PIETRAPERZIA. “Una stagione a Lourdes. Diario di una pellegrina operaia”.

PIETRAPERZIA. “Una stagione a Lourdes. Diario di una pellegrina operaia”.

Un diario di una donna, Maria Di Gregorio,  in cerca di riscatto, da sofferenze, “fallimenti”, vicissitudini di una vita carica di spunti da meritare un libro su di lei, e, però, anche una certa “pigrizia”, che non ha consentito a Maria di ultimare o quanto meno di sviluppare certi passaggi di questo spaccato di un mondo spirituale e anche sociale, che offre all’autrice lo spunto per accusare i “negrieri dei Pirenei”, che lucrano e sfruttano i pellegrini e i lavoratori e le commesse come lei, “pellegrina e operaia” per tre mesi a Lourdes, la città di Bernadette. “Io, che sono suo figlio,  – scrive lo scrittore poeta e cantautore pietrino Angelo Maddalena – le avevo dato un block notes prima che partisse per questo viaggio di lavoro e di preghiera, non credevo avesse scritto un pensiero per ogni giorno, o quasi, ed eccolo qui: l’unico documento letterario di una donna “scrittrice e poetessa dentro”, troppo indaffarata a vivere da cristiana sociale, per pensare ai suoi testi (da elaborare o pubblicare), o forse troppo indaffarata a fare i conti con sé stessa, con la propria famiglia…e che trova in Gesù Cristo e in sua Madre forza e rifugio, ispirazione e abbandono”. Il testo, 144 pagine, 20 euro comprese spese di spedizione, ha la prefazione di don Pino Rabita. Il volume della collana “Spirito Librante” creata e diretta da Angelo Maddalena. Nella quarta di copertina del libro si presentano il diario e la biografia di Maria di Gregorio. In copertina una immagine di Maria Di Gregorio. L’illustrazione, realizzata con la tecnica dell’acquerello, è opera di Angelo Maddalena, figlio di Maria Di Gregorio. Questo quanto si legge nella quarta di copertina del volume: “Nel 1997 Maria Di Gregorio parte per Lourdes dove l’aspetta una stagione di lavoro come commessa nella boutique di un Hotel nella città di Bernadette. Suo figlio Angelo le regala un block notes e le chiede di scrivere un diario. Sono passati 24 anni da allora, Maria nel frattempo ha lasciato il viver terreno nel 2020. Il diario quindi esce postumo, arricchito da Nel nome di Maria (mia madre), appunti che Angelo ha raccolto tra il 21 marzo e la metà di maggio del 2020, e alcune Note conclusive. Maria Di Gregorio è nata il 18 settembre del 1944 a Pietraperzia, da Angelo, sarto e dirigente socialista, e da Rosaria Salvaggio. Maria Di Gregorio, Impiegata al Comune di Pietraperzia, responsabile dell’Ufficio di Stato Civile, in pensione dal 1991, si trasferisce a Milano a fine anni ‘90 dove i suoi figli hanno cominciato a studiare e a lavorare. Iscritta alla Facoltà di Scienze Religiose di Piazza Armerina, Maria Di Gregorio  aveva iniziato a elaborare una tesi di laurea su Benedetta Bianchi Porro. Ha smesso di respirare nell’ospedale di Piazza Armerina dopo due settimane di degenza all’ospedale Umberto I di Enna, il 21 marzo 2020”. “Maria – si legge, a chiusura,  nella stessa presentazione della quarta di copertina – è una delle possibili vittime di “epidemia colposa” su cui indagano procure e avvocati competenti”. GAETANO MILINO

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