Udienza in cassazione per il delitto Saitta: si decide per il presunto sicario

Udienza in cassazione per il delitto Saitta: si decide per il presunto sicario

E’ il giorno del giudizio, in Cassazione, per Pietro Pernagallo, catanese di Grammichele, condannato all’ergastolo per il delitto di Totò Saitta, presunto boss di Barrafranca ucciso in un agguato il 25 giugno del 1992 a colpi di pistola. Pernagallo è imputato a piede libero. e’ ritenuto il sicario reclutato per compiere l’assassinio. Secondo alcuni pentiti il delitto gli sarebbe stato commissionato dagli amici di Borino Miccihcè, allora capomafia di Pietraperzia, che era stato ucciso pochi giorni prima. In Cassazione, la difesa torna a chiedere l’annullamento della condanna, come era stato fatto già una prima volta a gennaio 2014. Poi la corte d’appello, in un giudizio bis, ha confermato l’ergastolo. L’annullamento riguardava le dichiarazioni dei pentiti, ritenute dai supremi giudici  non sufficienti. Per questo in appello è stato reinterrogato il pentito Ciro Vara, che ha sostenuto di aver appreso che l’assassino fosse Pernagallo dal boss nisseno Angelo Palermo, il quale glielo avrebbe detto in carcere, mentre erano detenuti assieme, tutti e tre, indicandolo durante l’ora d’aria. In aula ha deposto anche Palermo che ha seccamente negato tutto ma lui è un boss in carcere ed evidentemente non è stato ritenuto credibile. All’esito del processo di appello bis, in pratica per la difesa, per cui quell’incontro in carcere non ci poteva essere mai stato perchè nel 1997 Pernagallo non era detenuto. adesso c’è dunque il ricorso. La difesa, al termine del secondo giudizio, ha sostenuto che quel verdetto avesse “indebolito l’accusa”. Oggi nuova Cassazione.




Josè Trovato

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