L’illustre nostro concittadino (L.D.) ci scrive un’altra volta in merito al dissesto del Comune

L’illustre nostro concittadino (L.D.) ci scrive un’altra volta in merito al dissesto del Comune

REQUIEM SINE CULPA !!!

Giace, esanime il corpo del grave malato tanto criticato

nessuno ha somministrato, nessuno ha curato, nessuno ha coccolato.

Nemmeno una foglia di umido basilico è stata avvicinata alle labbra del malcapitato.

Tutto gli è stato negato facendo finta di aver curato chi a morte in segreto era condannato.

Il rigor mortis gela l’aria, gli astanti si guardano attoniti la partita è persa

l’ultimo respiro è già stato esalato.

Il rimorso li assalirà quando tutti dovranno pagare

ma come ciechi continueranno a litigare agitando in aria bastoni

che la stessa fendono per volerla inutilmente tagliare.

Solo aria fritta hanno generato e su ogni pelo da determinare hanno questionato.

La grave inedia e l’immobile agire di 20 dottori tronfi del loro inesistente operato al grave malato nulla e niente hanno praticato.

Le aliquote al massimo le coscienze al minimo.

Il puzzo sale svuota le tasche e riempie le nari.

Le tasse danzano per la felice conquista.

Brucia in gola come arsura la tragica figura.

Il popolo trema per il salasso e per l incuria.

Sine pietà la pietra il sepolcro coprirà, la gelida salma per sempre giacerà.

La storia insegna, mai tanta vergogna aveva regnato sulla ridente e giuliva collina che sosteneva la barrese cittadina.

Il sussidio scolastico non esiste più, l’aiuto ai pendolari è ben sepolto

lo stipendio dei dipendenti è già morto.

Chi di articolata legge (articolista o contrattista) da lustri ha vissuto, adesso,

come contrappasso, di legge perisce; nessuna pietà potrà più lesinare il sole sul precario si accinge a tramontare.

La massaia vuol protestare ma bruciato è ormai l’arrosto niente torna a posto.

Il precario tende a manifestare, ma nulla ormai può sollevare, il bianco e pesante sudario dal cadavere comunale.

Asciuga l’ultima lacrima il primo cittadino ma l’agognato miracolo non verrà realizzato.

Il prezzo maggiore il creditore dovrà pagare, poichè con un pugno di mosche verrà liquidato.

Stessa fine al fornitore è elargita con un benservito gli si annuncia la dipartita.

Tutti hanno perso, nessun vincitore, l’agonia è finita, l’orgoglio cittadino suona l’ultima fanfara alla bara.

Qualcuno che i fianchi ha rimpinzato presto verrà ripagato del troppo fiato che ha utilizzato per denigrare

il pubblico operato e nel frattempo nessun aiuto ha prestato.

Dunque e finita il grave malato è spirato, ma il suo fantasma aleggerà, sotto forma di massima aliquota, per anni, vendetta chiederà.

L.D.

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