Cambio Toponomastica Corso Garibaldi/ Prof. Accardi: ” Non serve un gesto così eccessivo per fare memoria. L’amministrazione rifletta e metta in essere tutto quello che serve per la riapertura del caso per fare finalmente giustizia”.

Cambio Toponomastica Corso Garibaldi/ Prof. Accardi: ” Non serve un gesto così eccessivo per fare memoria. L’amministrazione rifletta e metta in essere tutto quello che serve per la riapertura del caso per fare finalmente giustizia”.

La vicenda sull’ intitolazione del Corso Garibaldi a Francesco Ferreri sta dividendo l’opinione pubblica. Per questo anche un comune cittadino che veste un ruolo importante nella scuola dedicando molto tempo all’attività formativa degli studenti, prof. Fabio Accardi ha inviato una lettera aperta alla redazione sulla vicenda dell’intitolazione del Corso Garibaldi a Francesco Ferreri, rivolta e indirizzata all’ amministrazione comunale di Barrafranca e alle forze politiche locali.

“Caro Sindaco, Cari Assessori e illustri forze politiche barresi, non serve ridisegnare il paese per scuotere la coscienza di chi la coscienza non c’è l’ha o meglio ha la coscienza del mostro. Chi violenta e uccide cosa pensate farà passando per corso Francesco Ferreri? Rimarrà indifferente o peggio. Non serve un gesto così eccessivo per fare memoria se memoria vuol dire un giorno con banda musicale, fascia tricolore, discorso di circostanza, foto, articolo sul giornale e …  dopo? Tutto tornerà come prima.                                 Non serve dividere la cittadinanza per ricordare alla famiglia la scomparsa tragica e violenta del proprio figlio. La Mamma e il Papà di Francesco, quelli si, non dimenticheranno mai e passando per corso Francesco Ferreri rinnoveranno il loro dolore per il delitto impunito del figlio che chiede ancora giustizia. Allora servono gesti semplici, commisurati e un pò di pudore per una vicenda così delicata. La precedente amministrazione, mi pare, aveva individuato, quale spazio da dedicare a Francesco, la villetta vicino casa sua, luogo dove fu visto per l’ultima volta  e dove fu anche piazzato un angelo di pietra in memoria, “l’Angelo senza volto”. La villetta non fu intitolata allora perché non erano trascorsi dieci anni dalla morte ma oggi, come prevede la norma, i tempi sono maturi. Quel luogo è Villetta Francesco Ferreri. La villetta dove ha trascorso giocando i suoi innumerevoli pomeriggi, dove guardando l’orizzonte avrà immaginato il suo futuro. Quello spazio a dieci passi da casa dove ha aspettato probabilmente il suo assassino! Per tutto ciò rinnovo alla giunta comunale l’appello a riflettere e ripensare sulla propria deliberazione, rivedere la propria decisione  e a mettere in essere tutto quello che è di propria competenza per chiedere la riapertura del caso per fare finalmente giustizia”.

prof. Fabio Accardi



 

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