28 anni fa – Il maxiprocesso a Cosa nostra

Sono ormai passati 28 anni da quel 16 dicembre 1987, giorno in cui si concludeva il più grande processo penale mai celebrato al mondo, quello contro Cosa nostra.

Il primo grado durò quasi due anni, dal 10 febbraio 1986 al 16 dicembre 1987. Ma la conclusione definitiva si avrà solo il 30 gennaio 1992 il giorno in cui fu emessa la sentenza finale della Corte di Cassazione.
Il “maxiprocesso” si tenne in una grandissima aula bunker all’interno del Carcere dell’Ucciardone a Palermo, costruita appositamente per evitare qualsiasi attacco esterno. Il progetto era stato pensato dal giudice istruttore Rocco Chinnici, così come sua fu l’idea di istituire il “pool antimafia” che diede la vera svolta nell’azione di lotta alla mafia.

Nel luglio del 1983 il giudice Chinnici fu però vittima di un attentato mafioso proprio davanti la sua abitazione e assieme a lui morirono gli uomini della scorta e il portinaio del palazzo.

Il Maxiprocesso, nonostante le minacce, gli attentati ed altri vili attacchi della mafia contro la magistratura e lo Stato, riuscì a continuare. Il pool antimafia guidato dal giudice Antonino Caponnetto, assieme a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta, proseguì con il difficile ed estenuante lavoro per l’istruzione del Maxiprocesso che vedeva 475  imputati al primo grado.

In quei 22 mesi di processo si tennero 349 udienze e 1.134 interrogatori fino al dicembre dell’87, quando finalmente si conclude il primo grado con 19 ergastoli e un totale di 2665 anni di reclusione per le pene detentive inflitte ai condannati.

Nel gennaio del 1992 le condanne furono quasi tutte confermate dalla Corte di Cassazione.

(Si segnala un interessante videodocumentario della Rai sul maxiprocesso)

Calogero Aquila

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