L’apostolo San Matteo vestito da una famiglia diversa da quella del proprietario

Una storia che fa capire come i "Santoni", se gestito da privati "appartiene" per storia e tradizione a tutta la comunità barrese

L’apostolo Matteo contribuisce a rendere più popolare la festa avvicinandosi ad una comunità tale da renderla partecipe e protagonista. Questo è stato possibile grazie al fatto che l’Apostolo Matteo si è fatto “vestire” non dal solito proprietario ma da una famiglia che ha voluto fare un’esperienza diversa dal solito. Il santone alto 3 metri dal luogo usuale (proprietario è Giacomo Bonaffini) è stato trasferito in via San Giuseppe dalla famiglia Nicoletti per cui nei giorni precedenti alla festa sono state adottate tutte le procedure per rendere (bello) il Santone: è stata stirata la veste, il merletto, la fascia ed adornato con le scocche. ” E’ stata un’esperienza bellissima – afferma Filippo Nicoletti con la moglie – e questo grazie al proprietario che ci ha concesso l’onore di vestirlo”. La presenza del Santone in casa Nicoletti  ha richiamato tutto il quartiere tanto che via San Giuseppe per pochi giorni è stato un via vai di persone per ammirararlo. Il santone è uno dei dodici apostoli (non tutti sono di proprietà privata ad esempio due sono stati donati alla chiesa di San Francesco) che partecipa durante la manifestazione de “A Giunta”. Gli apostoli sono dodici  con la presenza di San Paolo, in quanto apostolo delle genti e apprezzato dall’ordine francescano. Negli ultimi anni San Matteo, oltre al proprietario, non aveva altri portatori (portare la struttura del Santone per tutto il percorso è stancante per questo si alternano alcune persone che si mettono all’interno de “a siggitedda”) ma sia rappresentanti di associazioni e volontari hanno aderito all’iniziativa di quest’anno dal nome “Salvare la Pasqua”. Così come per San Matteo anche per altri Santoni succede la stessa cosa ma è giusto che per “mettersi sotto l’apostolo” oltre ad un minimo di conoscenza per mantenere l’ equilibrio si deve avere un’accurata esperienza. E’ molto probabile che venga ufficializzata una commissione della domenica di Pasqua per mettere in sinergia tutte le forze sociali che vi partecipano al fine di svolgere una manifestazione degna di nota. Le problematiche da risolvere tra tutte è l’annosa vicenda tra privati (proprietari dei santoni) che a volte decidono di non uscirli e che privano di non svolgere all’unisono una festa che è una delle più importanti dell’isola dato che “A Giunta”. Da ricordare che la Settimana Santa a Barrafranca si è guadagnato il marchio di “Meraviglia Italiana” e alcune sue feste come quella del venerdì santo con “U Trunu” e anche quella della domenica di Pasqua “A Giunta” sono state iscritte da diversi anni al Rei (Registro delle Eredità Immateriali) della Regione Siciliana.

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