PIETRAPERZIA. Statale 640 Dir Pietraperzia Caltanissetta. L’arteria riaprirà nella sede attuale.

PIETRAPERZIA. “Tempo minimo dei lavori per riaprire al traffico stimati in 5-6 mesi dall’inizio degli interventi”. è quanto si legge in un post su facebook comune di Pietraperzia. Il comunicato al termine di un incontro con il viceministro delle infrastrutture Giancarlo Cancelleri. Alla riunione, nell’ufficio del sindaco di Pietraperzia Antonio Bevilacqua, era presente anche l’assessore  Francesco Lalomia. C’erano pure due tecnici ANAS  e in particolare l’architetto Nico Curcio (responsabile dell’area compartimentale) Anas zona di Palermo dove rientra il Comune di Pietraperzia e l’ingegnere Giuseppe  Sorce, un altro dei responsabili Anas. “Però – dice il sindaco Antonio Bevilacqua – è importante la presenza del’architetto Curcio   che sta coordinando in maniera decisa questo intervento”. Presenti,  in videoconferenza, anche i progettisti “Fin dal primo giorno – si legge nello stesso post – abbiamo affermato che L’UNICA ALTERNATIVA AL VIADOTTO FOSSE IL VIADOTTO STESSO!!! “Questa linea testarda ma coraggiosa – si legge nello stesso post si è rivelata quella giusta. Finalmente oggi, (il 29 luglio 2020 per chi legge), grazie al supporto del Vice Ministro Giancarlo Cancelleri e al costante lavoro dei funzionari ANAS (Ricordiamo che il primo intervento è già stato ultimato), la squadra dei PROGETTISTI CI HA PRESENTATO IL PROGETTO DI RIAPERTURA DELLA SS 640 Dir (strada per Caltanissetta). Tempo minimo dei lavori per riaprire al traffico stimati in 5-6 mesi”. “Tempi di avvio dei lavori subordinati al nulla osta delle competenti autorità ma grazie agli ultimi provvedimenti normativi non è più richiesto uno dei pareri (quello del Provveditorato alle Opere Pubbliche) che avrebbe comportato lunghe attese. Il PROGETTO DI RIAPERTURA è ambizioso e coraggioso e in tanti non credevano si potesse realizzare. Invece È REALTÀ e rappresenta più di una speranza per la ripartenza di Pietraperzia”. L’arteria era stata chiusa al traffico il 2 novembre 2018 per il cedimento di un giunto del viadotto “Villano 1”. A distanza di quasi due anni, cominciano ad arrivare notizie positive in vista di una riapertura dell’arteria. Tuttavia, questi mesi non sono passati invano. Sono stati effettuati infatti numerosi studi tecnici in vista della riapertura della statale 640 Dir Pietraperzia Caltanissetta. Visibilmente soddisfatto il sindaco di Pietraperzia Antonio Bevilacqua. “Dopo questo incontro operativo alla presenza del viceministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri – dichiara il sindaco Antonio Bevilacqua – per tentare finalmente di sbloccare la situazione riguardante la riapertura della Ss 640 Dir raccordo per  Pietraperzia dopo che il viadotto Villano ha avuto un cedimento nel novembre 2018, quindi un anno e otto mesi fa. I tecnici Anas materialmente ci hanno esposto il progetto della riapertura del viadotto. Un progetto – continua il sindaco Antonio Bevilacqua – definito coraggioso perché interviene, dopo che, per ben due volte, il viadotto ha subito dei cedimenti in diversi periodi di tempo e quindi è stato elaborato con la consapevolezza che quello che è accaduto è un movimento continuo del versante  e quindi un progetto coraggioso. Soprattutto è stato esposto, in maniera alquanto completa per quanto in videoconferenza questo sia possibile, e debbo dire che interviene dopo per mesi si è lavorato sotto traccia perché durante la chiusura si è registrato sostanzialmente un fermo di tutto, dei lavori, della progettazione, degli interventi che hanno portato a questo progetto”. “Per portare a questo progetto – continua il sindaco Antonio Bevilacqua – Anas ha impiegato sì un bel po’ di tempo ma materialmente perché hanno dovuto