Il comune di Valguarnera esce dal Parco Floristella

Il comune di Valguarnera esce dal Parco Floristella

Ecco una lettera inviataci da Legambiente dopo che il comune di Valguarnera ha deciso di uscire come ente pubblico dalla gestione di un grande patrimonio culturale, storico e ambientale. Lo gestiva da anni assieme ad altri comuni come Enna, Piazza Armerina, Aidone e l’ex provincia regionale di Enna.

Il Consiglio Comunale di Valguarnera Caropepe ha compiuto un atto amministrativo che in nome di una “spending review” cieca e che forse, anche inutile, qualifica lo stesso Consiglio come il peggiore degli ultimi decenni di vita amministrativa della cittadina.
Legambiente non può che stigmatizzare la scelta operata dalla maggioranza e ampiamente sponsorizzata dall’amministrazione Drajà. L’uscita dalla compagine del Parco, voluta per consentire un risparmio alle casse comunali, non è altro che una chiara presa di posizione contro scelte forti, degne, importanti, fatte tempo addietro anche e soprattutto per l’impegno profuso dalla Legambiente, allora Lega per l’Ambiente.
L’istituzione del Parco Floristella consentì di salvaguardare la grande ricchezza che altrove, e la lista è lunghissima, venne in breve cancellato. Non tutto fu rose e fiori, lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo, la gestione è stata troppo spesso viziata dai soliti vecchi vizi della politica siciliana dalla quale non si è mai distinta la politica locale, ma di certo quei luoghi non hanno dovuto arrendersi all’oblio che oggi regna a Zimbalio, Vodi, Bambinello, Galati, Baccarato, Faccialavata, Gaspa, Respica, Giumentaro o la stessa vicinissima Grottacalda, tanto per citare alcuni dei centri minerari dell’area ennese.
La partecipazione di Valguarnera alla gestione del Parco, prescindendo dalla “estraneità” del territorio protetto da quello comunale, rappresentava una forte scelta a difesa della identità storica della cittadina. In quei luoghi migliaia di valguarneresi hanno letteralmente “fatto la storia” degli ultimi secoli, più degli ennesi e certamente più dei piazzesi e degli aidonesi. E la condivisione del percorso con le altre amministrazioni non era altro che una nuova maniera di vedere la propria territorialità, nata prima che del bisogno di coinvolgere le amministrazioni locali nella gestione delle aree protette si accorgesse lo stesso Stato italiano con la sua Legge Quadro sui parchi.
Questi amministratori hanno volutamente dimenticato che proprio a novembre 2015, finalmente, Floristella, come sito del Rocca di Cerere Geopark, entrava a fare parte della grande famiglia dell’UNESCO, con una decisione presa alla unanimità dall’Assemblea internazionale della organizzazione ONU per l’Educazione e la Cultura. Una giornata storica per l’intero territorio del sud della provincia ennese che questo ridicolo Partito democratico valguarnerese misconosce con una boria, una sicumera, degne della peggiore delle amministrazioni da telenovela latino-americana.
Credevamo che l’ ampia mobilitazione delle forze culturali e sociali di Valguarnera e la pressione dell’opinione pubblica potesse far ricredere, potesse portare a più miti consigli. Invece ci è toccato vedere i vigili urbani costretti a strappare di mano i cartelli educati e civilissimi in un clima che certamente la città non dimenticherà. Ha contato solamente il numero dei votanti, ha contato solamente la maggioranza in una tetra sala.
Bene signori, togliete adesso quel quadro che orna la stessa sala in cui fate i vostri conticini, non è quel popolo che state amministrando, chiedete di togliere l’immagine dell’aratura dal blasone della città, siete peggio che un governatorato di un lontano signore feudale.
Legambiente Sicilia rimarrà ferma nel proposito di garantire Floristella ed il suo immenso patrimonio alla fruizione pubblica ed al futuro, lo abbiamo ribadito fortemente in tempi non sospetti, noi siamo pronti a gestire l’intero parco, con o senza amministrazioni locali, noi siamo pronti, come già sottolineammo anni addietro, a rivedere l’intero funzionamento del Parco, ma, si sappia, a nessuno sarà concesso immaginare percorsi che vadano verso la dismissione dei patrimoni identitari.
Infine, caro Sindaco Drajà, sappia che la Sua candidatura al premio Attila 2016 è stata ufficializzata e forti sono le speranze che Ella possa vincerlo a livello nazionale!

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