Barrafranca. Acqua potabile e sicurezza, dai consiglieri di opposizione la richiesta di un C.C. straordinario ed urgente

Barrafranca. Acqua potabile e sicurezza, dai consiglieri di opposizione la richiesta di un C.C. straordinario ed urgente

Ecco il comunicato stampa arrivato in redazione, che pubblichiamo integralmente.

“I sottoscritti consiglieri comunali Kevin Cumia, Giuseppe Ferrigno, Salvatore Cumia, Alessandro Tambè, Katia Baglio, Jasmine Barresi e Clorinda Perri, a seguito della trattazione dell’interrogazione riguardante la problematica “Acqua potabile inquinata” nello spazio dedicato alle interrogazioni urgenti (cd. Question Time), attesa l’inadeguata, inesaustiva e insufficiente risposta del sindaco, abbiamo richiesto al Presidente del C.C., la convocazione, in via STRAORDINARIA ED URGENTE, di un Consiglio Comunale per la trattazione dell’allegate proposte di delibera di indirizzo e di impegno politico nei confronti dell’amministrazione comunale riguardanti le questioni:

  1. “Problematica inquinamento Acqua Potabile via Itria e adiacenti”; 2. “Tema sull’ordine e sulla sicurezza pubblica del territorio barrese – Richiesta istituzione della Tenenza dei Carabinieri a Barrafranca”.

L’urgenza è giustificata, da un lato, dall’importanza degli argomenti affrontati con le suddette proposte e, dall’altro, per evitare maggiori e ulteriori conseguenze per la cittadinanza investita dalle suddette questioni (ACQUA POTABILE e sul tema ORDINE E SICUREZZA PUBBLICA DELLA COMUNITÀ BARRESE) temi urgenti e pregnanti da trattare immediatamente in una seduta straordinaria ed urgente.

Di seguito l’allegato ordine del giorno presentato al cospetto del civico consesso:

“ORDINE DEL GIORNO: “PROBLEMATICA INQUINAMENTO ACQUA POTABILE VIA ITRIA E ADIACENTI”

I sottoscritti Consiglieri Comunali ai sensi del Regolamento sul funzionamento delle adunanze del Consiglio Comunale PROPONGONO L’approvazione del seguente Ordine del Giorno:

