Svoltosi con successo l’evento “Le meraviglie e i tesori d’arte della Chiesa Madre di Barrafranca”

Svoltosi con successo l’evento “Le meraviglie e i tesori d’arte della Chiesa Madre di Barrafranca”

Gaetano Vicari presenta la storia della Chiesa Madre

Giovedì 30 gennaio 2020 alle ore 17,30 presso la Chiesa Maria SS della Purificazione, Chiesa Madre di Barrafranca (EN), Gaetano Vicari e il Salotto artistico-letterario “Civico 49” di Barrafranca hanno presentato “Le meraviglie e i tesori d’arte della Chiesa Madre di Barrafranca”.

L’evento è stato organizzato con la collaborazione dell’UCIIM- sez. di Barrafranca e dei Gruppi Ecclesiali della Chiesa Madre.  Lo scopo dell’incontro è stato quello di far conoscere ai barresi le bellezze architettoniche del paese, nel particolare le opere e i tesori d’arte della Chiesa Madre. Dopo i saluti di don Giacomo Zangara, parroco della Chiesa Madre e rappresentante dei Gruppi Ecclesiastici, Gaetano Vicari ha tracciato una breve storia dell’origine e successivo sviluppo della chiesa. Filippo Salvaggio ha spiegato l’ingresso, la navata di destra e il transetto destro e Iolanda D’Alessandro il presbiterio, l’abside e la navata centrale. Il transetto di sinistra è stato spiegato da Giuseppe Bevilacqua, la navata di sinistra e la cappella battesimale da Marianna Salvaggio. Al termine Gina Patti ha portato i saluti dell’UCIIM e ha ringraziato il Salotto artistico-letterario “Civico 49” per la lodevole iniziativa.

Gaetano Vicari presenta la storia della Chiesa Madre

A proposito della Chiesa Madre, Vicari scrive: «Siamo intorno al 1720, durante gli anni della vita di Nicolò Placido II Branciforti… la popolazione del marchesato di Barrafranca si è accresciuta molto e l’antica chiesa Madre di Piazza Fratelli Messina è quasi diroccata. Serve assolutamente una nuova chiesa Madre e, giustamente alcuni pensano di costruirla sulle muraglie di quella preesistente. Altri, invece, hanno l’idea di costruirne una nuova, secondo quando riporta il parroco Giunta, “nell’area della preesistente chiesa di San Sebastiano che in quell’occasione venne demolita”. Sicuramente si parla qui della chiesa di San Sebastiano il Nuovo, già esistente prima del 1622. La chiesa fu iniziata nel 1728 ad opera degli intagliatori Ignazio Vanelli, Ignazio Mazio, Antonio La Rosa e Antonio Arena, tutti di Piazza Armerina. Noi però crediamo che la vecchia chiesa di San Sebastiano il Nuovo non sia stata del tutto demolita, ma che sia stata incorporata nella nuova costruzione più vasta. Fino a poco tempo fa, infatti, nel lato ricolto a sud dell’attuale chiesa Madre, si potevano notare le vecchie mura della chiesa di San Sebastiano…». Questo e tanto altro lo trovate nella “Giuda alle principali chiese di Barrafranca e ai loro tesori nascosti, con aggiornamenti fino ai nostri giorni” di Gaetano Vicari, disponibile nelle librerie barresi e presso lo stesso autore.

Rita Bevilacqua

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