PIETRAPERZIA. Grande successo nel recital “Scusi lei ci crede ai miracoli?”.

PIETRAPERZIA. Lo spettacolo nella sala teatro dell’istituto delle suore “Figlie di Maria Ausiliatrice” di viale Marconi. Applausi a scena aperta per gli attori oltre che per la presentatrice e regista Maria Lillina Miccichè e per gli scenografi Michela Turco e Gianluca Amico. Tra il numeroso pubblico, in prima fila, anche il sindaco Antonio Bevilacqua e sua moglie Michela Ciulla oltre all’assessore Chiara Stuppia. I festeggiamenti in onore di Don Bosco hanno previsto un triduo predicato da Don Raimondo Giammusso, salesiano di Gela,. Il 31 gennaio, giorno della festa, una celebrazione eucaristica – nella chiesa Santa Maria di Gesù di piazza Vittorio Emanuele – presieduta dal vescovo della diocesi armerina monsignor Rosario Gisana e concelebrata da monsignor Giovanni Bongiovanni e don Osvaldo Brugnone, parroci, rispettivamente, di Santa Maria di Gesù e della chiesa Madre di Pietraperzia.  La messa e stata animata dai giovani cooperatori e dagli ex allievi. facenti parte della famiglia salesiana. Anima dello spettacolo e delle varie iniziative dell’oratorio è la direttrice dell’istituto suor Gisella Aliotta coadiuvata dagli animatori. Questi gli attori: Don Bosco: Enrico Chiolo, Mamma Margherita: Sara Milazzo, Parroco e Dottore: Patrizia Amico, Il Gendarme e il Marchese: Michela Falzone, Proprietario: Diego Di Perri, Disoccupato: Marilena Nicoletti, Ricercato e Giuseppe: Ornella Candolfo, San Domenico Savio: Domenico Rizzo,  La Contadina: Rocchina Scalieri. Il recital nel contesto dei festeggiamenti in onore di San Giovanni Bosco. Prima del recital un momento di preghiera e canti in onore di Don Bosco. Questo il discorso completo della presentatrice Maria Lillina Miccichè: “Come consuetudine, il 30 gennaio nelle case salesiane ci si riunisce per la veglia di preghiera. Quest’anno, per onorare la memoria di Don Bosco, al posto della veglia è previsto un recital con il quale si mette in risalto la figura del Santo nella vita di tutti i giorni”. E continua: “Traspare molto il senso religioso, il suo ottimismo, la sua cura per la promozione sociale dei più poveri e il suo fidarsi sempre nella Divina Provvidenza. Infatti numerosi episodi della sua vita ne danno testimonianza. Dal recital si nota un Don Bosco messaggero di speranza nelle vicissitudini tristi, imprenditore coraggioso, intelligente, inventivo, portatore di fraternità, di amicizia e di spirito di famiglia”. E continua: “Il suo obiettivo principale è stato sempre quello di aiutare i giovani a diventare onesti cittadini e bravi cristiani, educandoli a fare del bene a tutti e del male a nessuno”. Maria Lillina Miccichè ha poi continuato: “Non si stancava di dire che Gesù Cristo deve essere il nostro maestro, la nostra guida, il nostro modello. La vita bisogna viverla come vocazione e come chiamata alla santità perché Dio chiama tutti alla santità”. “La figura predominante del recital è Don Bosco, ma c’è un’altra persona, sua mamma, Mamma Margherita, a cui, nel 2006, la Santa Sede ha riconosciuto il titolo di Venerabile”. “La mamma di Don Bosco trascorse la maggior parte della sua vita aiutando il figlio Giovanni nei suoi progetti, distinguendosi per coraggio, bontà e generosità. Molto devota, fece della preghiera a Dio il centro della propria esistenza”. “Ci auguriamo – ha concluso Maria Lillina Miccichè – che questo spettacolo possa contribuire a fare conoscere meglio la figura di Don Bosco, a intensificare l’amore per lui e credere che i miracoli sono ancora possibili, basta volerli”. Al termine dello spettacolo panini con la mortadella distribuiti a tutti i presenti. È, questa, una tradizione iniziata con Don Bosco e rimasta immutata nel tempo fino ad oggi. GAETANO MILINO

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