“IL SACERDOTE CHE CHIESE LA MANO A TRE PAPI” un libro per “comunicare la bellezza della Chiesa attraverso i modelli, i linguaggi, i codici, di un pastore mariano: don Carmelo Bilardo (1943 – 2017)”

“IL SACERDOTE CHE CHIESE LA MANO A TRE PAPI” un libro per “comunicare la bellezza della Chiesa attraverso i modelli, i linguaggi, i codici, di un pastore mariano: don Carmelo Bilardo (1943 – 2017)”

Presentato, nel mese di gennaio, a Mazzarino (Caltanissetta), e a febbraio a Cinisello Balsamo (Milano), il libro della giornalista Concetta Santagati, sta riscuotendo numerosi consensi tra i lettori.

Esiste un solo posto al mondo che custodisce le impronte delle mani dei Papi Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. E’ Mazzarino (Caltanissetta), da secoli città mariana. Le porte bronzee della sua basilica “Madonna del Mazzaro” sono il frontespizio di un libro sacro reso bello e prezioso dai tre calchi.

Don Carmelo Bilardo ha incontrato gli ultimi 3 Papi della Chiesa di Roma e ha chiesto loro la mano, ne ha fatto il calco e lo ha impresso come sigillo nei tre portali di bronzo della basilica.

E’ questo l’episodio nodale, il cuore del libro biografico “Il Sacerdote che chiese la mano a tre Papi”, scritto dalla giornalista mazzarinese Concetta Santagati e ispirato alla vita di don Carmelo Bilardo (1943 – 2017, cappellano d’onore della basilica Madonna di Lourdes, vicario foraneo di Mazzarino e parroco della basilica Madonna del Mazzaro).

I significati nella sequenza dei segni “mano – impronta – porta”, il costume di un popolo legato alla “sua” Madonna, l’amore di un sacerdote per la sua Chiesa, il valore delle relazioni, tanto altro è racchiuso nelle pagine del libro.

Don Carmelo in quasi 50 anni di sacerdozio ha personalizzato la sua idea di “fare chiesa”, rompendo schemi, facendo propri solo i linguaggi della Chiesa e adottandone di nuovi. Quali? L’autrice partendo dalla relazione comunicativa e religiosa del significato di “chiedere una mano”, trascina il lettore in un flusso di emozioni spiegati con la semplicità dell’arte della comunicazione.

Il libro sta riscuotendo tanto interesse tra i mazzarinesi e non solo perché accende i riflettori su una comunità del XXI secolo che abbandona i ritmi del modernismo e per farlo si “infila” dentro la potenza dei riti popolari della tradizione religiosa, capaci di invertire la dimensione dello spazio e del tempo.

“E’ un libro – dichiara l’autrice la giornalista Concetta Santagati – che commuove e diverte. E soprattutto fa riflettere sull’amore di un sacerdote, don Carmelo, che con fede ed energia, con il ricorso a linguaggi editi e formule inedite sa guidare i suoi figli e le sue figlie.

Il libro è una raccolta di storie di vita, storie di sentimenti, di valori come il dono della felicità e il senso di una malattia. Chiunque può rivedersi in quelle pagine perché vissute o perché vivibili per effetto del processo di immedesimazione.

Ogni lettore potrà condividere la piacevole sorpresa di accorciare distanze e di vedere il tempo allungarsi davanti ai propri occhi, contro la tendenza di oggi di allontanarsi dal proprio centro e di inseguire il tempo”.

Il libro è stato auto prodotto grazie alla partecipazione di amici di don Carmelo tra cui: il noto imprenditore delle mandorle Salvatore Bongiovanni, l’imprenditore “mazzarinese nel mondo” Nunzio Chiolo, Emanuele Russo e la sua famiglia, Giuseppe D’Amplo della Pirotecnica di Mineo e ancora  il dott. Vincenzo De Maria e al direttore Lino Siciliano della Bcc dei Castelli e degli Iblei.

Don Carmelo nasce il primo dicembre 1943, il 29 giugno 1968 a 23 anni riceve l’ordinazione sacerdotale a Piazza Armerina.

Dal 1968 al 1975 è vice parroco alla Madrice Maria Santissima della Neve con il parroco don Vincenzo Alessi Batù.

Nel 1973 ottiene la Licenza in Teologia Pastorale alla Pontificia Università Lateranense. Il 1° ottobre 1975 mons. Sebastiano Rosso gli affida la parrocchia Madonna del Mazzaro.

Subito trapela il suo agire intraprendente ed innovatore.

Dal 1975 al 2005 è direttore dell’Ufficio Turistico per i Pellegrinaggi Diocesani.

Dal 1987 fino alla morte, per ininterrotti 30 anni, è vicario foraneo della città.

Il 20 marzo 2006 è nominato Cappellano d’onore della Basilica Santuario Madonna di Lourdes (Francia). Muore il 13 luglio 2017.

 Per info contattare l’autrice su santagati.c@alice.it

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