Il senso della festa in onore della MADONNA DELLE GRAZIE

Il senso della festa in onore della MADONNA DELLE GRAZIE

Con una data non fissa, a Barrafranca (EN) la Madonna “delle Grazie” o “della Divina Grazia” si festeggia l’ultima domenica di agosto, mentre nella liturgia la ricorrenza è fissata il 31 maggio, dove è commemorata come “Visitazione di Maria a Elisabetta”. Per il paese questa festa apre il ciclo estivo delle feste dedicate a Maria, seguita l’8 settembre da quella dedicata a “Maria SS. della Stella” e conclusa l’ultima domenica di settembre con quella dedicata alla “Nostra Signora del Sacro Cuore”.

Il concetto di “GRAZIA” riferito a Maria ha un duplice senso: Maria è Colei che porta la Grazia per eccellenza ossia il suo FIGLIO, inteso come GRAZIA donata al mondo, da qui il termine “Divina Grazia”. Inoltre Maria è la Regina di tutte le Grazie, ciò è Colei che, intercedendo per noi presso Dio (“Avvocata nostra”), fa sì che Egli ci conceda qualsiasi grazia: nella teologia cattolica si ritiene che nulla Dio neghi alla Santissima Vergine. Nella devozione popolare Maria appare come una madre amorosa che ottiene tutto ciò che gli uomini necessitano per l’eterna salvezza. Tale titolo nasce dall’episodio evangelico delle “nozze di Cana” in cui è Maria a spingere il Figlio a compiere il miracolo. E’ difficile risalire all’origine della festa, poiché non ci sono documenti scritti, molto probabilmente il culto della Madonna delle Grazie risale a prima del 1765 perché lo storico Giunta scrive che sia nella chiesa Madonna delle Grazie che nella chiesa di San Sebastiano il Nuovo (sulle cui rovine è sorta l’attuale chiesa Madre) era presente un quadro della Madonna delle Grazie. Inoltre la statua lignea che è portata in processione risale a fine 1800.

Due giorni prima dei festeggiamenti ufficiali, ossia il venerdì sera, nella chiesa Grazia, la statua della Madonna viene traslata dalla nicchia che la contiene tutto l’anno all’altare maggiore per essere venerata dai suoi devoti e trovarsi già pronta per la processione della domenica successiva. Fino all’anno scorso il sabato sera, dopo la messa vespertina che chiude la “novena” in onore della Madonna, nel sagrato della chiesa si svolge una sacra rappresentazione sulla vita della Madonna, intitolata “Maria di Nazareth”, organizzata dai giovani della parrocchia, coordinati da Salvatore Marchì. Si tratta di tradizioni nuove rispetto all’antica festa che prevedeva solo la processione della domenica, ma che negli anni stanno pretendo sempre più posto nel cuore dei barresi. La domenica si svolgono i festeggiamenti ufficiali, con le messe celebrate in chiesa e con la consueta processione serale che si snoda in un lungo percorso che copre sia la classica “via dei Santi”, sia strade adiacenti alla chiesa. Inoltre le case ubicate lungo il tragitto della processione sono addobbate con stendardi di mirabile fattura, realizzati da Salvatore Marchì.

Una curiosità: sino al 1939, in concomitanza con i festeggiamenti della Madonna delle Grazie, si volgeva un’altre festa “La Giuditta”, che prendeva spunto dalle vicende dell’ebrea Giuditta, narrate nel Vecchio Testamento, che per salvare il suo popolo dall’oppressione Assira, tagliò la testa al generale assiro Oloferne. La festa fu ideata da don Calogero Marotta (1865-1943), cappellano della chiesa Madonna della Divina Grazia. Nella rappresentazione due pupazzi giganti  rappresentavano Giuditta e il condottiero Assiro e dopo alcune movimenti simili a balli, un uomo decapitava la testa ad Oloferne.

In un prossimo articolo parleremo specificatamente della festa della “GIUDITTA” e della sua rivisitazione che sarà rappresentata giovedì 27 agosto ore 21.00 davanti al sagrato della chiesa di san Francesco, Piazza Regina Margherita.

Rita Bevilacqua

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