Progetto Icaro: la Polizia stradale di Enna coinvolge alunni, che presto utilizzeranno biciclette o motorini, per il corretto utilizzo del codice della strada

Progetto Icaro: la Polizia stradale di Enna coinvolge alunni, che presto utilizzeranno biciclette o motorini, per il corretto utilizzo del codice della strada

Come ogni anno, da più di un decennio, è stato organizzata una nuova edizione del Progetto Icaro, con una campagna rivolta agli studenti e finalizzata alla promozione e sensibilizzazione della cultura della sicurezza stradale. La 15° edizione, ha visto il coinvolgimento, oltre che della Polizia Stradale, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Dipartimento di Psicologia, “Sapienza” Università di Roma, della fondazione Ania per la sicurezza stradale, del MO.I.GE. (Movimento Italiano Genitori), della Federazione Ciclistica Italiana, del gruppo ASTM-SIAS e con il contributo di Avio e Avio Aereo, oltre che di aziende del settore ciclistico.  In collaborazione con il locale Ufficio Scolastico Provinciale, sono state individuati alcuni istituti di istruzione, tra i quali l’istituto comprensivo “Francesco Paolo Neglia” di Enna Bassa, nella sua articolazione di scuola primaria. Proprio in quella sede, la scorsa settimana, il sovrintendente Maurizio Rizza e l’assistente Giovanni Mentastro in servizio presso la sezione polizia stradale di Enna, personale selezionato per la grande professionalità e per la pluriennale esperienza specifica, sotto la direzione del vice questore aggiunto, Dott. Felice Puzzo, hanno coinvolto i bambini di quattro classi nel programma di educazione focalizzato sugli utenti deboli della strada, pedoni e ciclisti.  Il programma ha previsto la compilazione di alcuni semplici esercizi pre e post intervento e la visione di video tutorial che illustrano comportamenti scorretti e corretti alla guida della bicicletta, anche con il contributo di alcuni personaggi famosi e significativi per il loro rapporto con questo mezzo di locomozione. La partecipazione agli incontri ha ottenuto il successo sperato anche nei confronti di questi piccoli utenti della strada, i quali, con l’entusiasmo tipico della loro giovane età, hanno mostrato vivo interesse e fervida partecipazione agli argomenti trattati. Oltre all’uso della bicicletta ed al necessario corredo di accessori (campanello, luci, catadiottri), sono stati illustrati anche il corretto utilizzo del caschetto da ciclista (spesso visto, anche dai genitori, come inutile orpello), l’importanza dell’osservanza delle regole, in ogni aspetto della vita sociale e, nello specifico, di quelle dettate dal codice della strada, sia come pedoni che come conducenti di veicoli. Agli alunni intervenuti, è stata infine consegnata una lettera diretta ai genitori nella quale sono state illustrare le tematiche trattate. L’occasione è stata utile per lanciare un messaggio che porti ad una riflessione sull’importanza delle figure fonte di imitazione e sul modello positivo che devono necessariamente costituire per il bene dei più giovani e della società della quale sono parte integrante. Particolare attenzione è stata rivolta alla necessità di vigilare attivamente sui propri figli. Troppo spesso, infatti, una quotidianità pregna di impegni, porta ad una scarsa attenzione o peggio ad un velato “disinteresse” verso le attività che nostri figli svolgono nel loro giornaliero. Dove vanno i nostri bambini e ragazzi, con quale mezzo si muovono. La bicicletta, e fra non molto il motorino, rappresentano o rappresenteranno  per i più grandi, i mezzi di locomozione, fonte di autonomia e piacere di muoversi, che i bambini ed i ragazzi utilizzeranno su strade non sempre sicure, magari accettando passaggi su veicoli condotti da altri.  Fare in modo che, in tali casi essi non si vergognino, ma anzi siano fieri e convinti sostenitori di un comportamento sicuro e corretto.

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