BARRAFRANCA. SIAMO TUTTI CAPACI … alla Scuola Don Milani.

BARRAFRANCA. SIAMO TUTTI CAPACI … alla Scuola Don Milani.

- in Barrafranca, Scuola

BARRAFRANCA. Lunedì 23 maggio 2022, i ragazzi della Scuola secondaria di I grado “Don Milani” dell’Istituto Comprensivo “San Giovanni Bosco” hanno voluto celebrare i trent’anni dalla strage che ha cambiato per sempre la storia della Sicilia.In ogni classe è stato proiettato il video: “L’orrore e la memoria, 29 anni fa la strage di Capaci”Dopodiché i ragazzi sono scesi in cortile dove hanno trovato un’istallazione che ricrea uno scorcio della stanza di ogni Magistrato italiano: una scrivania, una toga sulla sedia, i codici sul tavolo, una macchina da scrivere e sullo sfondo la celebre fotografia che ritrae i due Magistrati, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, amici insieme fino alla morte, vittime dello stesso sistema di anti-stato.Come cornice di questa istallazione i lavori realizzati dai ragazzi : cartelloni e disegni.Un lenzuolo decorato in ricordo del Giudice Rosario Livatino e realizzato dalle alunne e dagli alunni della classe III sez. B per il Concorso “LE MEMORIE DI TUTTI”, oggi, con altri 1400 lenzuoli realizzati da altrettante scuole italiane, decora uno degli spazi del Foro Italico a Palermo.

La Dirigente Scolastica Nadia Rizzo ha accolto i ragazzi oltre che con la lettura di un brano sul coraggio e l’intelligenza dell’onestà, con una semplice riflessione: “Noi adulti c’eravamo, questa è la storia di cui abbiamo fatto parte e abbiamo il dovere di spiegarla e tramandarla”.I ragazzi sono stati condotti ad una riflessione collettiva e intima nello stesso momento, attraverso le parole lette da alcuni compagni, tratte dalla storia di Falcone, hanno vissuto gli attimi dell’agguato, le fasi della preparazione, il dolore di chi è sopravvissuto, l’orrore dei siciliani di fronte a tanto sangue innocente. Oltre che dal punto di vista emotivo, si è cercato di coinvolgere i ragazzi anche dal punto di vista educativo, sono state spiegate le origini di alcune parole del vocabolario mafioso, ad esempio la parola “cosca” che si rifà alle foglie del carciofo che, formando varie cerchie, nasconde le parti più interne (simbolo di segretezza per Cosa Nostra), “U virru” (il maiale) per indicare i capi mafia e “u Curtu” riferito a Totò Riina.Stralci di questo racconto, messi insieme, hanno ricomposto la storia, come in un puzzle, che quando è finito, mette la verità sotto gli occhi di tutti: la storia di Falcone è complessa, fatta di attimi che hanno segnato il suo destino e di quelli che, come lui, hanno creduto nella giustizia fino a morire per essa. Eroi? Forse sì, ma anche uomini come noi … è questo il messaggio che vorremmo passasse: ciascuno di noi può fare della sua vita un atto di eroismo.La manifestazione si è conclusa con la lettura di una poesia di Alda Merini, dedicata proprio a Falcone:

Per Giovanni Falcone

La mafia sbanda,
la mafia scolora
la mafia scommette,
la mafia giura
che l’esistenza non esiste,
che la cultura non c’è,
che l’uomo non è amico dell’uomo.


La mafia è il cavallo nero
dell’apocalisse che porta in sella
un relitto mortale,
la mafia accusa i suoi morti.


La mafia li commemora
con ciclopici funerali:
così è stato per te, Giovanni,
trasportato a braccia da quelli
che ti avevano ucciso.

Le classi hanno, infine, svolto il percorso all’interno de Il Giardino dei Giusti, spazio inaugurato nel Plesso Don Milani lo scorso 31 marzo, dove uno degli alberi, un carrubbo, è dedicato a Giovanni Falcone: “La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti ha un inizio e una fine.” GAETANO MILINO

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