BARRAFRANCA. Rimpatriata di vecchie Glorie della “Morandi” Calcio.

BARRAFRANCA. Rimpatriata di vecchie Glorie della “Morandi” Calcio.

- in Barrafranca
BARRAFRANCA. L’incontro di giocatori e dirigenti di allora, a 57 anni dal primo. Quello di ieri sera si è tenuto nei locali del Csr di contrada Sopra Canale. Ad incontrarsi sono stati i dirigenti e i giocatori di allora. Il circolo culturale “Morandi” nato nel 1962, ha calcato i campi di calcio fino al 2000. Queste le vecchie Glorie presenti all’incontro: Nino Aleo, Totò Aleo, Santo Amore, Giuseppe Balsamo, Santo Barresi, Gino Bonaffini, Alessandro Bulla, Luigi Collerone, Luigi Faraci, Enzo Giammusso, Gino Ippolito, Salvatore Papalia, Totò Papalia, Totò Pillitteri, Giuseppe Rizzo, Gaetano Russo, Salvatore Saitta, Angelo També, Paolo Vanadia, Lillo Vetriolo, Toto Vetriolo, Stefano Vilotta, Giuseppe Zuccalà. L’incontro promosso ed organizzato da Gino Bonaffini. A fare gli onori di casa, Lillo Vetriolo, presidente Csr. Tra i presenti anche Giuseppe Rizzo, fratello del compianto Domenico Rizzo che era il pupillo della Barrese e della Morandi. Prima dell’inizio dei lavori, osservato un minuto di silenzio e raccoglimento “in memoria di chi non c’è più”. Alla parete un cartellone con la scritta “Essere Morandini” Durante la rimpatriata, eletti i vertici della “Nuova Morandi”. Come coordinatore designato Gino Ippolito, il suo vice Totò Papalia e cassiere Santo Barresi. Si è concordato pure di fare una due giorni di festa ad agosto 2020. A spiegarci il senso e il significato della rimpatriata è Gino Bonaffini. “Sono emigrato in Germania da 44 anni – afferma Gino Bonaffini – e la Morandi è stata per me una parentesi che non vorrei mai chiudere perché è stata bellissima. Io, in seno alla società, avevo l’incarico di reperire giovani e nuove leve che potessero giocare nella squadra”. “Abbiamo vissuto tempi speciali e siamo stati fratelli ed amici – continua Gino Bonaffini – ed abbiamo avuto una passione che non si è mai attenuata. L’incontro di oggi per cercare di programmare una festa che sia aperta a tutta la comunità di Barrafranca”. E continua: “Noi siamo una gioia e coltiviamo la speranza che si possa dare una piccola scossa a Barrafranca”. Speriamo che il nostro sogno diventi realtà e che questa sera si possano, da parte di tutti noi, fare delle scelte al fine di programmare le attività il prossimo anno”. “Abbiamo un anno di tempo – continua Gino Bonaffini – per allargare le nostre prospettive e i nostri orizzonti. Non intendiamo ghettizzarci ma saremo aperti a tutti. Non vogliamo guardare al passato ma al futuro senza tuttavia trascurare quanto di buono ci è stato dato dal passato”. Lillo Vetriolo afferma: “Con la Morandi siamo partiti nel lontano 1962. Fino al 2000 la Morandi era in attività. Poi, per impegni di lavoro e per altre cause abbiamo chiuso. Ora vogliamo, la Morandi, rimetterla in moto. La società sportiva ha vinto anche dei trofei, ha disputato il campionato regionale Juniores e vinto tre titoli provinciali Juniores consecutivamente”. “Non è facile – aggiunge Lillo Vetriolo – vincere tre titoli provinciali e, per giunta, consecutivamente” “Oggi vogliamo fare questa rimpatriata perché anche grazie ai dirigenti che abbiamo avuto quali i fratelli Centonze, Tano Giunta, Gino Tropea, Totò Faraci, Giacomo Pillitteri, la Morandi ha sfornato uomini per la società e che hanno dato una svolta alla città di Barrafranca. Ai giovani sono stati inculcati i valori del’educazione e della serietà”. Quali i vostri programmi? “L’amico Gino Bonaffini, di puro sangue Morandino, ci ha chiesto di rincontrarci e fare rivivere la Morandi. Il tutto a spese nostre”. A che cosa è finalizzato questo incontro? “Innanzitutto lo scopo è quello di rivederci e poi quello di organizzare, nel 2020, delle celebrazioni in onore della Morandi”. Gino Bonaffini, da parte sua, aggiunge: “È una festa ha già un nome: ‘essere Morandini’, È un nome naturale che ha già un significato. Essere Morandini è qualcosa di speciale, qualcosa che a noi ha dato gioie, emozioni, ci ha fatto crescere, ci ha maturato, ci ha fatto diventare uomini. E per questo siamo tutti contenti. Quando ci vediamo, ci spuntano le lacrime perché noi siamo ancora fratelli, anzi più di fratelli”. “La festa – continua Gino Bonafifni – è aperta a tutti i barresi per rivederci e fare una festa che ci offra la possibilità di abbracciarci tutta la comunità di Barrafranca. Prevediamo di fare dei tornei di calcio, ci sarà musica ed una messa per ricordare tutte quelle persone che sono in cielo e che ci guardano e che ci hanno lasciato. Loro ci hanno coperto come un ombrello e ci hanno isolato da cattivi elementi. Quello che siamo diventati è anche grazie all’aiuto di queste persone. Nonostante siano passati tanti anni, quando ci incontriamo ci commoviamo. Forse è stata un’esperienza non ripetibile. Da parte nostra ce la metteremo tutta per ripetere questa entusiasmante esperienza”. Il professore Luigi Collerone afferma: “Io, in seno alla Morandi, ho ricoperto anche la carica di presidente e anche dirigente”. “La Morandi – ha concluso Luigi Collerone – è stata la fucina per tantissimi giovani. È stata un’esperienza molto utile sia per me che per i ragazzi che frequentavano il circolo Morandi. Io poi me li ritrovavo a scuola e questo ha semplificato anche il mio lavoro scolastico come docente”. GAETANO MILINO

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