A Enna i “danzautori” Francesco Colaleo e Maxime Freixas,

I due danzatori e coreografi, tra i migliori della scena nazionale contemporanea, portano al Teatro Garibaldi due performance di grande impatto emotivo

Un’opera fisica, energica e tecnica, un intenso duo tutto al maschile che si esprime attraverso la forza degli opposti per raccontare un’umanità pronta a dare e ricevere, manipolare e essere manipolata, vincere e perdere. Francesco Colaleo e Maxime Freixas, due dei migliori coreografi e danzatori della scena contemporanea, domenica 2 aprile alle ore 20.30 al Teatro Garibaldi di Enna, per la stagione firmata da Mario Incudine e realizzata grazie alla sinergia tra il Comune di Enna e l’Università Kore, proporranno le loro coreografie “Re-Garde” e “Beviamoci su_No Game”.

Re-Garde, selezionato per Anticorpi eXpLo 2015 – Network XL,  è un’indagine sul senso della vista ambientata in un’atmosfera pesante e tenebrosa, che rappresenta la tematica dell’osservare e dell’essere osservati, esprimendo e sensibilizzando il pubblico sulla crudeltà spesso gratuita che può nascere dalla curiosità e dall’osservazione della vita degli altri, senza però omettere una visione più innocente, giocosa e ironica. Il corpo è controllato e vigile come lo sguardo, ma non rinuncia a godere di momenti di distensione e respiro. Un ipotetico ed assurdo soggetto noir che ammetta l’esistenza di un colore più gradevole, vicino alla sfera dell’umana e carnale visione della vita in tempi moderni. L’alternanza tra binomi opposti consente di valicare i delicati confini che separano la giovinezza dalla vecchiaia, in un tempo sospeso tra gesto e poesia.

Nella seconda parte della serata sarà invece proposto Beviamoci su_No Game, coreografia selezionata per la Vetrina Anticorpi XL 2016,  che vede in scena, oltre a Francesco Colaleo e Maxime Freixas, anche Francesca Ugolini.
“Beviamoci su_No Game”  affronta la difficile tematica della dipendenza dall’alcool come soluzione facile alla vita, soprattutto per le nuove generazioni “smart”. Un gioco pericoloso che, però, non è un gioco. In un paese dei balocchi si assiste al degrado di un potenziale creativo inespresso, se non attraverso atti al confine con il vandalismo. Siamo lontani dalla Bohème degli artisti francesi: è il bicchierino di troppo che trasforma il sogno in incubo. Il gesto realistico, teatrale e danzato, riconduce nei luoghi della memoria come in quelli della vita reale: dall’alterazione delle percezioni sensoriali alle solitudini interne, dove il corpo è espressione deforme della visione.

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