La tecnica del Re-design sui capi di abbigliamento: Deborah La Mattina durante la discussione della tesi di laurea fa sfilare i suoi abiti da giovani modelle locali

La tecnica del Re-design sui capi di abbigliamento: Deborah La Mattina durante la discussione della tesi di laurea fa sfilare i suoi abiti da giovani modelle locali

Ha riprogettato capi di abbigliamento esistenti riuscendo a promuovere la lavorazione manuale, l’artigianato e a dare un contributo per diminuire l’impatto ambientale attraverso una visione sostenibile della moda. Tutto questo c’è nel lavoro di studio compiuto dalla giovane Deborah La Mattina, che ha conseguito il diploma accademico di primo livello (110/110) in progettazione della moda all’Accademia delle Belle Arti di Palermo. Il buon lavoro della tesi su “Re-design The Fashion. Dalla filiera produttiva al processo creativo” ha dato la possibilità ( forse in controtendenza) di lavorare essendo stata contattata da un designer palermitano, Federico Price Bruno per la peculiarità di un lavoro certosino e che trova la base ad usare tessuti che da una parte contribuiscono a diminuire l’impatto con l’ambiente e dall’altra a favorire un modo di concepire capi vintage di qualità. Ma le novità sull’elaborazione della tesi non finiscono qui: oltre all’aspetto lavorativo c’è stata anche la soddisfazione da parte di Deborah La Mattina, che grazie al relatore, Sergio Pausig, docente di design dell’accessorio e del gioiello, ha presentato nell’aula dei cantieri Culturali della Zisa, i suoi tre modelli facenti parte di una collezione e indossati da tre giovani barresi: Vanessa Milazzo (cugina), Sabina Paternò (cognata) e Lucia Puzzo (amica). Nell’elaborato della tesi è raffigurata anche un’altra modella barrese, la quale ha indossato tutti i tre gli abiti come la giovane Ylenia Giunta. La peculiarità del lavoro di Deborah La Mattina sta nell’aver trovato tre soluzioni valide grazie a concetti attuali come l’eco- moda ( rispetto ambientale e sostenibilità) e con la moda dell’usato ( come scelta di sobrietà e antico consumismo e veicolo di sensibilizzazione degli sprechi). I tre capi di abbigliamento trasformati sono stati un abito da giorno, un “kimono dress” e un “cocktail dress”. “La moda è il settore che mi affascina e la passione più grande è quella per la sartoria e l’artigianato – afferma Deborah La Mattina – Durante le ricerche per la sua tesi mi è stato donato un kimono di seta poi trasformato secondo le caratteristiche del Re-Design, tanto che mi ha affascinato l’idea della creazione del marchio italiano improntato sulla sostenibilità e sul rispetto ambientale. Ho promosso anche il made in Barrafranca perché ho invitato tre modelle barresi ad indossare i miei tre abiti riprogettati da modelli esistenti”. Deborah La Mattina, 23 anni, è figlia di Salvatore e Annunziata Bonaffini ed ha un fratello Giuseppe. Nel 2011 consegue il diploma di tecnico dell’abbigliamento e della moda presso l’istituto “M. Quattrino” di Piazza Armerina. Deborah La Mattina subito dopo la laurea svolge tirocinio a Palermo presso l’Eco Fashion Group dove elemento primario è la visione e la volontà per creare qualcosa di utile per la comunità, e che trae origine dalle radici e dalla vecchia tradizione delle botteghe. Uno sguardo quindi, ad una nuova creatività italiana grazie al designer Federico Price Bruno, direttore creativo della Maison. La sostenibilità ambientale e l’amore per i capi vintage di qualità sono il punto forte di Price Eco Design. Infatti la filosofia della Maison coincide con l’affermazione di uno dei più importanti personaggi francesi della storia della scienza: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. (Antoine-Laurent de Lavoisier)

 

 

 

 

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