ispezionare uno per uno tutte le fondazioni dei piloni che sono state interessate dalla frana. Fondazioni dei piloni che sarebbero dovuti essere tutti facilmente ispezionabili ma, in realtà, non erano così facilmente ispezionabili perché erano pieni di fango, di detriti e quindi hanno dovuto svuotare materialmente a mano perché erano pieni di fango, detriti e non c’era uno strumento che permettesse di svuotarli velocemente. Li hanno svuotati a mano, una per una. E svuotare quindici – venti  metri di fondazioni non è stata un’operazione particolarmente semplice che ha impiegato tempo. A ciò si aggiunga che durante il periodo della chiusura del lockdown tutto questo si è fermato. Hanno dovuto calare, all’’interno di queste fondazioni, degli strumenti particolarmente pesanti per cui hanno dovuto ripristinare una sorta di impalcatura che permettesse di scendere questi strumenti e quindi, sotto questo aspetto, hanno fatto un gran lavoro che adesso si è concretizzato nella elaborazione, anche da parte dei progettisti che hanno elaborato tutti questi dati che sono via via arrivati, in questo progetto che riguarda, appunto, il ripristino dell’attuale viadotto”. Il sindaco Antonio Bevilacqua aggiunge: “Siamo molto soddisfatti per quello che è stato il lavoro di questi mesi, un lungo lavoro. Se non si conoscono i dettagli di quello che è stato fatto sembra che si sia perso tempo perché potrebbe sembrare banale ma ‘che  ci vuole per rimettere in sesto una strada con gli strumenti che oggi mette a disposizione la tecnica e l’ingegneria?’. Materialmente abbiamo visto che il progetto dei lavori che andranno a realizzare nel viadotto è un progetto che prevede poco tempo; si parla di sei mesi per riaprire la strada al traffico da quando inizieranno i lavori, probabilmente anche qualcosina meno se tutto andrà come deve andare”. “I lavori in sé – aggiunge il sindaco Antonio Bevilacqua – non sono particolarmente gravosi ed onerosi. Il problema è stato andare a capire se questo progetto era fattibile o meno perché in primo piano e in primo luogo va sempre messa la sicurezza di chi percorre queste strade. Dopo che si sono verificati due cedimenti, riuscire ad elaborare un progetto del genere non è stato semplice perché hanno dovuto esaminare tutte le dinamiche che erano in corso; soprattutto analisi che hanno riguardato aspetti del viadotto che non sono visibili ma che sono sottoterra. Per andarli ad ispezionare necessitano di strumenti particolari ed hanno speso centinaia di migliaia di euro solo per realizzare queste indagini, allora si capisce un po’ meglio che in questi mesi, tranne nei mesi di chiusura quando non si è fatto nulla perché non si poteva fare nulla. Tranne questi mesi, nessun periodo, in questo anno e sette mesi,  è andato perduto. All’inizio le cose non erano indirizzate al meglio, anche perché, in qualche modo, c’era la tendenza ‘a mettere in secondo piano’ questo intervento perché si mostrava come un intervento particolarmente gravoso ed oneroso sotto l’aspetto economico ma anche sotto l’aspetto delle responsabilità a cui si andava incontro” “Per fortuna – dice ancora il sindaco Antonio Bevilacqua – tutta la comunità e gli esponenti di questa comunità siamo riusciti a fare capire l’importanza  di questo intervento per la nostra comunità, e quindi Anas si è fatta carico delle proprie responsabilità portando i progettisti ad elaborare questo intervento che, per questa comunità pietrina ci dà un po’ di tranquillità”. “Ora – conclude il sindaco di Pietraperzia Antonio Bevilacqua – bisognerà fare in modo che tutti i pareri delle competenti autorità, compreso quello del Genio Civile, vengano acquisiti e che si possa procedere al meglio. GAETANO MILINO            

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