Ottava del SS. Crocifisso: u TRUNU di CARUSI

Ottava del SS. Crocifisso: u TRUNU di CARUSI

- in Barrafranca, Tradizione

Anche quest’anno a Barrafranca (EN) nel giorno dell’Ottava del SS Crocifisso (otto giorni dopo il Venerdì Santo) si ripete un rituale che ha il sapore di antico, di trasmissione delle proprie origini: i ragazzi, anche i più piccoli, hanno manifestato la loro devozione al SS Crocifisso costruendo e portando in giro per le strade della tradizionale “via dei Santi” il loro TRUNU. Come nel giorno del Venerdì Santo sono i loro padri a rendere omaggio al SS Crocifisso, portandolo in processione, cosi il Venerdì d’OTTAVA sono i ragazzi i protagonisti. Aiutati dai loro genitori, i ragazzi hanno realizzato, con materiali di riciclo, quel simbolo di devozione popolare, quella macchina processionale che permette al Cristo Crocifisso, simbolo di dolore e di redenzione, di stare tra la gente.

Quest’anno sono state ben sei piccole rappresentazioni artistiche du TRUNU a girare per le strade del paese: u TRUNU dei ragazzini della scuola elementare “Gino Novelli”; u TRUNU degli alunni della 3B della scuola elementare “Europa”; u TRUNU dei ragazzi delle quinte classi della scuola elementare “Europa”; u TRUNU dei ragazzi del quartiere “Madonna”; U TRUNU dei ragazzi e loro amici della 2B della scuola MEDIA “Don Milani”; u TRUNU del baby sindaco Simone Bonelli e amici. Novità di quest’anno la presenza di una piccola portantina con una rappresentazione artistica dell’Addolorata, simile a quella che esce la mattina del Venerdì Santo, accompagnata da una rappresentazione dell’apostolo San Giovanni, realizzato dai ragazzi della 2B della “Don Milani”.

Realizzati con materiali di riciclo come legno, scocche già benedette durante la festa del Venerdì Santo, immagini SS Crocifisso stampate su carta, lembi di tessuto, fiori, piccole lanterne di legno o plastica, il tutto è stato messo insieme per dar forma e consistenza a quella macchina processionale chiamata TRUNU, che permette al Cristo Crocifisso, simbolo di dolore e di redenzione, di stare tra la gente. Il giorno dell’ottava è il giorno dei ragazzi, della loro devozione. Grandi e piccoli, maschietti e femminucce, padri e madri, si sono tutti ritrovati uniti in quella devozione che da secoli accomuna la comunità barrese: il sentimento di devozione verso quel Crocifisso inchiodato sulla Croce che rappresenta l’icona della fede barrese. Sono momenti di aggregazione sociale sia quando giorni prima i ragazzi si riuniscono per realizzare u Trunu, sia quando, il pomeriggio dell’Ottava, tutti s’incontrano e sostano in Piazza Regina Margherita, a commentare o cantare, tutti assieme, i canti o i lamenti che scandiscono la Settimana Santa.

Poi sono andati davanti al Sagrato della Chiesa Madre ad attendere la benedizione del parroco don Giacomo Zangara che, ben volentieri, è uscito a benedire tutti i presenti. Al termine don Giacomo ha invitato i ragazzi a entrare in chiesa e “baciare” il SS. Crocifisso che si trovava esposto nell’altare maggiore. Al termine, al grido di “iammisilicordia”, sono tornati nelle loro case, contenti e soddisfatti.

Chiudiamo quest’articolo con un pensiero del prof. Diego Aleo che esprime, in maniera eccellente, il concetto di trasmissione, alle nuove generazioni, delle tradizioni dei propri padri: “Conservare le tradizioni è anche il modo di onorare anche il nostro passato e di trasmetterlo alle nuove generazioni, perché non perdano il sapore delle loro radici.” (Diego Aleo)

Rita Bevilacqua

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