PIETRAPERZIA. Celebrati alla madrice i funerali di Vincenza Fontanella e di Concetta Mancuso.

PIETRAPERZIA. Celebrati alla madrice i funerali di Vincenza Fontanella e di Concetta Mancuso.

PIETRAPERZIA. Le due, madre e figlia, rispettivamente di 78 e 52 anni, erano morte per Covid lo scorso 3 febbraio all’ospedale “Umberto I” di Enna. A celebrare i funerali don Osvaldo Brugnone – vicario foraneo di Pietraperzia e parroco della matrice – e don Giuseppe Rabita. Nello spiazzo antistante la chiesa, un tabellone con le foto dell’intera famiglia Mancuso e altre foto con le immagini rispettivamente delle due sorelle Maria e Concetta Mancuso – morte, rispettivamente, il 22 gennaio e il 3 febbraio – e della loro madre Vincenza Fontanella deceduta lo stesso giorno di sua figlia Concetta. Nello stesso tabellone pure la scritta a caratteri cubitali “Volate in altro e tenetevi sempre per mano. Vi vogliamo bene. Il tuo sorriso è il nostro regalo più bello zia Concy”. Durante il rito funebre i negozi del paese sono rimasti chiusi in segno di lutto. A Pietraperzia sono arrivate numerose testate giornalistiche e radiotelevisive. A celebrare i funerali doveva essere Monsignor Rosario Gisana, vescovo della diocesi di Piazza Armerina. Il presule, per cause di forza maggiore, non è potuto essere presente. Don Osvaldo Brugnone, all’omelia, ha detto: “E siamo di nuovo qui, per la sesta volta, in questa Chiesa, con le stesse famiglie, con gli stessi volti. Volti stanchi, volti delusi, amareggiati, arrabbiati, pieni di lacrime, sì lacrime di dolore … un grande dolore. E io mi ritrovo ancora qui con voi con questo gravoso compito di dovere pronunciare, balbettando, soffrendo e piangendo con voi, … sì dovere pronunciare parole più grandi di me con la paura di sbagliare, cercherò di pesare le parole giuste per un momento che trovo ingiusto”. Don Osvaldo Brugnone ha continuato: “Sì, proprio ingiusto, surreale, mi verrebbe da dire da incubo! Avvertiamo un penoso smarrimento del cuore e siamo sempre impauriti e sgomenti, quando le circostanze della vita ci costringono a misurarci con lo scaldalo della morte”. Don Osvaldo Brugnone ha continuato: “Più che di tante parole ora ci sarebbe un gran bisogno di tacere e adorare. Adorare nel senso di aderire al Mistero. Per questo, più che esternare pensieri ed esternare parole vorrei essere un umile, fedele portavoce”. Don Osvaldo ha detto ancora: “Ora devo assumermi il dovere di fare da portavoce di Gesù. Dio non ha mandato Gesù a fare prediche sul dolore e sulla morte ma a condividere la nostra umana fragilità. L’amore di due donne, madre e figlia, unite un tempo dallo stesso cordone ombelicale, adesso una accanto all’altro per l’eternità”: Don Osvaldo Brugnone ha concluso: “Di fronte all’oscura realtà della morte è compito, impegno e dovere di tutti e, in primis, della comunità dei credenti, esprimere la speranza di un al di là, che non per tutti oggi è facile intravedere perché ci vengono a mancare persone care, l’umiltà della signora Vincenza e il sorriso di Concetta, donna solare, allegra e piena di vita. Siamo chiamati ad esprimere un al di là dove il bello, il buono, il vero assumono un volto che è quello di Dio e diventano accoglienza, abbraccio e amore eterno”. All’uscita dalla chiesa don Osvaldo ha impartito la benedizione alle due salme e poi sono stati liberati verso il cielo dei palloncini rossi. GAETANO MILINO

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