BARRAFRANCA. Licenza in Beni Culturali della Chiesa.

BARRAFRANCA. Licenza in Beni Culturali della Chiesa.

BARRAFRANCA. Il titolo accademico conseguito da don Pasquale BELLANTI presso la PONTIFICIA FACOLTÀ GREGORIANA – FACOLTÀ DI STORIA E BENI CULTURALI DELLA CHIESA in Roma.  La sessione finale, che si è tenuta in modalità virtuale con la presenza della Commissione composta Dott.ssa Ilaria Fiumi SERMATTEI e il Preside Prof. Ottavio BUCARELLI, ha dato esito positivo valutando, tra l’altro, la tesi di Licenza dal titolo: APPARATO ICONOGRAFICO DELLA PARROCCHIA SACRO CUORE DI GESÙ DEL SUFFRAGIO – Iconografia della discordia nel post-Concilio. L’elaborato è costituito da due capitoli fondamentali. Il primo capitolo:Origine e formazione della Chiesa parrocchiale Sacro Cuore di Gesù del Suffragio in Roma, vicende storiche, vuole delineare brevemente il quadro nel quale si composero le volontà del committente con quelle del progettista e come queste due volontà operarono in diverso modo e collaborarono per la riuscita del progetto. Colui che aveva iniziato non poté seguire il progetto nella sua realizzazione. Il secondo capitolo, Iconografia della discordia nel post-concilio,racconta, brevemente, l’ipotesi di rimozione della pala dell’altare maggiore in epoca post concilio Vaticano II, intorno all’anno 1969 e seguenti. Tale progetto prospettato dal parroco pro tempore e dal alcuni sacerdoti, è osteggiato da un gruppo di sacerdoti, dai parrocchiani, e da altre persone di cultura. Essi, infine, riescono a sventare tale tentativo.

Elemento ulteriore di riflessione, presentando il progetto di adeguamento,è costituito dalla valutazione sul significato sacrale simbolico della costruzione; partendo dai primordi del vissuto umano, dal significato cosmico e antropologico, si afferma il valore della percezione di fede dello spazio e del tempo che in esso si celebra; tale percezione oggi sembra essere persa. La nostra epoca, spesso, relega la religione in un angolo privato,individualistico; il rito diventa così un semplice convenire sociale, mai un valico verso Dio. La percezione simbolica del cosmo lega strettamente la percezione religiosa ai due quadranti interpretativi della terra e del cielo; il dominio orizzontale e l’asse verticale. La fondazione del santuario segna ed accompagna il processo di appropriazione progressiva del territorio; oltre all’asse orizzontale di possesso del territorio, esiste anche un asse«verticale», in quanto il santuario apre uno spazio di comunicazione fra uomini e dei, fra terra e cielo. Il santuario si trova al punto di intersezione fra questi due assi, fra natura e cultura, fra riti e miti, fra tempo storico e tempo fondatore, fra tempo e non tempo. A conclusione del capitolo, come guida necessaria per dirimere autorevolmente la problematica enunciata, si sono raccolti, in breve,i principi provenienti dall’insegnamento dei documenti ufficiali della Chiesa anche in merito all’adeguamento liturgico,nel rispetto degli ordinamenti statali.

Gli interventi di adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica interessano la Chiesa e l’autorità istituzionale dello Stato, dal momento chele nostre chiese, nel complesso, sono manifestazioni particolarmente significative della cultura ispirata alla fede del popolo italiano e rappresentano quindi valori di primaria importanza per il Paese. Molte chiese costruite più di cinquant’anni fa o con opera di un autore non più vivente, e alcune chiese più recenti e di particolare valore artistico, sono soggette a tutela da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo,con riferimento al d.lgs. n. 42/2004. A questi due capitoli si aggiunge una parte non meno importante, quella degli apparati, che riportano la catalogazione delle opere presenti nella chiesa e portano alla luce materiale di archivio inedito e importante per la ricostruzione della storia della chiesa. La nostra ricerca ha messo in luce la necessità di una catalogazione rigorosa e scientifica di tutto il materiale; sarebbe molto bello poter instaurare un protocollo di intesa con la ICCD – MIBACT (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo) per un loro patrocinio a favore della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Prati. Importante, per diversi motivi, un fruttuoso collegamento con gli uffici CEI (Conferenza episcopale italiana), per interagire con la messa in opera di una strategia che faccia conoscere, tramite il portale BEWEB, i beni culturali e le sue ricchezze pieni di valori della fede e per la fede. È necessario che il popolo di Dio si riappropri del proprio patrimonio di civiltà compromessa con il Vangelo, con la cultura teologica e liturgica, con il vissuto e l’esperienza orante. Intere generazioni, plasmando a loro modo la materia l’anno segnata per sempre consegnandola a noi carica di significati umani e spirituali.

La costruzione di una chiesa e della sua fruizione nel tempo, non può prescindere mai, dalle “pietre vive” di cui in verità è costituita, e che formano il responsorio vivente a Dio nel tempo e nello spazio, anch’esso segnato e consacrato. Per tale motivo non bisogna far cadere nel vuoto la lezione del passato,poiché in esso, testimoniato dal patrimonio dei beni culturali, si legge non solo un messaggio culturale ma soprattutto un messaggio di fede delle precedenti generazioni. Se le Stato italiano, con le sue leggi di tutela finalizza tali beni solo all’utilizzazione culturale e alla fruizione pubblica, come viene propugnato nel “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” del 2004, la Chiesa non si può accontentare solo di questo poiché deve perseguire una valorizzazione liturgica e pastorale, una interpretazione teologica e spirituale che sono il fine proprio dei beni custoditi da essa. I rischi reali non sono più, come nel passato, quello di una espropriazione della proprietà delle chiese, ma di una espropriazione di finalità, di identità. La Chiesa va intesa nel suo insieme,popolo di Dio cosciente della propria storia e del proprio fine. GAETANO MILINO

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