“Viaggio nel libro”: al “Falcone” l’alternanza scuola- lavoro è con la casa editrice Bonfirraro

“Viaggio nel libro”: al “Falcone” l’alternanza scuola- lavoro è con la casa editrice Bonfirraro

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Barrafranca – Si è concluso da pochi giorni “Viaggio nel libro”, il ciclo di incontri sull’editoria prevista dal progetto di alternanza scuola- lavoro e avviato per le tre classi del liceo ad indirizzo classico dell’Istituto di istruzione superiore “G. Falcone” della dirigente Stella Gueli.

Mentre la maggior parte delle scuole italiane è in subbuglio per una poco chiara gestione del progetto nazionale voluto dal Miur – che dovrebbe garantire ad ogni studente la possibilità di aprirsi e conoscere il mondo del lavoro, secondo le proprie inclinazioni e corso di studi – a Barrafranca i ragazzi delle classi III, IV e V A, accompagnati dalla docente Angela Privitelli, hanno potuto essere i protagonisti di un validissimo workshop, entrando nei meandri del mondo editoriale grazie al tutoraggio esterno della casa editrice Bonfirraro – affermata realtà con sede a Barrafranca, ma di ampio respiro nazionale – che ha organizzato per loro quattro diversi incontri, pensati come itinerari culturali e incentrati sulle diverse professioni del mondo editoriale. Tutor d’eccezione, l’editore Salvo Bonfirraro che con magistrale empatia ha accompagnato i ragazzi durante il ciclo di incontri con l’obiettivo di far conoscere tutte le dinamiche che si vengono a creare all’interno di una casa editrice “indipendente”, i diversi settori di produzione: lo scouting, la redazione, la correzione bozze, la stesura di testi, l’impaginazione e la grafica, il marketing ( analisi del mercato attraverso la comparazione di diversi testi, problematiche inerenti la trasformazione del testo cartaceo tradizionale all’e-book) e la sua necessaria promozione, che coinvolge dunque molti aspetti della comunicazione.

Cinque gli autori, provenienti da ogni angolo dell’isola, che si sono avvicendati nel corso degli incontri e che hanno potuto raccontare la propria esperienza con la casa editrice e il lavoro che si cela dietro a un libro ben curato, sia nella sua parte grafica che editoriale. È così che si sono avvicendati sul palco dell’auditorium Cinzia Nazzareno (autrice de “Lo scarabocchio”), Vincenzo Fontana e Salvatore Vaiana (autori rispettivamente di “Critica a Rights of Man di Thomas Paine” e “Una storia siciliana tra 800 e 900”), Elena Salvaggio (autrice di “Valentina e la sua storia a forma di cuore”) e Simona Zeta, quest’ultima portatrice di handicap che ha infiammato la platea attraverso le tematiche del nuovo suo romanzo “Ritrovarmi”, regalando ai ragazzi una scossa emotiva e una contagiosa gioia di vivere.

«Quando ho iniziato questo mestiere – ha raccontato loro l’editore – ero poco più che ventenne: siamo agli inizi degli anni ’80 in Sicilia, terra che stava conoscendo nuovamente una terribile depressione economica. Attorno a me tutto si stava spopolando, molti miei amici trovavano una giusta via di fuga al Nord, che da quel momento ha accolto tantissimi professionisti, o addirittura all’estero. Io ho deciso di affidarmi a quello che più sapevo fare meglio, ovvero leggere! Una passione nata da bambino grazie a mio padre, appassionato e accanito lettore che mi ha trasmesso l’amore per i libri. Capii subito, come in un’illuminazione, quale fosse la mia strada».

Da evidenziare la grande attenzione dei ragazzi e il particolare apprezzamento nei confronti degli autori che la casa editrice è riuscita a portare a scuola con l’intento avvicinare gli scrittori al  pubblico di giovanissimi. «Il nostro lavoro è da intendere come una missione per tenere alto il valore della lettura nella speranza che essa sia da pungolo nella formazione dei cittadini di domani» ha aggiunto Bonfirraro che continua: «cerchiamo di formare nuovi lettori, entrare nelle scuole per portare autori, magari sconosciuti ai più, ma che abbiano realmente qualcosa da comunicare alle giovani generazioni. Perché in fondo, la difficoltà più grande rimane il fatto che in Italia ci siano pochissimi lettori. È notizia di poco tempo fa che ne abbiamo perso 751 mila e questa non è una problematica di poco conto».

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