Il Salotto artistico- letterario “Civico 49” in visita a Gibellina

Il Salotto artistico- letterario “Civico 49” in visita a Gibellina

Museo En Plein Air-Chiesa Madre Gibellina Nuova

Sempre attenti all’arte in tutte le sue sfumature, sabato 5 maggio 2018 alcuni membri e amici del Salotto artistico- letterario “Civico 49” di Barrafranca (EN) sono andati a visitare Gibellina (TP). Parliamo di Gibellina Nuova, ricostruita dopo il terremoto del Belice del 1968, in un sito che dista 20 Km dalla vecchia cittadina. E’ conosciuta come città di frontiera dell’arte e dell’architettura contemporanea, ideata e ricostruita dal grande mecenate e sindaco Ludovico Corrao, che ne volle fare un vero e proprio museo a cielo aperto. La città divenne subito un immenso laboratorio di sperimentazione e pianificazione artistica, in cui artisti e opere di valore rinnovarono lo spazio urbano secondo una prospettiva innovativa. La nuova Gibellina si presenta come un Museo En Plein Air formato da circa 60 opere d’arte disseminate per la città, tra cui spicca la chiesa Madre progettata negli anni ’70 da un famoso architetto dell’epoca, Ludovico Quaroni, sita nella parte più alta del paese. Con la sua cupola bianca sferica domina la città ricostruita su progetti urbanistici d’avanguardia a circa 20 Km di distanza dal vecchio paese.

Museo En Plein Air-Piazza Municipio Gibellina Nuova

Interessante  Piazza Municipio che è una delle prime opere realizzate a Gibellina durante i lavori di ricostruzione, progettato da Giuseppe e Alberto Samonà. La piazza pubblica è completata dalla torre-orologio di Alessandro Mendrini, dalla scultura di Mimmo Rotella denominata “Città del Sole”, dalle opere di Consagra e dai pannelli in ceramica di Carla Accardi. Altre opere del Museo all’aperto sono il Sistema delle Piazze di Thermes e Purini, la famosissima Porta del Belice di Consagra, tanto per citarne alcune.

Museo delle trame Mediterranee

Dopo la visita al Museo En Plein Air, il gruppo si è spostato alla Fondazione Orestiadi, che si trova presso il Baglio Di Stefano e comprende: il Museo delle trame Mediterranee, ospitato nella casa baronale, importante esempio della ricerca delle radici comuni delle culture di questo mare; il Cortile con la “Montagna di Sale” di Mimmo Paladino e molte altre opere di grandi artisti come Cucchi, Consagra, Romano ecc. Nella fondazione ogni estate si svolge la rassegna internazionale di teatro, musica, poesia e arti visive. Particolare il granaio, che conserva una ricca collezione d’arte contemporanea, che documenta il contributo dei più importanti artisti contemporanei alla ricostruzione della città: Arnaldo Pomodoro, Paladino, Cucchi, Consagra, Accardi, Dorazio, Turcato, Beuys, Matta, Corpora, Isgrò, Schifano, Boero, Wilson, Rotella ecc.

Cretto di Burri- Gibellina Vecchia

Dopo la pausa pranzo, il gruppo è andato a visitare il Cretto di Burri a Gibellina vecchia. Il Cretto di Burri è un’opera di land art celebrativa, realizzata tra il 1984 ed il 1989 da Alberto Burri (l’artista di Città di Castello col cui comune Gibellina è gemellata). Esso sorge nello stesso luogo dove, una volta, vi erano le macerie attualmente “cementificate” dall’opera di Burri. Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 un violento sisma colpì una vasta area della Sicilia occidentale distruggendo completamente l’antica cittadina. Dopo il terremoto fu lentamente avviata la ricostruzione del paese. Invece di riedificarlo nelle vicinanze dell’antica Gibellina, fu ripreso a circa 20 chilometri più a valle. L’intento di Burri era di progettare un gigantesco monumento della morte che immortalasse un dramma umano, ripercorrendo le vie e i vicoli della vecchia città in una grande colata di cemento che dall’alto appare come un insieme di fratture nel terreno e che al tempo stesso consenta a chi usufruisce dell’opera di essere partecipe del dramma avvenuto, ritrovandosi circondato da pareti cementizie. E’ un luogo, dunque, in cui l’arte a cielo aperto non è fine a se stessa, ma diventa uno strumento per la memoria. Il cretto è una tra le opere d’Arte contemporanea più estese al mondo.

Ultima tappa è stata il Museo Belice/Epicentro che ospita la memoria visiva del terremoto, punto di partenza per tracciare un viaggio in questi luoghi attraversati dal tempo, dai movimenti popolari e dagli eventi naturali.

“Il grande numero di opere che riempiono Gibellina- ci racconta Gaetano Vicari- in realtà non hanno apportato un grande cambiamento nel paese che, secondo le intenzioni di Corrao, avrebbe richiamato artisti e appassionati d’arte. In realtà il paese non ha raggiunto tale splendore auspicato dall’ex Sindaco, a causa dell’incuria delle amministrazioni cittadine e degli stessi abitanti che non sanno salvaguardare e sfruttare l’immenso tesoro artistico a loro disposizione. Ancora per la Sicilia un’altra occasione mancata!”

Rita Bevilacqua

 

 

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