L’AQUILA. Martedì 12 febbraio, all’interno del ciclo di incontri “Dialoghi sul Cinema”, il regista Roberto Andò sarà presente a L’Aquila, presso il Palazzetto dei Nobili, dalle ore 18.30 alle 19.15.

L’AQUILA. Martedì 12 febbraio, all’interno del ciclo di incontri “Dialoghi sul Cinema”, il regista Roberto Andò sarà presente a L’Aquila, presso il Palazzetto dei Nobili, dalle ore 18.30 alle 19.15.

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L’AQUILA. Dialoghi Sul Cinema. Incontri con Roberto Andò. L’Aquila, Palazzetto Dei Nobili. 11 e 12 febbraio 2019. I “Dialoghi sul Cinema” sono un ciclo di incontro ideato a quattro mani dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi dell’Aquila e dal L’Aquila Film Festival. Dal 2016, grazie a questo format, attori e autori cinematografici sono ospitati a L’Aquila in occasione della proiezione di loro opere; si tratta di una possibilità preziosa e rara per gli studenti universitari e per il pubblico cittadino di confrontarsi con i protagonisti del mondo del Cinema italiano. Roberto Andò. Roberto Andò è nato a Palermo nel 1959. Scrittore, sceneggiatore, regista teatrale e cineasta, la sua formazione ha radici nella letteratura e nel cinema. Stringe rapporti professionali e d’amicizia con Leonardo Sciascia, Francesco Rosi, Federico Fellini, Michael Cimino, Harold Pinter, Francis Ford Coppola. Il suo esordio nella regia avviene a teatro nel 1986 con uno spettacolo tratto da un testo inedito di Italo Calvino, “La foresta-radice-labirinto”. Il suo primo film, “Il Manoscritto del Principe” – prodotto da Giuseppe Tornatore – dedicato agli ultimi anni di vita di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, viene presentato in vari festival internazionali e vince degli importanti riconoscimenti. Da allora, la sua attività cinematografica si alterna a regie d’opera – finora 17 tra cui “Il flauto magico” di Wolfgang Amadeus Mozart, “Tancredi” di Gioacchino Rossini, “L’olandese volante” di Richard Wagner, “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni, “Oedipus Rex” di Igor Stravinsky, “Die Winterreise” di Franz Schubert – e teatrali, tra cui ricordiamo “Le storie del signor Keuner” di Bertold Brecht, “La notte delle lucciole” di Leonardo Sciascia, “Il Dio della carneficina” di Yazmina Reza, “Proprio come se nulla fosse avvenuto”, da Anna Maria Ortese, “Shylock, ovvero Il mercante di Venezia in prova” di William Shakespeare, ultima tra quelle realizzate in sodalizio con Moni Ovadia, e ancora le messinscene dedicate all’opera di Harold Pinter: “La stanza”, “Anniversario” e “Vecchi Tempi”. Nel 2002 il Centro Sperimentale di Cinematografia gli affida la realizzazione di un documentario su Francesco Rosi, Il cineasta e il labirinto, in occasione degli 80 anni del grande regista napoletano. Torna dietro la macchina da presa con Sotto falso nome, presentato nel 2004 come film di chiusura a Cannes alla Semaine de la Critique. Nel 2006, al Festival Internazionale del Film di Roma, presenta Viaggio segreto, tratto dal romanzo “Ricostruzioni” di Josephine Hart. Ha pubblicato nel 2008 “Diario senza date”, un romanzo-saggio dedicato a Palermo. Il suo film Viva la libertà, che ottiene importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, è tratto dal suo romanzo Il trono vuoto edito nel 2012 da Bompiani, vincitore del Premio Campiello Opera Prima e del Premio Vittorini Opera Prima. “Minetti. Ritratto di un artista da vecchio” di Thomas Bernhard, interpretato da Roberto Herlitzka, è il suo più recente spettacolo. Da due anni è direttore didattico a Palermo del Centro Sperimentale di Cinematografia dedicato al documentario di creazione. Nel 2016 esce al cinema il suo nuovo film, ancora con Toni Servillo, ma anche con Pierfrancesco Favino, Moritz Bleibtreu, Daniel Auteuil: Le confessioni, film in cui indaga ancora una volta il lato oscuro del potere e della politica. Nel 2018 realizza il film con Micaela Ramazzotti e Renato Carpentieri Una storia senza nome, che riprende la storia legata al furto della Natività di Caravaggio sottratta dalla mafia nel 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai ritrovata. Questo il programma: Lunedì 11 febbraio ore 18.30: “Viva la libertà”, di Roberto Andò.



Il segretario del più importante partito di opposizione improvvisamente parte per la Francia per incontrare Danielle (Valeria Bruni Tedeschi), amata venti anni prima. Per rimediare alla sua assenza, la moglie Anna (Michela Cescon) e il collaboratore Bottini (Valerio Mastandrea) si rivolgono a Ernani (Toni Servillo), fratello gemello di Enrico e professore di filosofia recentemente dimesso da un ospedale psichiatrico. Tratto dal romanzo “Il trono vuoto” di Roberto Andò, Ed. Bompiani. Ore 21.00: “Le confessioni”, di Roberto Andò. Siamo in Germania, in un albergo di lusso dove sta per riunirsi un G8 dei ministri dell’economia pronto ad adottare una manovra segreta che avrà conseguenze molto pesanti per alcuni paesi. Con gli uomini di governo, ci sono anche il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Daniel Roché (Daniel Auteuil), e tre ospiti: una celebre scrittrice di libri per bambini (Connie Nielsen), una rock star (Moritz Bleibtreu),e un monaco italiano, Roberto Salus (Toni Servillo). Accade però un fatto tragico e inatteso e la riunione deve essere sospesa. In un clima di dubbio e di paura, i ministri e il monaco ingaggiano una sfida sempre più serrata intorno al segreto. I ministri sospettano infatti che Salus, attraverso la confessione di uno di loro, sia riuscito a sapere della terribile manovra che stanno per varare, e lo sollecitano in tutti i modi a dire quello che sa. Ma le cose non vanno così lisce: mentre il monaco – un uomo paradossale e spiazzante, per molti aspetti inafferrabile – si fa custode inamovibile del segreto della confessione, gli uomini di potere, assaliti da rimorsi e incertezze, iniziano a vacillare… Martedì 12 febbraio ore 17.30: “Una storia senza nome”, di Roberto Andò. Valeria Tramonti (Ramazzotti) è la timida segretaria del produttore cinematografico Vitelli (Catania), vive ancora a pochi passi dalla madre (Morante) ed è innamorata dello sceneggiatore Pes (Gassmann), per il quale scrive, non accreditata, i soggetti di cui poi lui si prende il merito. A travolgere la sua riservata esistenza è l’incontro con Rak, un anziano sconosciuto (Carpentieri), personaggio misterioso e informatissimo, che le offre una storia irresistibile da trasformare in film, a patto che (anche stavolta) non sia lei a comparirne come autrice. Quella legata al furto della Natività, tela di Caravaggio sottratta dalla mafia nel 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai ritrovata. E che la mafia di oggi non ha nessun interesse a divulgare. Peccato che tra i finanziatori del film ci sia Spatafora (Bruno), affiliato a Cosa nostra. Ore 19.00: Incontro con Roberto Andò. Interviene Prof. Massimo Fusillo, docente di Critica letteraria e letterature comparate presso l’Università degli Studi dell’Aquila. GAETANO MILINO


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