Salotto artistico-letterario “Civico 49”- Così si chiamerà il Salotto organizzato da Gaetano Vicari

Barrafranca (EN). Il nuovo Salotto artistico-letterario, nato dall’iniziativa del pittore barrese Gaetano Vicari, ha un nome: si chiamerà “Civico 49”, con riferimento al vecchio numero civico della casa dove avvengono gli incontri tutti i giovedì alle ore 18.00. Dopo tante e svariate proposte, i partecipanti prof. Diego Aleo, prof. Bobò Centonze, prof.essa Maria Costa, dott.ssa Rosetta Faraci, prof. Pino Giunta, prof. Carmelo Orofino, dott. Francesco Paternò, prof. Filippo Salvaggio, ins. Gino Strazzanti, ins. Iole Virone hanno votato per la denominazione suggerita dal Vicari, che ricorda un luogo molto caro al padrone di casa…

94bd2a44-86ab-40c9-a611-0f92c837210f “Perché Civico 49?”- scrive Gaetano Vicari in un commento sul social network Facebook- “Perché il numero civico 49 è il numero della mia infanzia, il numero dei miei giochi spensierati, il numero delle mie prime esperienze artistiche, il numero delle ore trascorse insieme durante le afose serate estive seduti fuori nel cortile, che ha ispirato una delle mie prime opere (scelta dal gruppo come logo). Il “mio” cortile è uno dei tanti della Via Paternò Rossi, che si può definire “La via dei cortili” (ne vanta più di otto). Proprio in questo “mio” cortile e nella casa dove sono nato, ho voluto il Salotto artistico-letterario “Civico 49”.Ora il numero civico è cambiato in 57, perché altre porte sono state aperte o chiuse, perché anche le cose, come noi, mutano con il trascorrere del tempo, ma io ho voluto proporre come nome del Salotto artistico -letterario il mio vecchio, caro e rimpianto numero 49. Ringrazio i componenti del Salotto artistico-letterario per aver scelto questo nome e il mio dipinto, e per avermi fatto inconsapevolmente felice.”

 E’ stata questa la spiegazione che Gaetano Vicari ha diramato su Facebook al gruppo del  Salotto artistico-letterario a votazione avvenuta, per non influenzare in alcun modo i votanti. Una maniera semplice e discreta di  ringraziare gli amici per aver scelto la denominazione da lui proposta e di conseguenza, come logo, il suo dipinto del 1960 (olio su compensato cm.110×80), che ritrae proprio il “suo”cortile.

Tanto ancora da fare, tante idee e progetti da realizzare, ma la volontà di far rivivere la cultura barrese non manca.

Rita Bevilacqua

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