Nuovi esami sui reperti di Francesco Ferreri

Nuovi esami sui reperti di Francesco Ferreri

I CARABINIERI DEL RIS DI MESSINA STANNO PER DEPOSITARE LA PERIZIA

9261829_francesco-ferreriBARRAFRANCA, Si saprà oggi se sui reperti del delitto di Francesco Ferreri sono state trovate tracce di Dna che possono condurre all’assassino del tredicenne. Oggi i carabinieri del Ris di Messina dovrebbero, infatti, depositare la perizia sugli accerta- menti effettuati la scorsa estate su una serie di reperti che erano già stati esaminati 10 anni fa ma che, alla luce delle nuove tecnologie impiegate negli esami scientifici, sono stati sottoposti a nuovi controlli. Le nuove tecniche permettono di individuare anche micro particelle organiche che possono contenere Dna e se questo viene individuato parte poi la comparazione con il Dna di eventuali sospettati. Dopo le assoluzioni definitive di 4 persone accusate del delitto, il procuratore Calogero Ferrotti ha riaperto le indagini sul brutale omicidio di Francesco. Lo scorso anno nel registro degli indagati la Procura per i minori di Caltanissetta ha iscritto un giovane che all’ epoca dei fatti era minore e, nei mesi scorsi, la stessa procura minorile ha disposto l’accertamento irripetibile, al quale ha preso parte il difensore del giovane, avvocato Gaetano Giunta. I reperti sono stati sottoposti ad un procedimento di estrazione che è irripetibile perché può essere effettuato una sola volta, Quindi le tracce sono state sottoposte agli esami e con il deposito delle conclusioni si saprà se è stato possibile isolare Dna. Un procedimento al quale sono stati sottoposti gli indumenti che Francesco Ferreri indossava quando venne colpito ripetutamente con una chiave inglese e poi gettato in un canale, come anche i campioni prelevati sulla scena del crimine, la stradina in contrada Bessìma, dove Francesco colpito una prima volta, ha tentato inutilmente di fuggire. Il ragazzo indagato non era stato coinvolto nelle indagini che nel giugno del 2006, a 6 mesi di distanza dal ritrovamento del corpo di Francesco, portarono a 5 ordinanze di custodia cautelare. Le persone all’ epoca accusate del delitto, con l’ipotesi che il movente fosse scaturito dalla reazione ad una tentata violenza sessuale di gruppo, sono state tutte assolte e per 4 di loro il processo in Cassazione si è concluso nel 2012.
GIULIA MARTORANA (La Sicilia)

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