Formazione Professionale. Il sindacato Snals Confsal ed i lavoratori dell’Anfe regionale chiedono l’intervento dell’assessore Marziano

Formazione Professionale. Il sindacato Snals Confsal ed i lavoratori dell’Anfe regionale chiedono l’intervento dell’assessore Marziano

Il Coordinatore regionale settore formazione Professionale Giuseppe Milazzo ha scritto un documento per descrivere la difficile situazione dei lavoratori dell’Anfe. Di seguito trovate il documento integrale.

Mentre la Regione va in fiamme con il Governatore Crocetta raggiunto da un avviso di garanzia per l’affaire Morace, va in scena l’ennesima pantomima sulla Formazione Professionale. Protagonista, questa volta i poveri dipendenti dell’Anfe Regionale, il cui presidente Paolo Genco, indagato lo scorso gennaio con l’accusa di avere sottratto alle casse dell’Ente che ha gestito per oltre un trentennio oltre 53 miliardi, vengono scaricati senza alcun ammortizzatore sociale. Nell’indifferenza della politica i lavoratori, cui era stato annunciato il licenziamento collettivo la scorsa settimana, attendono ora che si consumi l’ultima farsa. Nel corso della riunione di giovedì scorso infatti, il sindacato Snals Confsal, ha chiesto la revoca della procedura di licenziamento e l’applicazione dell’allegato n. 12 del CCNL vigente in cui sono riportate le “modalità per la salvaguardia occupazionale”. Nessuna risposta, è mai giunta alla domanda, reiterata dall’assessore alla Formazione Bruno Marziano e ribadita giovedì scorso dal Dirigente Generale dell’Assessorato regionale alla Formazione Professionale Dott. Silvia, circa il perché, nonostante la chiara richiesta di cambiare la governance dell’ente, di spostare le persone che erano state vicine, troppo vicine al presidente indagato, il commissario nominato (da chi?) Costantino Garraffa non ha provveduto ad alcun cambiamento. E ancora perché Garraffa non ha mai presentato il piano industriale richiesto. Tutti punti che hanno portato alla perdita dell’accreditamento per l’ente e alla frenesia di chiudere e licenziare il personale. Con l’asso nella manica della possibilità di passare una parte del personale che era in forze ai corsi OIF, poco pochissimo rispetto agli oltre 500 dipendenti, all’Anfe provinciale di Messina. Nessuno dice e, così facendo, è quasi certo che i lavoratori, impiegati negli Oif perderanno anche questi stipendi con i finanziamenti che sarebbero stati dell’Anfe regionale spostati a quelle provinciali. A parte il fatto che vorremmo ricordare come venivano fatti gli incarichi all’Anfe, con direttori o meglio direttrici, vicini, anche questi troppo vicini, a Genco nominati da un giorno all’altro e docenti plurilaureati che in due anni non hanno avuto 1 ora di insegnamento. Dunque questo criterio di spostare sic et simpliciter il personale impegnato appare fallace. Così come si fa sempre più probabile che, sempre gli stessi lavoratori, perderanno anche gli oltre 22 mesilità di stipendi pregressi che avanzano nonostante i decreti ingiuntivi. L’Anfe, infatti, ha un debito milionario e non si riuscirà a fare fronte a tutti i creditori. Per questo chiediamo all’assessore Marziano e a tutte le forze politiche di dimostrare loro una discontinuità con un certo modo di fare politica e di governare. Chiediamo di pensare a tutti i lavoratori ultracinquantenni, alcuni dei quali lavorano da oltre un trentennio nella formazione, che usciti dall’alveo del mondo del lavoro non riusciranno certamente a rientrare. Alle loro famiglie, fiaccate da anni di disagi economici. Ai figli, il cui futuro appare ipotecato. Chiediamo con forza che i lavoratori vengano posti in mobilità secondo quanto previsto dal CCNL e che vengano applicati le legge regionali e la 24/76 con la continuità lavorativa prevista anche dalla circolare 10/94 mai abrogata dalla Regione Sicilia.

 

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