PIETRAPERZIA. Chiesa Madre stracolma per il 132° anniversario fondazione Confraternita “Figlie di Maria Santissima Addolorata”.

PIETRAPERZIA. Chiesa Madre stracolma per il 132° anniversario fondazione Confraternita “Figlie di Maria Santissima Addolorata”.

- in Pietraperzia

Le celebrazioni hanno avuto inizio con la Santa Messa celebrata dal parroco della Madrice don Osvaldo Brugnone. La serata organizzata dal parroco don Osvaldo Brugnone e dalla confraternita “Figlie di Maria Santissima Addolorata”, Governatrice Giusy Marotta. In chiesa numerose confraternite di vari paesi della diocesi di Piazza Armerina. L’anniversario rievocato, al termine della Messa, da Giusy Marotta, don Giuseppe Rabita – direttore CESI – Conferenza Episcopale Siciliana – e da Gaetano Di Venti, presidente del Coordinamento Diocesano per le Confraternite. Il primo intervento è stato quello di Giusy Marotta. Questo il suo messaggio: “Festeggiare questo giorno, dedicato alla nostra confraternita. è anche un modo per stare insieme. Le occasioni più importanti – ha detto ancora la Governatrice – si festeggiano con la famiglia. Abbiamo voluto onorare questo giorno di grazia con la presenza delle Confraternite Diocesane perché la Chiesa è Famiglia Allargata. Ringrazio di cuore per la loro presenza don Giuseppe Rabita, Gaetano Di Venti (Presidente del Coordinamento Diocesano per le Confraternite), e perché hanno incoraggiato questa iniziativa passo passo assieme al parroco don Osvaldo Brugnone per la realizzazione di tale evento”. Giusy Marotta ha detto ancora: “Oltre all’istituzione della nostra Confraternita, oggi ricorre anche l’anniversario di sacerdozio del nostro parroco don Osvaldo Brugnone; il Signore non fa le cose per caso”. “La Confraternita, caro don Osvaldo, prega per Lei affiché possa continuare a compiere il Suo ministero affiché lo Spirito Santo illumini il Suo cammino e, per intercessione di Maria, possa essere colmato di grazie”.Giusy Marotta ha concluso: “Auguri alla nostra confraternita affinché ripercorra ogni anno la sua storia continuando ad operare per il bene collettivo, motivo per il quale è nata. Essa ha affondato le sue radici grazie all’impegno del parroco don Salvatore Viola”.

