PIETRAPERZIA. Su una sedia a rotelle per la sclerosi multipla, da tre mesi non può fare esercizi di riabilitazione.

PIETRAPERZIA. Su una sedia a rotelle per la sclerosi multipla, da tre mesi non può fare esercizi di riabilitazione.

PIETRAPERZIA. Il motivo di tale impossibilità è da ricercare nel fatto che a Pietraperzia non esiste un centro dove potere fare la riabilitazione per gli esterni. Lo sfortunato è Giuseppe Biondo, di 52 anni. Lui è stato colpito, 26 anni fa, dalla sclerosi multipla che, da allora, non lo ha più abbandonato. Fino allo scorso 3 marzo Giuseppe andava, per tali esercizi, alla Rsa Residenza Sanitaria Assistenziale di via San’Orsola, direttore il dottore Luigi Simonte. Dall’inizio di marzo non è più possibile perché alla Rsa vengono ammessi, per gli esercizi di riabilitazione, solo i pazienti ricoverati nella struttura. Gli esterni debbono andare altrove. La madre di Giuseppe Biondo, Rosaria Vinci, lancia un accorato appello alle istituzioni perché prendano a cuore tale situazione che riguarda anche altre persone di Pietraperzia e si arrivi ad una soluzione positiva del problema. Il centro più vicino per tali esercizi è il Csr – Centro Siciliano di Riabilitazione – di Barrafranca. Rosaria Vinci non ha la forza di affrontare tale viaggio e non sa a quale santo votarsi. “È da 26 anni che si combatte contro questa brutta bestia”, afferma Rosaria Vinci. E continua: “Finora abbiamo fatto la terapia in paese. Ogni tre mesi andiamo a Barrafranca e il dottore rinnova la terapia. In questi tre mesi di lockdown siamo stati chiusi in casa io e mio figlio. Il campanello di casa mia non è mai squillato e nemmeno il telefono”. “Ora – continua Rosaria Vinci – ho aspettato questo benedetto 3 giugno quando si sono riaperte ‘le porte’ e stamattina mi sono data da fare. Mio figlio non riesce assolutamente a muoversi. Con la terapia si ha un piccolo sollievo. Senza terapie mio figlio è letteralmente crollato. Io – aggiunge Rosaria Vinci – sono esaurita, stanca e distrutta nel vedere un figlio così”. Stamattina la signora Rosaria Vinci è andata alla Rsa e il direttore sanitario della struttura – il dottore Luigi Simonte – le ha risposto che, per quelli esterni, era stata tolta la convenzione con la Rsa. “A me sono cascate le braccia, come faccio con mio figlio?”, si chiede sconsolata la signora Vinci, vedova di Angelo Biondo. “Con mio figlio – aggiunge la signora Rosaria Vinci – siamo andati al Comune per andare a parlare con il sindaco Antonio Bevilacqua ma non lo abbiamo trovato. Siamo scesi alla delegazione comunale Madunnuzza per andare a parlare con l’impiegata Damiana Di Gregorio. Io sono disposta ad incatenarmi”. “La terapia per mio figlio – conclude Rosaria Vinci con il cuore in mano – la devono fare qui a Pietraperzia dove esiste una bella struttura. Perché gli hanno voltato le spalle, perché hanno precluso tale possibilità?”. La signora Rosaria Vinci ha incontrato successivamente, negli uffici del Comune,  il sindaco Antonio Bevilacqua. Il primo cittadino le ha comunicato che il prossimo dieci giugno si apriranno le buste dei concorrenti per fare queste terapie. Tra il 12 e il 13 giugno gli interessati ricominceranno a fare le terapie necessarie.  Molto contenti e soddisfatti Rosaria Vinci e Giuseppe Biondo dopo l’incontro con il primo cittadino di Pietraperzia che ha dato loro la bella notizia del riavvio delle terapie anche in paese. GAETANO MILINO

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