Emergenza acqua nell’invaso Olivo, l’amministrazione Accardi chiede intervento alle istituzioni competenti

Emergenza acqua nell’invaso Olivo, l’amministrazione Accardi chiede intervento alle istituzioni competenti

- in Barrafranca

La carenza di acqua nell’invaso Olivo associata ad una gestione poco efficiente del consorzio di Bonifica aumenta i problemi per la stagione irrigua. Un anno sicuramente in negativo per il settore agricolo nel territorio di Barrafranca, Piazza Armerina e Mazzarino per il fatto che l’invaso, data la carenza di precipitazione nei mesi precedenti e la precaria struttura della condotta, registra un livello di guardia con tutte le attività collaterali sono definitivamente compromesse. Nell’invaso attualmente si conta soltanto 1 milione di metri cubi di acqua ma da considerare che con la presenza sul fondo della fango, secondo una stima, si va dai 700 agli 800 mila di metri cubi di acqua. L’amministrazione Accardi, tramite l’assessore all’agricoltura, Luana Bevilacqua, ha già provveduto ad inviare alla prefettura di Enna, all’assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità e al consorzio di bonifica di attivarsi affinché si possa procedere all’erogazione dell’acqua dall’invaso della diga Olivo. “ Ad oggi la stagione irrigua – afferma Bevilacqua – è già in stato avanzato e considerato che l’agricoltura nel nostro territorio rappresenta la principale fonte di lavoro per i giovani barresi con la mancata erogazione dell’acqua, molti dei nostri agricoltori hanno effettuato ingenti investimenti rischiano di perdere sia la prospettiva di un buon raccolto e quindi il sostentamento delle proprie famiglie ma anche gli investimenti effettuati. Chiediamo agli enti preposti di intervenire in modo celere”. In diversi anni la situazione di emergenza idrica si è ripetuta nel tempo ed ha anche generato sia una drastica riduzione degli agricoltori e, inoltre il perdurare di un fenomeno, può intensificare il forte flusso migratorio associato ad un notevole disagio sociale. Più volte negli anni passati è stata occupata la sala consiliare ma anche i mezzi agricoli hanno sostato in piazza per protesta. In precedenza lo scorso marzo i rappresentanti del consorzio di Bonifica hanno incontrato gli agricoltori del comprensorio i quali sono stati invitati a fare dei pre-contratti con il Consorzio per l’erogazione dell’acqua. A questo incontro ne è seguito un altro ad aprile secondo sulla base delle richieste prodotte dagli agricoltori (si chiedeva l’immediata erogazione dell’acqua) poteva essere erogata acqua per la metà della superficie di ettari delle colture (110 ettari) perché proporzionata alla disponibilità dell’invaso. “ C’è una mala gestione del consorzio – afferma in rappresentanza degli agricoltori, Salvatore Calcerano – e se il territorio non produce è perché non viene distribuita l’acqua. Di chi è la colpa se molti stanno scappando dall’agricoltura ed hanno perso somme ingenti per la mancata erogazione dell’acqua che doveva partire almeno un mese fa?”. Le operazioni, di pulitura della conduttura dal fango sono stati ultimati dal Consorzio e l’acqua, viene consegnata agli agricoltori seppur a singhiozzo. Ma in generale i problemi dell’invaso permangono da diversi decenni per un’opera mai portata a termine come la galleria Juculia ( di cui manca soltanto un tratto e che è stata oggetto, in negativo, di molte campagne elettorali con promesse di finanziamento poi non mantenute) e che due anni fa con un progetto si stava cercando di mettere mano.

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