Don Giuseppe Rabita: “La devozione all’Addolorata è molto sentita a Pietraperzia e coinvolge tutto il popolo, ma l’apartenzenza alla confraternita è stata, in passato, alla necessità della sepoltura nella tomba sociale che non per vero e proprio spirito confraternale. La parrocchia, infatti, è titolare della tomba denominata, appunto, dell’Adodlorata”. “Don Giuseppe Rabita ha detto ancora: “Sono arrivato a Pietraperzia nel novembre 1994 come vicario parrocchiale. Il parroco don Salvatore Viola aveva trovato la tomba sociale in stato di semi abbandono e degrado, ma aveva cercato di riprenderla pur essendo la parrocchia priva di possibilità economiche. la stessa festa del cosiddetto Venerdì dell’Addolorata, per diversi anni, era stata abbandonata e se ne era quasi perduta la memoria, ma, grazie alla volontà di Padre Viola e della Confraternita Maria Santissima del Soccorso fi ripristinata agli inizi degli anni ’80. Erano, infatti, gli stessi confrati che la organizzavano portando a spalla il fercolo, inserita nell’ambito delle manifestazioni delle feste pasquali. Nella processione del Venerdì Santo, invece, l’Addolorata era affidata a tutte le devote che avevano il desiderio di portarla a spalla. Unitamente alla festa – ha continuato don Giuseppe Rabita – don Salvatore iniziò il rilancio della Confraternita Femminile dell’Addolorata, anch’essa in fase di declino. Ma il suo parrocato è durato troppo poco (appena cinque anni) per potere completare l’opera. A fine ’95. Padre Viola, già cagionevole di salute, moriva prematuramente all’età di 58 anni”. Nel marzo 1996 – na detto ancora don Giuseppe Rabita – assumevo il Ministero di parroco di questa Chiesa Madre prefiggendomi di portare avanti, tra le altre cose, l’opera intrapresa dal mio predecessore. Mi dedicai quindi al rilancio della Confraternita. Fu approntato uno statuto e, in questo, preziosa fu la collaborazione del compianto Leopoldo Collotta il quale non solo elaborò la stesura del la stesura dello Statuto ma seguì con me anche la sua attuazione fino a che la Confraternita poté dotarsi degli organi direttivi: Lo statuto fu approvato dal Vescovo nel 1996. Di conseguenza si organizzò una programmazione relativa alla formazione delle consorelle, che, nel frattempo, crescevano di numero e di entusiasmo, con degli incontri mensili, e si mise mano al restauro della tomba sociale che fu completata nel 2003. Allo stesso tempo si cercò di migliorare la festa del Venerdì dell’Addolorata riportandola allo spirito devoto e di preghiera che aveva in origine e che è proseguito nel tempo incrementandosi di anno in anno”. Don Giuseppe Rabita ha continuato: “Fu approntato anche l’abito confraternale e istituita la cerimonia della Vestizione nel giorno della festa liturgica dell’Addolorata che cade il 15 settembre. Fu realizzata anche, a spese della confraternita, la nuova bara dotata di baldacchino per permettere una illuminazione della statua che ne rendesse più fruibile la bellezza. Col nuovo statuto cinque sono state le Governatrici che si sono alternate dalla sua approvazione: Michela Di Natale, Concetta Adamo, Ausilia Vitale, Rocchina Scalieri, Giuseppina Marotta che è l’attuale Governatrice. Tutto questo ha un solo scopo: esprimere l’amore alla Beata Vergine, ma anche crescere nello spirito di comunione all’interno della stessa confraternita e con le altre componenti della comunità ecclesiale sia in parrocchia che a livello cittadino”. Don Giuseppe Rabita ha concluso: “Questo deve essere lo spirito di ogni aggregazione ecclesiale: non la competizione, non il volere primeggiare o, peggio, competere in stupide rivalità. Questi atteggiamenti allontanano le persone dalla Chiesa. Occorre fraternità e amore per rispondere pienamente alla vocazione confraternale. Questo auguro a tutti e, in particolare, alle consorelle anche attraverso l’impegno di coloro che ne guidano il cammino”. Gaetano Di Venti ha esordito con il fare delle note storiche della chiesa Madre di Pietraperzia “scenario speciale di questo evento”. Ricordiamo cosi significa festeggiare il 132°anniversario di fondazione di una comunità cristiana” e ha posto l’attenzione sulla importanza “delle realtà associazionistiche religiose”. “Tutti abbiamo condiviso questi momenti di preparazione che sono propedeutici alla festività odierna dando così vita alla scrittura di una pagina indelebile nella vostra e nostra vita diocesana. Un gesto di particolare gratitudine e caloroso abbraccio va al nostro vescovo Rosario”. Gaetano Di Venti ha poi ricordato l’indizione dell’anno giubilare a Pietraperzia per gli ottocento anni dal ritrovamento della immagine della Madonna della Cava”. Gaetano Di Venti ha poi fatto la storia della nascita e del significato della confraternita Maria Santissima Addolorata. “Nel 1931 le consorelle erano 53”, ha detto ancora Gaetano Di Venti. “La confraternita ha avuto un notevole slancio quantitativo e qualitativo nella realizzazione dei fini istituzionali. Adesso le consorelle sono 130 quasi tutte professe. parechcie le attività conseguite con azioni di beneficenza costantemente in aumento”. Gaetano Di Venti ha detto ancora: “Vogliamo chiedere a Nostro Signore la Sua benedizione tramite l’intercessione della Beata Maria Santissima Addolorata. Confidiamo di crescere nelle nostre vite spirituali”. Ha poi citato le parole di Papa Francesco “Non lasciatevi rubare la speranza” che hanno colpito il cuore delle nostre comunità. È il messaggio nel quale si riconosce la nostra gente, è il senso e la direzione del percorso che intendiamo compiere insieme a Istituzioni, Chiesa ennese, pietrina, diocesana in un momento in cui i valori della solidarietà sono messi a dura prova da comportamenti egoistici. I giovani reclamano la speranza di un futuro dignitoso e con meno incertezze in un momento così difficile in cui chi ha meno chiede attenzione e ascolto e chi soffre si aspetta sostegno e comprensione e tutti noi abbiamo davanti un compito urgente e faticoso:far sì che nessuno rimanga indietro, nessuno rimanga solo. la presenza nostra e vostra darà a tutti più forza e più coraggio. La presenza degli assistenti ecclesiastici tra di voi conferma l’importanza, il ruolo e l’opera della Chiesa nelle nostre comunità. Accompagnerà, quindi, lo slancio di tutti coloro che oggigiorno hanno scelto di testimoniare la loro fede”. Gaetano Di Venti ha concluso: Questi giorno di festa è vissuto con l’impegno della Confraternita. Cominci nella vostra e nella nostra comunità una nuova storia. La vivremo con passione e con senso di dovere. Confratelli e consorelle confidiamo nella Sua presenza per questi stimoli per il cammino nella nostra fede a compiere le opere segni della nostra salvezza per amore del Cristo e della sua Chiesa”. GAETANO MILINO

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