Un venerdì santo vissuto con devozione. Don Zangara: ” Le nostre preghiere anche per chi è stato colpito nella strage di Bruxelles, per le famiglie bisognose e per chi è senza lavoro”

Un Venerdì Santo vissuto con devozione da parte di molti fedeli barresi che ha raggiunto l’apice con la processione serale del crocifisso (U Trunu), l’Addolorata con San Giovanni e l’Urna del Cristo morto. Di mattina dalla chiesa Grazia del parroco don Salvatore Nicolosi è partito il simulacro dell’ Addolorata portata a spalle lungo il percorso dopo che è arrivata la confraternita del Santissimo Crocifisso accompagnata dal parroco Giacomo Zangara. Suggestivo l’incontro dell’Addolorata in chiesa Madre (dopo aver percorso la via dei Santi). In mezzo ad una folla di fedeli è stato intonato un brano in cui ha partecipato l’autore (il maestro della banda, Città di Barrafranca, Rizzo) ed intonata dall’altra banda musicale “Bellini” del maestro Crapanzano: tutto ciò dettato da un segno di unità e fraternità cristiana a cui è seguito anche un abbraccio tra i due maestri. In serata prima della processione de U “Trunu” la tradizione esibizione della banda musicale nello spiazzo di fronte il portone centrale della chiesa Madre. I portatori dopo un momento di preghiera assieme con don Giacomo Zangara ( da parroco è stato il primo anno) hanno portato il Crocifisso coperto d’oro in maniera impeccabile (ci hanno detto molti) per la Via dei Santi e meritato gli applausi dalla folla. Presenti oltre alle forze dell’ordine, il comandante dei carabinieri, Pasquale Scordella, anche il comandante della polizia municipale, Maria Costa e il commissario straordinario del comune Antonino Parrinello, il quale durante la benedizione di don Zangara era presente provando stupore per una tradizione religiosa e popolare degna di essere iscritta al REI (registro eredita immateriali) della Regione Siciliana. Presente durante tutta la processione anche don Salvatore Cumia e poi don Giacinto Magro, parroco della Santa Famiglia di Nazareth. Dopo la processione don Giacomo Zangara, davanti ad una folla di fedeli ha rimarcato come la Croce è amore, un sentimento che deve unire i fratelli in Cristo. Il pensiero è andato anche alla strage di Bruxelles ma anche alle persone bisognose e a chi non ha un lavoro. Proprio il parroco della chiesa Madre, don Giacomo Zangara ha voluto manifestare un attaccamento alle tradizioni barresi mettendosi sotto “a baiarda” (serve a sorreggere la struttura di “U Trunu”) durante la via dei Santi proprio nel corso Garibaldi (si ringrazia il barrese Salvatore Bonincontro per aver concesso la foto di don Zangara). Proprio il destino ha voluto che nello stesso punto, lo scorso anno anche il vescovo della diocesi, mons. Rosario Gisana, provò lo stesso gesto nel giorno del venerdì santo durante la processione. La processione serale era guidata dall’Addolorata con il santone “San Giovanni”, il parroco della chiesa Grazia, don Salvatore Nicolosi, e dal simulacro del “Cristo Morto” con il parroco della chiesa Maria Santissima della Stella, don Lino Giuliana.  Intanto pomeriggio, pioggia permettendo e dopo il rinvio di mercoledì scorso, con inizio alle 17,30 la rappresentazione itinerante “ A Vasacra” per le vie e le piazze più antiche e suggestive della cittadina. Intanto tra poche ore dovrebbe iniziare “A Vasacra” . Ecco il programma : la scena dell’Ultima Cena e il Getsemani (via Nazario Sauro, dietro la chiesa Maria Santissima della Stella); il sinedrio di Caifa (piazza Lituania); il pretorio con Pilato (piazza Regina Margherita) e, infine, la crocifissione (via Carcerati presso il Largo Canale).

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