Rapito in Libia il piazzese Filippo Calcagno

Piazza Armerina. La cittadina sta vivendo ore di angoscia per il rapimento avvenuto lunedì 20 luglio 2015 del loro cittadino Filippo Calcagno, di 65 anni, e per i suoi tre colleghi, tutti dipendenti dell’impresa Bonatti di Parma, da gruppi armati in Libia. Al momento del sequestro, Calcagno stava tornando al suo posto di lavoro di Mellitah, la stazione di pompaggio del metano che dai giacimenti libici è trasferito all’approdo siciliano di Gela, attraverso il gasdotto sottomarino Greenstream della lunghezza di 520 km. Il sindaco di Piazza Armerina, Filippo Miroddi, si è messo a completa disposizione della famiglia e degli organi inquirenti. Il sottosegretario con delega ai servizi Marco Minniti ha scartato l’ipotesi che i rapitori siano legati in qualche modo ai trafficanti arrestati nelle settimane scorse in Italia. Si privilegia l’ipotesi che il sequestro sia l’iniziativa di una banda di soggetti non legati al terrorismo e che probabilmente cercano di monetizzare questa azione. Comunque nessuna ipotesi è da scartare, anche perché, come afferma il ministro degli Affari esteri Gentiloni, è difficile dopo poche ore capire la natura e i responsabili di questa azione di forza. La Farnesina, dal canto suo, sta lavorando con la massima urgenza. I quattro rapiti sono: Gino Pollicardo, 55 anni, è di Monterosso al Mare, il borgo delle Cinque Terre in provincia di La Spezia; Filippo Calcagno, è di Piazza Armerina (Enna), ha 65 anni, ed ha girato il mondo come tecnico Eni prima di lavorare per la Bonatti; Salvatore Failla, 47 anni ,è originario di Carlentini, in provincia di Siracusa. L’operaio siciliano è saldatore specializzato per l’azienda di Parma da diversi anni; e Fausto Piano, meccanico di 60 anni, proveniente da Capoterra, cittadina alle porte di Cagliari.

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