L’associazione ennese “Fuori dal Coro”: ” C’è bisogno che Floristella risorga mentre le amministrazioni comunali rimangono silenti”.

L’associazione ennese “Fuori dal Coro”: ” C’è bisogno che Floristella risorga mentre le amministrazioni comunali rimangono silenti”.

Proprio un anno fa esprimevamo le nostre preoccupazioni sul rischio che Floristella, storica miniera di zolfo tra Enna e Valguarnera, a seguito delle dimissioni dell’ing. Giuseppe Lupo dalla carica di Presidente dell’Ente Parco Minerario, tornasse a essere ciò che per tanto tempo era stata, una ‘res nullius’, una non entità destinata a una extra territorialità di fatto, un buco nero che fagocitava la storia e la memoria sociale-economica- culturale del territorio e dei suoi abitanti e che di quel ‘Risorgimento’ che l’energica e appassionata opera di Lupo aveva avviato si smarrisse persino la memoria. Purtroppo avevamo visto bene e ce ne dispiace. Fanno parte dell’associazione “Fuori dal Coro”, i quali svolgono diverse attività il presidente Sandro Immordino e Renzo Pintus. Pochi giorni fa si denunciava, meritoriamente, una condizione di degrado e di trascuratezza del sito e il declino di ogni progettualità di valorizzazione, promozione  e fruizione del Parco che nel recente passato, aveva richiamato la presenza massiccia e costante di scolaresche, boy scout, naturalisti, sportivi, e delle Istituzioni  che, tutti assieme, aggiungiamo noi, avevano riportato alla società civile e allo Stato un patrimonio che finalmente tornava ad appartenerci. Non condividiamo però, sempre da un recente articolo, l’attribuzione delle dimissioni di Lupo alla mancanza di risorse economiche che avrebbe impedito la corresponsione del salario ai dipendenti. Questa purtroppo è la solfa che è  ci è stata ammannita , ma che non corrisponde affatto a verità. Le dimissioni di Lupo non dipendono dal vile denaro, sono invece dimissioni politiche, come ben le definisce Giuseppe Amato di Lega Ambiente, e le risposte non possono che essere politiche. Quelle dimissioni erano sopratutto una denuncia sul cui significato molti continuano a non interrogarsi. Capirne le vere ragioni è oggi una premessa indispensabile per ripartire. Per questo motivo il Cda di turno non potrà produrre effetti. Noi ravvisammo allora  in quel gesto coraggioso l’annuncio del ritorno di una informale signoria di fatto sul ‘feudo’ di Floristella consolidatasi nel tempo grazie anche alla inerzia dei poteri pubblici di vigilanza e controllo.Auspichiamo quindi che la Regione Siciliana che, per precisione, non ha ancora accettato le dimissioni di Lupo, riapra il discorso sul destino e sugli organi di gestione dell’Ente. Che su quella vicenda, che a un anno di distanza appare quasi remota, si riaccenda l’attenzione e con essa l’impegno a proseguire in quella necessaria azione di bonifica volta alla estirpazione di frequentazioni ambigue e utilizzazioni improprie dei suoli e delle risorse del sito; la determinazione a non lasciare solo chi di questo primario impegno si fa carico; un ruolo più incisivo e convinto delle amministrazioni e dei Consigli dei quattro Comuni, inspiegabilmente silenti sull’intera vicenda; concorrere attivamente alla definizione di una progettualità che più che di risorse finanziarie ha bisogno di risorse morali e culturali, della partecipazione dei cittadini e delle associazioni. Infatti  la valorizzazione di Floristella non solo rappresenta  il recupero di una lunga e sofferta pagina di storia delle nostre popolazioni, ma deve rappresentare un’occasione di riscatto e di crescita per un futuro nel segno della legalità.

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