Forestale reinserito negli elenchi degli operai forestali. Il legale Aiello: ” Un provvedimento giusto che restituisce dignità ad un operaio precario”

Forestale reinserito negli elenchi degli operai forestali. Il legale Aiello: ” Un provvedimento giusto che restituisce dignità ad un operaio precario”

 

Forestale pietrino reintegrato al lavoro dopo che la Regione Siciliana lo aveva cancellato dagli elenchi dei lavoratori e per questo ora l’assessorato regionale alla Famiglia e del Lavoro e la Regione Siciliana dovranno pagare le spese legali del contenzioso. Festività natalizie con una buona notizia a favore di  l’operaio forestale Antonino Anzallo, difeso dall’avvocato Giuseppe Aiello (nella foto a corredo dell’articolo) del foro di Enna .

All’inizio degli anni Novanta, Anzallo è stato coinvolto in una inchiesta antimafia che lo portarono in carcere e per cui, con sentenza passata in giudicato nel 2001, venne condannato a due anni di reclusione per associazione mafiosa. Per quella vecchia sentenza, lo scorso marzo 2016, un operaio stagionale della Forestale, un settantotista, è stato cancellato in modo automatico dagli elenchi dei lavoratori, su decisione della Regione.

Lo scorso settembre 2016, l’operaio forestale Antonino Anzallo, difeso dall’avv. Giuseppe Aiello del foro di Enna, adiva il Tribunale di Enna, in funzione di giudice del lavoro, che, in via cautelare e d’urgenza, prima ancora della discussione del ricorso fissata per il 14 dicembre 2016, sospendeva gli effetti del provvedimento di cancellazione e disponeva la reintegra immediata al lavoro. Nonostante le difese delle Amministrazioni convenute in giudizio, pochi giorni fa, il giudice del lavoro del Tribunale di Enna ha confermato il provvedimento cautelare emesso in via anticipata lo scorso settembre ed ha così disposto il reinserimento del lavoratore negli elenchi degli operai forestali, condannando l’Assessorato regionale famiglia e del lavoro e la Regione Siciliana a pagare in solido tra loro le spese legali del contenzioso.

L’operaio forestale Antonino Anzallo, di origini pietrine, è difeso dall’avvocato Giuseppe Aiello, che definisce l’ordinanza del Tribunale di Enna un provvedimento giusto, che restituisce dignità ad un “operaio precario” senza garanzia occupazionale, che lavora soltanto per 78 giornate all’anno. La cancellazione dagli elenchi dei lavoratori forestali era stata disposta a marzo dal Centro per l’Impiego di Enna, a seguito di due direttive emanate dal presidente della Regione Rosario Crocetta. Non ha tardato il giudice del lavoro di Enna a dichiarare quel provvedimento illegittimo, riparando all’errore dell’Amministrazione sin prima della discussione del ricorso, avviando il lavoratore Antonino Anzallo immediatamente al lavoro, così da garantirgli il raggiungimento dei requisiti minimi per presentare domanda di disoccupazione agricola.

Le censure del difensore dell’operaio forestale involgevano, da un lato, il fatto che l’azione dell’amministrazione era tardiva, avendo la medesima avuto notizia del trascorso giudiziario dell’operaio già nell’anno 2003, dall’altro lato, che tale cancellazione era inconciliabile rispetto al fatto che il lavoratore A.A. era stato ammesso a godere dei diritti politici.

E ora il Giudice ha accolto pienamente le ragioni del ricorso, evidenziando l’illegittimità della cancellazione sia perché «non era stata comminata l’interdizione né perpetua, né temporanea», sia perchè nell’ordinamento giuridico italiano “non esiste una norma che preveda, quale causa ostativa alla costituzione di un rapporto di lavoro, la condanna penale definitiva non accompagnata dall’interdizione dai pubblici uffici”.

L’avvocato Giuseppe Aiello rilevava, infatti, che, in assenza di specifiche disposizioni di legge, era ingiusto far gravare sul lavoratore le conseguenze delle proprie azioni passate a distanza di oltre 15 anni, sovvertendosi così il finalismo rieducativo della pena, che è quello di consentire la risocializzazione del reo.

E così il Tribunale ha dichiarato illegittima l’esclusione del ricorrente dagli elenchi forestali avviabili al lavoro perchè “avvenuta senza che sia stata adottata e soprattutto comunicata una valutazione sui requisiti morale ed attitudinali ad espletare l’attività cui il ricorrente sarebbe chiamato, incompatibili con la costituzione del rapporto di pubblico impiego”.

“L’ordinanza del giudice – conclude l’avvocato Giuseppe Aiello – rende piena giustizia al mio assistito e servirà certamente a rendere più felici e piene di gioia le festività natalizie”.

 

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