Il Salotto artistico-letterario “Civico 49” ospita il musicista Giuseppe Paternò

Il Salotto artistico-letterario “Civico 49” ospita il musicista Giuseppe Paternò

Salotto artistico letterario ospita Giuseppe PaternòNella riunione di giovedì 21 luglio 2016, il Salotto artistico-letterario “Civico 49” di Barrafranca (EN) ha avuto l’onore di ospitare il musicista e artista barrese Giuseppe Paternò, molto conosciuto tra gli ambienti musicali locali. A presentarlo ai membri e simpatizzanti del Salotto il carissimo prof. Carmelo Orofino, amico ormai da anni di “Pinuzzu”, che ne ha tracciato una breve biografia. Giuseppe, anzi Pinuzzu, Paternò, con un diploma in tasca e molta passione per la musica, nel 1985 si trasferisce a Torino per andare a lavorare in banca. A Torino s’inscrive alla Scuola Civica Musicale e segue il corso di chitarra classica. Non pago, segue i corsi privati d’importanti maestri dello strumento e in particolare quello di perfezionamento di Alirio Diaz. Intanto ha già cominciato a suonare nei pub e nei locali della città con diverse formazioni, acquisendo sul campo, da autodidatta, i trucchi e le finezze del suonare in pubblico. È notato dal direttore di una rinomata orchestra, specializzata in world music, che lo vuole come prima chitarra. Ha così la possibilità di partecipare, con un ensemble di quindici elementi, a diverse tournée e incidere dischi. Per motivi di famiglia, dopo dieci anni, si licenzia dalla banca e ritorna in Sicilia, al suo paese natale. Rinuncia a suonare professionalmente e si occupa d’altro: la campagna e la scultura su legno e su pietra. Apprezzato da tutti i musicisti del paese, ha suonato con molti di essi, mai soltanto per diletto. Giuseppe è un chitarrista classico. Salotto artistico letterario ospita Giuseppe PaternòIl suo incontro col mandolino è casuale, un giorno nella tipografia di Ruggeri, noto covo di musicanti, non riesce ad arpeggiare con la destra, così impugna un mandolino e comincia, a orecchio, a cercare di farlo suonare. Da allora non ha più smesso. Il suo repertorio spazia dal folk, agli standard delle grandi orchestre fino alla musica latinoamericana. Il mandolino che suona è più vicino a una mandola, perché ha il fondo piatto, elettrificata.

Grande artista-artigiano (come lui ama definirsi) Giuseppe, accompagnato da Pasqualino Paternò (ebanista, pianista, sassofonista e compositore), ha allietato i membri del Salotto suonando con il suo mandolino brani tratti dal repertorio latino-americano, come Insensatez, Black Orfeus, Tristeza, Besame mucho e altri. Avendo suonato con i più conosciuti musicisti barresi, ha eseguito brani sia del barrese Alfonso Nicolosi,  sia del barrese Angelo La Loggia . Uomo dalle mille sfaccettature, Giuseppe ha presentato delle sue creazioni, alcune opere realizzate in pietra di Palazzolo e altre realizzate con la tecnica dell’origami, assemblando pezzi di giornali e riviste. Questa forma d’arte nasce dalla sua voglia di sperimentare, di dare senso al quotidiano. Anche per questo Giuseppe si diletta a scrivere. Ha letto ai presenti alcuni suoi componimenti: il primo, in dialetto barrese, è un’autobiografia, il secondo, sempre in dialetto, parla delle processioni che caratterizzano le feste dei paesi e infine una prosa dal intitolato “il destino”, incentrata su un dialogo tra il IMG_4964raffreddore, il mal di testa, il destino e il diavolo. Come ricordo della serata, il padrone di casa Gaetano Vicari ha donato agli ospiti una copia del suo libro, scritto con Diego Aleo, “Uno squarcio di paese fra passato e presente. Il quartiere grazia di Barrafranca”, autografata da tutti i presenti. I membri del Salotto artistico-letterario “Civico 49” si sentono in dovere di ringraziare Giuseppe Paternò e Pasqualino Paternò per la bella serata, che gli ha permesso di ascoltare buona musica e di riscoprire anche brani della musica barrese.

Il Salotto artistico-culturale “Civico 49” continua a svolgere la sua proficua attività, non solo come condivisione e produzione di cultura, ma anche come valorizzazione e promozione dei personaggi barresi e non, che si distinguono in ogni campo culturale, e che altrimenti resterebbero poco conosciuti e apprezzati.

Rita Bevilacqua

 

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