Pietraperzia – Mafia, in quattordici alla sbarra

Pietraperzia – Mafia, in quattordici alla sbarra

Tutti sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, droga e armi

PIETRAPERZIA. Processo con 14 imputati per l’operazione “Primavera” coordinata dalla Dda nissena. Per 12 a luglio al tribunale di Enna si andrà a giudizio ordinario, e per 2 con rito abbreviato. L’operazione Primavera lo scorso giugno portò all’esecuzione di 10 ordinanze di custodia cautelare per presunti esponenti di Cosa nostra a Pietraperzia. L’operazione dei carabinieri avrebbe stroncato un tentativo di riassetto dei vertici del presunto clan locale. I 10 arrestati e per cui adesso inizierà il processo sono Claudio Di Blasi, difeso dall’avvocato Paolo Giuseppe Piazza, Salvatore Bonfirraro, rappresentato dall’avvocato Michele Caruso; Giuseppe Marotta e Calogero Siciliano, Giuseppe Piccicuto e Vincenzo Capizzi difesi dall’avvocato Gaetano Giunta; Filippo Viola, Liborio Bonfirraro, difesi dall’avvocato Franco Nicoletti; Salvatore Calvino assistito dall’avvocato Flavio Sinatra (abbreviato) e Vincenzo Monachino dall’avvocato Giovanni Palermo. Ad inizio anno la prima sezione penale della corte di cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dai difensori di 9 degli arrestati. Nella fase di esame al tribunale delle Libertà, era stata disposta, per Vincenzo Monachino, la scarcerazione. Le accuse nei suoi confronti riguardano un’estorsione del 2005, ai danni di un’impresa impegnata in un cantiere di manutenzione sull’ autostrada AI9 Palermo-Catania, nel territorio di Resuttano. Al Riesame, erano state confermate nel complesso le ordinanze emesse, salvo alcuni parziali annullamenti per alcune ipotesi di reato contestate. Nell’avviso di chiusura delle indagini sono, invece, riportate tutte le accuse. Tra queste quelle per Marotta, Capizzi e Piccicuto che avrebbero riattivato le attività del dan mentre i Monachino erano in carcere. Le accuse, ipotizzate a vario titolo, vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione, al traffico di stupefacenti e alla detenzione illegale di armi e munizioni. L’ipotesi di tentata estensione al cali center a Pietraperzia viene contestata a Claudio Di Blasi arrestato lo scorso giugno. Per lui, difeso dall’avvocato Paolo Giuseppe Piazza il riesame nisseno ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare per carenza dei gravi indizi di colpevolezza. Stessa ipotesi viene contestata ad Ornella Di Biasi difesa dall’avvocato Franco Puzzo e Giuseppe Crisafi difeso dall’avvocato Fabio Aleo (mai arrestati ma soltanto indagati). Rito abbreviato è stato chiesto ed ottenuto per Giuseppe Viola, difeso dall’avvocato Paolo Piazza, e Salvatore Calvino, difeso dall’avvocato Flavio Sinatra.


I dieci arrestati e per cui adesso inizierà il processo sono Claudio Di Blasi (difeso dall’awocato Paolo Giuseppe Piazza), Salvatore Bonfirraro (rappresentato dall’avvocato Michele Caruso); Giuseppe Marotta e Calogero Siciliano, Giuseppe Piccicuto e Vincenzo Capizzi (difesi dall’avvocato Gaetano Giunta); Filippo Viola, Liborio Bonfirraro (difesi dall’avvocato Franco Nicoletti); Salvatore Calvino (assistito nell’abbreviato dall’avvocato Flavio Sinatra) e Vincenzo Monachino (assistito nell’abbreviato dall’avvocato

TIZIANA TAVELLA (Fonte La Sicilia)

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