PREMESSO CHE

  • In data 06.11.2019 sul sito del Comune di Barrafranca veniva pubblicata l’ordinanza sindacale N° 33, richiamante la nota prot. U47772 del 6/11/2019 del Dipartimento di Prevenzione ASP 4 di Enna — Area Igiene e Sanità pubblica con allegato rapporto di prova n. 216/A BIS 2019, acquisita al prot. Gen. al n. 15517 del del 6/11/2019, con cui l’Azienda Sanitaria Provinciale, a seguito delle analisi del prelievo del 4/11/2019 dell’acqua destinata in questo Comune al consumo umano, comunicava che vi fosse un evidenziato inquinamento microbiologico nel punto di prelievo del rubinetto di Via Itria, • L’Asp, in tale nota, in pratica, invitava il Sindaco a provvedere a riportare i parametri entro i limiti previsti dal D. Lgs. 31/2001 e ss. mm.ii., a darne comunicazione al Servizio Asp specifico per i successivi controlli e, nelle more della risoluzione del problema, a sospendere l’utilizzo dell’acqua per uso potabile nelle zone interessate all’inquinamento; • Non essendo rientrato il problema presentatosi già a novembre, il Sindaco ha emanato l’ordinanza n. 1 del 10/01/2020 dichiarando il divieto, per alcune zone del centro abitato, di uso dell’acqua erogata per fini potabili, estendendo ulteriormente le vie adiacenti alla Via Itria interessate dall’Ordinanza sindacale n. 33 del 06.11.2019; RITENUTO • che fosse doveroso disporre il divieto dell’utilizzo dell’acqua per uso potabile per la cittadinanza residente nelle zone di Via Itria e adiacenti, servite dalle predette condotte idriche, al fine di garantire la pubblica e privata sanità • e che fosse stato opportuno e necessario predisporre un servizio di fornitura di acqua gratuita a tutti residenti in quelle zone; CONSIDERATO CHE • alcuni cittadini avevano sollecitato in data 18/12/2019 la richiesta di un intervento, • agli stessi veniva comunicato verbalmente che nelle more di un intervento risolutivo, l’unica azione poteva consistere, semplicemente in una fornitura di acqua potabile a patto che, l’utente, provvedesse personalmente a reperire e a mettere a disposizione un recipiente (cisterna) da posizionare all’esterno delle abitazioni interessate e quindi sulla pubblica via, intervento questo, che poteva comunque essere esperito solamente in data 23/12/2019; • in tale data alcuni cittadini si recavano personalmente presso gli uffici Comunali preposti al fine di risollecitare detto intervento. Anche in questo caso gli veniva comunicato che gli addetti sarebbero potuti intervenire solamente in data 24/12/2019 poiché impegnati in altri servizi connessi all’emergenza idrica de qua; • In tale occasione veniva altresì comunicato che il ritardo dei lavori di ripristino era dovuto anche al fatto che essendoci dei cavi elettrici localizzati nell’area presunta del guasto, l’ENEL non aveva ancora risposto; • In data 24 dicembre 2019 nessun intervento veniva posto in essere dal personale operante. In conseguenza di ciò alcuni cittadini decidevano venerdì 27  dicembre 2019 di recarsi presso gli uffici dell’ASP siti in Barrafranca al fine di notiziare dei fatti sin qui narrati l’Ufficiale Sanitario. Gli uffici dell’ASP risultavano chiusi per “disinfestazione”, dunque, decidevano di recarsi per l’ennesima volta presso l’Ufficio Tecnico al fine di chiedere ulteriori notizie, ma ivi giunti appuravano che tutti gli uffici risultavano anch’essi chiusi al pubblico; • In data 31.12.2019, sempre alcuni cittadini si recavano presso gli Uffici ASP ove riuscivano a parlare con il Dirigente dell’ufficio IGIENE PUBBLICA, Dr.ssa .Arcangela Strazzanti, la quale confermava il contenuto dell’ordinanza emessa dal SINDACO scaturita a seguito della loro segnalazione, invitava tutti a non usare assolutamente l’acqua poiché particolarmente inquinata, rappresentava inoltre che avrebbe immediatamente contattato il Sindaco ed il Responsabile del 4^settore UTC per chiedere lumi circa la situazione che si era venuta a creare; • In data 2 gennaio 2020 alcuni cittadini si recavano nuovamente presso gli uffici Comunali preposti ove era presente solamente un addetto alla manutenzione, il quale confermava che l’unico intervento attuabile al momento era quello prospettato giorni prima, ovvero la fornitura di un carico di acqua potabile e che i lavori di ripristino sarebbero iniziati presumibilmente dopo il 06.01.2020. Tutto ciò a distanza di 2 mesi dalla prima ordinanza!
  • A questo punto, alcuni cittadini ricontattavano nuovamente l’ufficiale Sanitario Dr.ssa Strazzanti Arcangela e la stessa rappresentava di essere in attesa, quale ufficio competente, di specifica comunicazione da parte del Sindaco circa il ripristino dei parametri di potabilità dell’acqua previsti per legge al fine di esperire nuovi ed ulteriori controlli. In tale occasione comunicava che erano stati predisposti altri e ulteriori controlli relativi all’erogazione idrica delle Vie Villalba, Cesare e altre adiacenti sempre alla citata Via Itria, e che da tali controlli l’acqua risultava ancora palesemente inquinata, dal colore giallastro, emanante un cattivo odore che aumentava al punto di diventare nauseabondo durante l’utilizzo dell’acqua calda; I sottoscritti fanno notare che • la pubblicizzazione delle ordinanze sindacali n. 33 del 06/11/2019 e n. 1 del 10/01/2020 è avvenuta solamente tramite il sito internet comunale senza nessun altro avviso di tipo cartaceo; • vista la gravità dei fatti, si sarebbe dovuto provvedere a pubblicizzare anche affiggendo, quantomeno presso le vie interessate, dei manifesti informativi se non addirittura a fare consegnare a mezzo personale di Polizia Locale copia dell’ordinanza ai cittadini residenti nelle vie interessate dal grave problema di inquinamento, atteso che, molti dei residenti risultano essere persone in età avanzata e che magari non accedono abitualmente al web.

I sottoscritti constatano pure

  1. come vi sia la violazione delle seguenti disposizioni di legge:

o Decreto legislativo 31/2001 recante “Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano”, che disciplina la qualità delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrità e la pulizia; in particolare, l’art. 4, co. 2, che sancisce che le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite e non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana; o L’art. 32 della Costituzione Italiana, nel sancire la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, di fatto obbliga lo Stato e gli Enti locali a promuovere ogni opportuno intervento e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute. Ciò costituisce un diritto fondamentale per noi cittadini a vivere con il rispetto degli standard igienici e a ricevere l’assistenza qualora si verifichi un tale problema.

  1. Che si potrebbe essere di fronte alle seguenti ipotesi di reato:

o ad un reato omissivo di pericolo presunto: non si punisce l’inquinamento ma si punisce l’omessa bonifica come viene evidenziato anche dalla sanzione prevista dall’art. 257 d.lgs. 2006/152; o Alla violazione dell’art. 328 c.p. “rifiuto d’atti d’ufficio. Omissione’’; o Alla violazione dell’art. 331 c.p. “interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità’’.

CONSIDERATO, ALTRESI’ CHE

– La risposta del Sindaco all’interrogazione presentata dai suddetti consiglieri comunali è stata insoddisfacente per i mancati chiarimenti richiesti e per l’intempestività politica di intervento.

Per quanto sopra premesso e considerato, i sottoscritti Consiglieri Comunali

IIMPEGNANO

il sig. Sindaco e l’amministrazione comunale:

A porre in essere in maniera tempestiva tutti gli atti idonei e volti all’individuazione del problema e della relativa risoluzione e a DIMETTERSI dalle cariche ricoperte per l’incapacità, l’intempestività, l’inefficienza e l’inefficacia di intervento per la risoluzione della problematica, considerato che ancora a distanza di 100 giorni dall’accaduto non si è ripristinato il servizio pubblico essenziale di fornitura di acqua potabile alle famiglie interessate, vista l’importanza vitale, sanitaria e sociale del problema.”

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