase di restauro. I lavori dovevano terminare un anno dopo, ma ancora niente! Anzi ai primi di aprile 2015 sono ripresi. Mille imprevisti, tante incertezze, ma hanno portato a una scoperta straordinaria: alla fine di ottobre 2013, durante i lavori di consolidamento del pavimento, furono scoperti diversi ambienti ipogei, come dei colatoi con annessa cappelletta, un’enorme grotta proprio sotto l’abside dell’altare maggiore, diverse sepolture, alcune sotto il livello del pavimento (tra cui una portata alla luce), risalenti all’ottocento. La scoperta che emozionò i nostri storici fu proprio il ritrovamento di una cappella a croce latina, posta sotto il pavimento dell’entrata della chiesa, cui si accede attraverso una scalinata che sbocca direttamente sull’altare.  Sopra la mensa dell’altare si vede una cornice rettangolare in stucco che probabilmente conteneva un’immagine sacra. Le pareti sono ricoperte di strisce di stucchi che servivano come appoggio alle candele, difatti le pareti sono annerite. Il tetto è a volta a crociera e al centro della navata si vede un rosone con un gancio, che serviva per appendere una lucerna che illuminasse l’altare.  Sul lato sinistro, ancora intatto, è stato trovato un sarcofago recante, la data 1825. Ai lati si trovano colatoi a sedia, nicchie verticali e nicchie originale. Tante le ipotesi dell’origine di quella cappella: alcuni sostennero che si trattasse dell’antichissima chiesa di San Marco, presente proprio in quel posto, altri invece che si trattasse di una classica cappella sotterranea, tipica di tante altre chiese, come ad esempio quella di Maria SS. della Stella, che in proporzioni è molto più grande. Quello che è certo che si tratti di una scoperta straordinaria che arricchisce la nostra storia. Voci di corridoio affermano che tutte queste scoperte non saranno fruibili e che ben poco di quello che è stato ritrovato sarà visibile al pubblico, si parla di un pavimento a vetrata che possa far vedere cosa ci sia sotto. Per quanto riguarda l’interno della chiesa, sempre secondo voci di corridoio, si è mantenuto il suo aspetto originale. L’interno è ricco di affreschi rappresentanti la vita di san Francesco. Attendiamo con ansia la fine dei lavori, con l’auspicio che il restauro rispetti l’originale architettura e non sia l’ennesima beffa.

Rita Bevilacqua

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