L’ex presidente del Parco dei Nebrodi, Antoci agli studenti dell’ISISS G. Falcone di Barrafranca: “Ecco la mia rivoluzione della normalità”

Si è raccontato con molta generosità l’ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, insignito il 2 febbraio 2018 dell’Onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Mattarella per atti di eroismo ed impegno civile. Lo scorso 29 maggio nell’auditorium dell’ISISS G. Falcone di Barrafrancaha parlatoad unaplatea silenziosa, attentissima e commossa, formata dai circa duecentotrenta studenti del triennio, che continuano a seguire da qualche anno un ricco programma sul tema della legalità, voluto dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Stella Gueli. L’incontro – dibattito, organizzato dalla prof.ssa Manuela Seminatore, docente di lettere dell’Istituzione, è stato aperto dal saluto della Dirigente e delle autorità locali presenti, il Sindaco Fabio Accardi e il Maresciallo della stazione dei carabinieri di Barrafranca, Pasquale Scordella.

Antoci ha raccontato la sua esperienza daPresidente del Parco dei Nebrodi e di come abbia bloccato col suo operato un meccanismo perverso e assurdo: i bandi pubblici per l’assegnazione dei terreni demaniali erano puntualmente vinti da uomini di mafia e disertati dagli altri cittadiniche, intimoriti, rinunciavano a concorrere con notissimi esponenti malavitosi. Questi ultimi perciò non solo risultavano assegnatari di ettari di terreni, ma percepivano anche nei loro conti correnti cospicui fondi europei, dell’ordine di milioni di euro. Un giro d’affari prezioso per la mafia perché “pulito” e privo di rischi.Antoci contrasta questo meccanismo con una serie di provvedimenti che vanno sotto il nome di Protocollo Antoci. Alla domanda di una studentessa che chiedeva che cosa ci fosse di veramente rivoluzionario in quel protocollo, siglato da molti sindaci virtuosi, Antoci risponde: «Niente», cheera la cosa più normale e sensata che si potesse fare in quella circostanza: richiedere per tutte le assegnazioni di terreni, e non solo per quelle superiori a centomila euro, il certificato antimafia, che certamente non poteva essere più fornito in autocertificazione da quei soggetti. Ed ecco che la cosa più normale e sensata è diventata la cosa più rivoluzionaria ed esplosiva, uno scacco al patrimonio della mafia senza precedenti. Ricorrere al TAR a poco è valso per i mafiosi perché la giustizia, una volta partita, ha prevalso e tanti uomini, ha affermatoil Presidente, lohanno affiancato nella sua lotta per la legalità. Il racconto è proseguito con le conseguenze personali che il suo coraggio di sfidare la mafia gli ha riservato: la vita sottoscorta e la drammatica ricostruzione dell’attentato subito nella notte tra il 17 e il 18 maggio del 2016, uno degli attentati giudicati più violenti, ma per fortuna fallito, dopo quelli che hanno tolto la vita ai Giudici Falcone e Borsellino.Antoci ha pronunciato parole di profondo affetto e stima nei confronti degli uomini della scorta perché solo grazie alla loro tempestività e professionalità gli hanno reso salva la vita. Inoltre, in seguito alle molte domande degli alunni, ha potuto mettere in evidenza altri aspetti del suo operato, come quello della riqualificazione del territorio e del rilancio dell’economia in quei territori e dare loro dei messaggi di grande fiducia come quello che l’antimafia vera si riconosce dai fatti, non dalle parole e che tutti possono farla nella misura in cui ciascuno compie il proprio dovere. Molti gli applausi che hanno interrotto il suo dialogo con gli studenti, da lui definiti il “presente, non il “futuro”, nell’augurio che i giovani prendano adesso le loro responsabilità e comincino subito a lavorare per un futuro di legalità.La commozione ha prevalso in più momenti della giornatasoprattuttoquando il presidente ha parlato di sé edella sua famiglia.La standing-ovation finale ha sancito una definitiva empatiatra uditorio e oratore, intercettata dalle parole del sindaco che, indicando la platea e citando lafrase di una delle figlie di Antoci, ha ribadito “Con te ci siamo noi!” Un incontro indimenticabile, un’occasione di crescita per tutti, docenti e studenti.

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