PIETRAPERZIA. Maria Di Gregorio, la stampa nazionale non si ferma.

PIETRAPERZIA. Maria Di Gregorio, la stampa nazionale non si ferma.

 PIETRAPERZIA. A 46 giorni dalla drammatica e tragica scomparsa della nostra cara Maria Di Gregorio la stampa nazionale non si ferma, oggi è in edicola Avvenire con un Articolo di Alessandra Turrisi, domenica 3maggio fanpage ha pubblicato nuovamente un’intervista di denuncia dei fatti della figlia Chiara. La Stampa dunque non di ferma. Se qualcuno, forse, pensava che la Signora Maria potesse essere solo un numero anonimo che scompariva dalle cronache in pochi giorni, si è sbagliato di grosso. “Io non mi fermo!” è l’esclamazione della figlia Chiara. La Signora Maria non scomparirà dalle cronache nazionali. La Figlia Chiara il 23 Marzo scorso ha nominato come suo difensore per trovare verità e giustizia l’Avvocato Fabio Anselmo, famoso in Italia per la difesa dei diritti umani, famoso per la difesa della famiglia di Stefano Cucchi, alla quale và il merito di aver portato luce sulla sua tragica morte. “Non si deve morire – scrive Chiara Maddalena – nei luoghi in cui lo Stato deve garantire la custodia e la cura della persona. Intanto ieri 5 maggio 2020, dopo 45 giorni, si è svolto il funerale della Cara Signora Maria celebrato alle ore 15 presso la chiesa del Rosario  da padre Rabita. Di seguito l’omelia.“Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano”. Su queste parole del Vangelo di Giovanni guardiamo la nostra vita alla luce di Gesù che ci ama e non lascerà che nessuna delle sue pecorelle vada perduta. E anche se la morte strappa, in un modo o nell’altro, i nostri affetti più cari siamo certi che la nostra esistenza non finisce con essa ma riceve una trasformazione ad immagine del corpo glorioso di Cristo. Maria Di Gregorio non è al cimitero, né in un posto non identificato del cielo. Maria è nel cuore di quel Dio che ha sempre cercato e amato. Voglio mettere in evidenza quelli che mi sembrano i cardini della vita cristiana che Maria ha particolarmente fatto propri: Il primo è il suo amore alla Parola di Dio. Il cammino della sua maturazione cristiana è scandito dalla sua sete di conoscenza di Dio attraverso lo studio e la meditazione della Scrittura. Ne ha dato testimonianza ella stessa in questa chiesa quando abbiamo iniziato il cammino della Lectio Divina in presenza del Vescovo. Certamente il cammino neocatecumenale da lei intrapreso per molti anni con la frequenza settimanale della Parola ha infuso in lei questo amore. Al punto che ha voluto approfondire tale conoscenza iscrivendosi al corso di Teologia fino alla sua conclusione. Il secondo aspetto è l’attaccamento alla preghiera. Maria pregava sempre recitando tutte le ore canoniche dall’Ufficio delle Letture alla Compieta e la recita quotidiana del Rosario. Questo, assieme alla meditazione della parola di Dio sono i cardini della vita cristiana. Il terzo aspetto, connesso ai due precedenti era la sua devozione. Lo studio della teologia non le aveva fatto perdere la sue origine popolare, cioè di donna del popolo. Era devota dei Santi e aveva trovato in alcune la vicinanza con le vicende della sua vita. In special modo la Madonna Addolorata, che l’aveva indotta ad iscriversi nella confraternita omonima e in S. Rita, le cui vicissitudini lei sentiva vicine alle sue, come sposa, madre e suora, desiderio che Maria aveva coltivato da ragazza ma che non si è realizzato avendo il Signore disposto altro per lei. Infine, poiché la vita non è sganciata dalla fede, Maria è stata soprattutto una donna di perdono. Capace di perdonare a priori, senza aspettare che qualcuno che aveva sbagliato nei suoi confronti le chiedesse scusa. Perché, diceva, il Signore Gesù ha fatto così e così ci ha insegnato. Per noi che l’abbiamo conosciuta rimane un modello di semplicità e di fede. Per i familiari e coloro che più di tutti piangono la sua dipartita Ella stessa interceda per loro perché trovino la forza di andare oltre il mistero della morte che non infrange né l’amore né l’unione con le persone che amiamo e che continuano ad amarci”. GAETANO MILINO

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