Il rettore del seminario don Luca Crapanzano al convegno nazionale per la pastorale vocazionale

Con il rettore oltre ad una delegazione della diocesi anche il prete lituano don Ramunas Norkus il quale ha ricevuto la cittadinanza onoraria del comune di Barrafranca

Ultimo giorno sul Convegno Nazionale per la pastorale Vocazionale (Roma,Domus Pacis 2-5 gennaio 2017) dove ad essere presente è il rettore del seminario, don Luca Crapanzano. Al convegno un ospite d’eccezione il quale ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal comune di Barrafranca, don Ramunas Norkus. La delegazione della diocesi di Piazza Armerina è rappresentata da due seminaristi Enrico Lentini e Francesco Spinello e da due membri dell’equipe dell’ufficio Diocesano Vocazioni, Alfredo Calcagno Junior e Alfredo Calcagno Senior. Don Norkus è arrivato a Roma per l’occasione dalla Lituania. Don Luca Crapanzano e don Ramunas Norkus, legati da una profonda amicizia, sono stati i promotori di una bellissima iniziativa che ha avuto rilevanza non solo nazionale ma internazionale: nel 2010, dopo varie iniziative, riuscirono a portare sulla Collina delle Croci (nella diocesi di Siauliai in Lituania dove anche Giovanni Paolo II fece un viaggio) una croce in legno a nome della comunità barrese. Il Convegno nazionale vocazionale “Alzati, e va’ e non temere”si propone di elaborare e approfondire la tematica dell’anno appena iniziato su “Vocazioni e Santità: io sono una missione”. Le relazioni che, in parte si sono svolti dato che l’inizio del convegno è stato il 3 gennaio, scandiscono i singoli giorni sono: “La Parola, le parole e il cuore dei Testimoni di Dio”; Chiesa e vocazioni: il tempo della profezia, della missione e della speranza”; tavola rotonda: testimoni di una Chiesa marcata a fuoco dalla sua Missione”. Segue la veglia di preghiera: dal pozzo ai sandali e il concerto : ” La vita live” del Gen Verde.

Riportiamo in parte il MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 54ª GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

Cari fratelli e sorelle,
negli anni scorsi, abbiamo avuto modo di riflettere su due aspetti che riguardano la vocazione
cristiana: l’invito a “uscire da sé stessi” per mettersi in ascolto della voce del Signore e l’importanza della comunità ecclesiale come luogo privilegiato in cui la chiamata di Dio nasce, si alimenta e si esprime. Ora, in occasione della 54a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, vorrei soffermarmi sulla dimensione missionaria della chiamata cristiana. Chi si è lasciato attrarre dalla voce di Dio e si è messo alla sequela di Gesù scopre ben presto, dentro di sé, l’insopprimibile desiderio di portare la Buona Notizia ai fratelli, attraverso l’evangelizzazione e il servizio nella carità. Tutti i cristiani sono costituiti missionari del Vangelo! Il discepolo, infatti, non riceve il dono dell’amore di Dio per una consolazione privata; non è chiamato a portare sé stesso né a curare gli interessi di un’azienda; egli è semplicemente toccato e trasformato dalla gioia di sentirsi amato da Dio e non può trattenere questa esperienza solo per sé: «La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 21). L’impegno missionario, perciò, non è qualcosa che si va ad aggiungere alla vita cristiana, come fosse un ornamento, ma, al contrario, è situato nel cuore della fede stessa: la relazione con il Signore implica l’essere mandati nel mondo come profeti della sua parola e testimoni del suo amore….

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